Obama al Salone di Detroit, tra applausi e dubbi dei contribuenti

Il Presidente USA vista il Salone di Detroit e rivendica il buon esito della scommessa di 80 miliardi sull'industria automobilistica

 
Obama al Salone di Detroit, tra applausi e dubbi dei contribuenti Il Presidente USA vista il Salone di Detroit e rivendica il buon esito della scommessa di 80 miliardi sull'industria automobilistica

Il Presidente USA vista il Salone di Detroit e rivendica il buon esito della scommessa di 80 miliardi sull'industria automobilistica

21 Gennaio 2016 - 09:01

Il Presidente Barack Obama varca la soglia del NAIAS – il Salone di Detroit – da trionfatore; è solo grazie al suo intervento se l'industria automobilistica americana ha potuto superare la profonda crisi degli scorsi anni, chiudendo il 2015 con vari record di vendita (scopri i numeri record del mercato USA). Senza dissimulare orgoglio, e a beneficio della campagna presidenziale, Obama ha ribadito la validità delle scelte fatte dalla sua amministrazione e che sarebbe pronto a rifinanziare l'industria di Detroit. Ma l'opinione pubblica è contraria all'erogazione di ulteriori fondi pubblici.

CRISI SUPERATA CON 80 MILIARDI DI DOLLARI – La visita di un Presidente degli Stati uniti d'America al NAIAS è un'occasione più unica che rara. Prima di Barack Obama soltanto altri due Presidenti (Dwight Eisenhower e Bill Clinton) hanno percorso gli stand della kermesse di Detroit. Per Obama il significato della visita è assolutamente diverso; fin dal suo insediamento alla Casa Bianca ha infatti mostrato grande attenzione ai rischi sociali che la crisi del comparto auto avrebbe potuto generare. Grazie all'investimento di ben 80 miliardi di dollari, l'amministrazione Obama ha salvato dalla bancarotta General Motors e Chrysler, permettendo alle due aziende di superare la crisi e raggiungere i positivi risultati odierni (leggi come Obama investe sulla guida autonoma).

L'OPINIONE PUBBLICA E' CONTRARIA AD ALTRI SUSSIDI – Il merito per aver salvato l'industria automobilistica non sarebbe però tutto da tributare a Barack Obama; qualcuno ha infatti ricordato che il suo predecessore, George.W. Bush, nonostante fosse contrario a finanziare i costruttori di automobili, percepì i rischi della crisi e autorizzò finanziamenti a breve termine per 17 milioni di dollari. Questo non getterà certo ombre sullo smagliante sorriso del Presidente in carica, il quale però dovrebbe tener conto dell'opinione pubblica che sembra non voler foraggiare più i boss di Detroit. Già nel 2009 un sondaggio aveva mostrato come il 58% degli intervistati fosse contrario a salvare dalla bancarotta le Case costruttrici. Ripetuto nel 2012, il sondaggio ottene un risultato analogo (ricordi l'inizio della crisi auto del 2009).

AL PRESIDENTE PIACCIONO I VAN E LA CORVETTE – Tornando a temi più leggeri, durante la visita al Salone di Detroit il Presidente Obama ha visitato numerosi stand espositivi e ha mostrato particolare interesse per i nuovi dispositivi anticollisione proposti da ZF e TRW, vedi i dispositivi di sicurezza che abbiamo testato. Tra le auto esposte si è soffermato sulla Chevrolet Bolt EV, la compatta elettrica attesa alla commercializzazione entro fine anno. Obama ha dichiarato di amare i minivan ammirando la Chrysler Pacifica, il monovolume ibrido FCA, e sembra essere rimasto folgorato da una vistosa Chevrolet Corvette di colore giallo. Tra gli applausi ha inoltre dichiarato: “Se state cercando le migliori auto al mondo e i migliori lavoratori che le fanno, dovete venire a Detroit”.

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