Petrolio sotto scacco: in arrivo le accise sulla benzina anche negli USA

Il Presidente USA vuol tassare ogni barile di petrolio e investire nell'ambiente e nella mobilità elettrica: "basta sprechi?

8 febbraio 2016 - 9:00

Barack Obama, il Presidente USA, propone al Congresso di introdurre, nel budget 2017, una nuova tassa sul petrolio. Come un novello Robin Hood, il buon Obama vuol togliere ai ricchi petrolieri, tassandoli, per dare ai poveri. Ma i poveri in questione non sono le classi sociali disagiate, bensì i settori emergenti e sperimentali del comparto auto, con l'obiettivo finale di ridurre le emissioni inquinanti.

RICAVARE 10 DOLLARI AL BARILE DA SPENDERE PER L'AMBIENTE – Ciò che ha proposto l'Amministrazione Obama al Congresso è l'introduzione, progressiva entro cinque anni, di una tassa di 10 dollari per ogni barile di petrolio. Con questa iniziativa il Presidente riporta l'attenzione sulle problematiche ambientali, divenute ormai un cavallo di battaglia della sua corsa al rinnovo del mandato (leggi il piano antinquinamento del Presidente USA). L'abbattimento delle emissioni inquinanti è una delle prerogative del programma di Obama e la nuova tassa servirà a raccogliere risorse da investire sulla mobilità sostenibile, sul trasporto di massa, nelle infrastrutture a supporto delle auto elettriche e sulla guida autonoma. Dalla Casa Bianca comunicano che: la “nuova tassa sul petrolio incentiverà l'innovazione e rafforzerà la leadership americana nel campo delle tecnologie pulite, contribuendo a cambiare lo scenario dei trasporti per molti anni a venire” (leggi Obama incontra i costruttori al Salone di Detroit).

OVVIAMENTE NE FARANNO LE SPESE GLI AUTOMOBILISTI – Ipotizzando l'accettazione al Congresso di questa tassazione sul petrolio, le Compagnie di certo non saranno disposte a sobbarcarsi in toto gli oneri del nuovo balzello, soprattutto in questo particolare momento, dove il prezzo del greggio ha raggiunto i minimi storici decennali. Inevitabilmente si abbatterebbero sui consumatori gli aumenti per l'acquisto dei carburanti alla pompa. Alcuni analisti hanno perfino stimato che gli automobilisti potrebbero pagare il “gallone” fino a 24 centesimi di dollaro (6 cents al litro) in più; una conseguenza che giungerebbe tempestiva, quando invece i benefici, derivanti dalla nuova tassa, arriveranno sicuramente a distanza di anni.

PROPOSTA CONCRETA O PROVOCANTE INVITO ALLA RIFLESSIONE? – Da più parti la proposta del Presidente è considerata una sorta di provocazione e un invito alla riflessione sulle tematiche ambientali, sulla dipendenza dal petrolio e sul futuro dei trasporti, individuali e di massa. Difficilmente una proposta del genere verrà accolta dai repubblicani al Congresso; i petrolieri stanno registrando cali di profitto mai registrati negli ultimi dieci anni (leggi conseguenze del petrolio a basso costo). L'applicazione della tassa proposta dal Presidente aggraverebbe la situazione, assottigliando ulteriormente i margini e rischiando di mettere a rischio posti di lavoro nei settori di riferimento.

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