Piano nazionale della sicurezza stradale: il Governo Letta chiude i rubinetti

Il Governo stopperà i fondi se gli enti locali non dimostreranno di investire nella sicurezza stradale

13 agosto 2013 - 7:00

In materia stradale, il decreto “del fare” non ha introdotto solo le multe scontate del 30%: il Governo Letta ha dedicato un capitolo alla riprogrammazione degli interventi del Piano nazionale della sicurezza stradale.

ENTRO 60 GIORNI – Per l'entrata in vigore delle modifiche introdotte con la conversione del decreto in legge da parte del Parlamento, occorre attendere la pubblicazione della legge sulla Gazzetta ufficiale; comunque, le nuove norme stabiliscono che il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti verifichi lo stato di attuazione degli interventi del 1° e 2° Programma annuale di attuazione del Piano nazionale della sicurezza stradale cofinanziati con legge 23 dicembre 1999, n. 488. Il tutto avverrà con ricognizione, da completare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto “del fare”. Se da questa ricognizione risulteranno interventi non ancora avviati, allora i corrispondenti finanziamenti e i relativi impegni di spesa saranno revocati con uno o più decreti interministeriali.

SOLDI PER FAR CALARE I SINISTRI – Le risorse derivanti dalle revoche dei finanziamenti sono iscritte nello stato di previsione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e sono destinate alla realizzazione in cofinanziamento di un programma di interventi di sicurezza stradale, concernenti prevalentemente lo sviluppo e la messa in sicurezza di itinerari e percorsi ciclabili e pedonali, nonché al finanziamento della realizzazione e della messa in sicurezza dei tratti stradali mancanti per dare continuità all'asse viario Terni-Rieti, alla prosecuzione del monitoraggio dei Programmi di attuazione del Piano Nazionale della Sicurezza Stradale e all'implementazione ed al miglioramento del sistema di raccolta dati di incidentalità stradale in coerenza con quanto previsto dall'articolo 56 della legge 29 luglio 2010, n. 120. Il programma da cofinanziare è definito sulla base delle proposte formulate dalle Regioni a seguito di specifica procedura fondata su criteri di selezione che tengono prioritariamente conto dell'importanza degli interventi in termini di effetti sul miglioramento della sicurezza stradale e della loro immediata cantierabilità.

UNA NORMA CONDIVISIBILE – Il fatto è che, troppo spesso, in passato, si sono spesi i soldi male per opere che poi non hanno dato risultati apprezzabili. Quindi, le norme del Governo Letta sono condivisibili, si stoppano i fondi a destinati agli enti che, in tutto questo tempo, non hanno saputo investire con oculatezza i fondi. Va aggiunto che il piano è molto vecchio; l'auspicio è che si trovi un'altra via per investire in modo adeguato i soldi, evitando sprechi. Anche per consentire all'Italia di centrare l'obiettivo di dimezzare le vittime: dal 2000 al 2010, il target imposto dall'Unione europea era di ridurre del 50% i morti sulle strade; percentuale non ancora raggiunta di recente. Segno che non tutti gli investimenti a favore della sicurezza stradale sono andati a buon fine.

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