Pilone inclinato sulla Palermo-Sciacca: vecchio cedimento? Sarà. Ma a noi fa paura

I tecnici Anas assicurano: si tratta di un vecchio cedimento e la strada può essere percorsa in tutta sicurezza. Però la vicenda lascia perplessi

29 novembre 2015 - 17:04

Non è accanimento giornalistico contro l'Anas. Non è neppure psicosi. Il fatto è che, nei mesi scorsi, in Sicilia si sono verificati numerosi e clamorosi cedimenti strutturali, con ponti crollati e viadotti afflosciatisi: vedi qui, ma anche qui, con la meravigliosa isola spaccata in due, Est-Ovest. Guai che potevano diventare ancora più enormi se ci fossero state parecchie vittime, fra gli automobilisti. I nomi Scorciavacche sulla Palermo-Agrigento, Himera sulla Palermo-Catania e viadotto Italia fanno ancora venire i brividi. Senza considerare la rivoluzione ai vertici Anas e i vari scandali che hanno travolto il gestore nazionale: vedi le tangenti manovrate dalla Dama Nera. Adesso, s'è scoperto che c'è un pilone inclinato sulla Palermo-Sciacca, e d'istinto è venuto naturale, in modo comprensibile e legittimo, pensare a un altro tristissimo crollo sull'arteria di scorrimento che collega il capoluogo con la costa meridionale dell'Isola e che viene quotidianamente percorsa da migliaia di veicoli. 

COSA SEMBRAVA E COS'È – Pareva che, proprio stamattina, il pilone di un viadotto tra San Cipirello e San Giuseppe Jato si fosse appena inclinato. Con la Sicilia spaccata in due, stavolta Nord-Sud. Come accaduto per il viadotto Himera. Tanto da spingere i Carabinieri a chiudere la strada dal chilometro 23 al 28. Ma i tecnici dell'Anas assicurano che si tratta di un vecchio cedimento, che la situazione è sotto costante monitoraggio da tempo, e che la strada può essere percorsa in tutta sicurezza. Così garantiscono. È stata la pioggia a far sprofondare il terreno attorno al pilone. Ma allora, perché è scattato l'allarme? Si sarebbe trattato solo di un “difetto di comunicazione” con i Carabinieri, che stamattina hanno interdetto al traffico la Statale. In realtà, le verifiche hanno accertato che si tratta di un vecchio cedimento e non ci sono tratti del viadotto a rischio. Così, la riapertura del tratto è già avvenuto.

QUALCHE LEGITTIMA PERPLESSITÀ – Sul piano stradale, i giunti sono distanti parecchi centimetri. Sembra che le piogge abbiano portato via i sacchi di cemento che ostruivano la falla aperta da tempo, rendendola visibile, e per questo i Carabinieri si siano allarmati. Alla fine, non è da mettere assolutamente in dubbio quanto dice l'Anas sul pilone Palermo-Sciacca, ma un qualsiasi utente della strada, che la percorra o no, non è del tutto tranquillo se sa che il pilone è inclinato. E non viaggia senza pensieri neppure se sa che quel pilone è inclinato da tempo. Nemmeno se sa che l'Anas è perfettamente a conoscenza del problema.

UNA MAREA DI SOLDI – La vicenda un po' di inquietudine e di paura la mette addosso: oltre ai cedimenti strutturali veri, di cui non si sapeva nulla, esistono i cedimenti di cui si sa da tempo. Che emergono per puro caso, magari per la pioggia, e che si evidenziano in tutta la loro bruttezza: i giusti distanti parecchi centimetri e la falla sotto gli occhi non sono uno spettacolo degno di un Paese civile. L'auspicio è che i quattrini in arrivo eliminino qualsiasi bruttura del genere, facendo viaggiare gli automobilisti in tutta serenità. A tale proposito, ricordiamo che il Piano pluriennale Anas 2015-2019 prevede oltre 20,2 miliardi di euro per più di 3.600 km di strade, di cui 8,8 miliardi di euro per il completamento di itinerari, 8,2 miliardi destinati alla manutenzione straordinaria e 3,2 miliardi per le nuove opere. È una sostanziosa iniezione di risorse, da oggi fino al 2019, rivolta prevalentemente al rafforzamento degli asset infrastrutturali strategici del Paese, al miglioramento degli accessi in città e al potenziamento dei collegamenti intermodali. Speriamo. A beneficio di quel pazzesco patrimonio storico-artistico-culturale-naturale che si chiama Sicilia, e per tutta l'Italia. Che nonostante tutto era e resta di ineguagliabile bellezza.

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