Messina – Photored, disposta l'archiviazione delle multe non ancora notificate

Tutte le sanzioni elevate prima della disattivazione dei photored e non ancora notificate ai trasgressori verranno archiviate. Lo ha disposto il comandante della Polizia municipale Calogero Ferlisi, s

31 Marzo 2010 - 11:03

Tutte le sanzioni elevate prima della disattivazione dei photored e non ancora notificate ai trasgressori verranno archiviate. Lo ha disposto il comandante della Polizia municipale Calogero Ferlisi, seguendo le indicazioni emerse dal parere del Collegio di difesa del Comune, richiesto dallo stesso Ferlisi il 19 marzo scorso. Quel giorno la Polizia municipale aveva sospeso in autotutela l'operatività delle apparecchiature installate in otto punti della città, dopo la sentenza della Suprema Corte di Cassazione sulla illegittimità delle stesse.

Il comandante della Polizia municipale, con lo stesso provvedimento, ha disposto anche la risoluzione del contratto di appalto sottoscritto il 13 settembre 2005 con la ditta “Vecar srl”, che si era aggiudicata il servizio di noleggio e installazione degli strumenti fissi di rilevazione del passaggio col rosso. Già nelle scorse settimane Ferlisi aveva chiarito che le apparecchiature «sono sempre state gestite dal nostro personale, pertanto la disattivazione è stata adottata solo in considerazione del fatto che, a seguito del noleggio di tali apparecchiature di proprietà di privati, il corrispettivo non deve essere determinato in percentuale al numero dei verbali incassati ma in misura fissa».

Alla ditta, infatti, veniva corrisposta la somma di 23,45 euro per ogni infrazione effettivamente incassata. Diverso, invece, l'indirizzo dato dalla Cassazione, la quale nella pronuncia del 24 febbraio scorso affermava che «l'importo di un eventuale appalto è agevolmente individuabile dal costo giornaliero connesso all'installazione, manutenzione, servizio accessorio. La “quantità” dell'importo di appalto è il costo del servizio, a prescindere dal numero e dalla “qualità” delle infrazioni poi eventualmente accertate utilizzando quel servizio». Ferlisi chiarisce anche, «per ragioni di completezza, che per i verbali di infrazione elevati prima della sentenza della Cassazione ma non ancora notificati ed annullati in autotutela, nessun compenso sarà corrisposto alla ditta Vecar srl».

Ricordiamo quali sono le apparecchiature, installate da novembre 2009 a febbraio 2010. I siti sono i seguenti: bivio San Filippo – ex SS. 114, direzione sud – nord e nord – sud; incrocio via La Farina – viale Europa, direzione sud – nord e nord – sud; intersezione via Garibaldi – via I Settembre, direzione sud – nord e nord – sud; incrocio viale Giostra – viale Regina Elena, direzione monte – valle e valle – monte. Impianti il cui funzionamento è sospeso dal 19 marzo scorso, anche se la Polizia municipale ci ha tenuto a sottolinare che «si ripetono le raccomandazioni circa il rispetto delle prescrizioni semaforiche, atteso che la mancata precedenza è seconda causa di incidentalità nel territorio cittadino». La illegittimità degli strumenti, infatti, non rende a sua volta “legittime” quelle che sono comunque infrazioni al Codice della strada, pericolosissime e da evitare con o senza i “flash” dei tanto odiati photored. Va ribadito anche che gli autovelox continuano ad essere attivi, in quanto gli stessi sono di proprietà dell'amministrazione comunale e gestiti direttamente dalla Polizia municipale.
La nuova disposizione di Ferlisi, in ogni caso, difficilmente metterà il Comune al riparo dalla prevedibile valanga di ricorsi dei cittadini.

Del resto lo ha annunciato, pochi giorni fa, l'avv. Ernesto Fiorillo di “Consumatori associati”, il quale ritiene che i cittadini siano stati vessati per lungo tempo da apparecchiature ritenute illegittime e dunque verrà chiesto un rimborso delle multe già pagate. «Il Comune – ha sottolineato Fiorillo – deve restituire le somme che indebitamente ha incassato per i photored. Come associazione di consumatori faremo un'azione civile collettiva con i cittadini che aderiranno. Avevamo già in passato rilevato l'irregolarità degli strumenti installati in città, ancora prima che la Cassazione si pronunciasse». Fiorillo mette nel calderone anche gli autovelox, la cui “pecca” è stata quella di «non essere stati segnalati adeguatamente per molto tempo».

fonte – gazzettadelsud.it

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