Pedaggi Anas: slitta il termine a data da destinarsi

Slitta l'introduzione dei pedaggi nei tratti Anas. Il presidente Ciucci:"Manca il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri". Forse slitterà tutto al 2012.

12 aprile 2011 - 10:20

Slitta l'introduzione dei pedaggi sulle autostrade e i raccordi autostradali in gestione diretta dell'Anas, previsto fino ad ora per il primo giorno di maggio. A dichiararlo è lo stesso presidente dell'Anas, Pietro Ciucci, spiegando come “non ci siano i tempi tecnici per rispettare la scadenza prefissata – e aggiunge – siamo in attesa del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri con le tratte e i criteri per i pedaggi”. Prossimo appuntamento a data da destinarsi, ma il presidente dell'azienda gestore della rete stradale rassicura che “il Ministero dei Trasporti sta lavorando sul testo”.

TEMPI TECNICI – Nonostante le incertezze l'Anas avrebbe già individuato il soggetto che potrebbe dare attuazione a questo complesso piano, ma sarà necessario rispettare i tempi che prevedono prima l'emanazione del decreto, poi l'aggiudicazione dell'appalto e quindi il crono-programma per la realizzazione dell'opera secondo il sistema del free flow (cioè a flusso libero, così da evitare le code ai caselli). A questo punto pare ragionevole pensare che i tempi possano allungarsi ulteriormente arrivando addirittura al prossimo anno. Poichè installare tali sistemi in tutti i punti che saranno previsti dal decreto, nonchè testarne il funzionamento ed infine collegarli al database del PRA, per l'eventuale invio del verbale, non è cosa semplice e che richiede poche settimane. Anzi.

COME SI PAGHERA'? – Il sistema di pagamento dei pedaggi sara' con il sistema free flow, ha spiegato Ciucci, ''con portali simil Tutor, con
finalita' diversa dal tutor, ma lo stesso sistema di individuazione delle targhe, che permettera' di rilevare i percorsi e il prezzo da pagare''. Le modalita' di pagamento, invece, saranno ''le piu' flessibili'': con la possibilita' di utilizzare sia il telepass, sia pagamenti anticipati con tessere a scalare. ''Quindi le modalita' piu' flessibili per dare meno fastidio agli utenti'' ha precisato Ciucci.

PROBLEMI MONETARI – La situazione è ormai nota a tutti gli italiani: soldi non ce n'è, o almeno così pare. L'introduzione di pedaggi in tratti autostradali fino ad ora gratuiti sembrerebbe accantonare la gestione statalista della cosa pubblica e pare pure una scelta obbligata. Si griderà allo scandalo per la questione, e forse non senza ragioni, ma stiamo parlando di strade che hanno costantemente bisogno di manutenzione e di una società (l'Anas) che deve ricevere dallo Stato ancora miliardi di euro per opere passate. E se lo Stato non ha i soldi per restituire questi debiti ad Anas devono farlo gli utenti. Una scelta che sa un po' di beffa, ma dopotutto lo Stato siamo tutti noi.

RIVENDICAZIONI POLITICHE – La politica di opposizione, in occasioni ghiotte come queste, ovviamente non può restare a guardare. Appare legittimo pensare che sia, da una parte l'ennesima mossa pre-elettorale, dall'altra motivo di rivendicazioni contro il Governo. Un esempio è stato il sit-in a Carini (Palermo) organizzato il 3 aprile scorso dal Circolo del Partito Democratico della provincia palermitana, che ha ricevuto anche l'adesione del circolo di Sinistra Ecologia e Libertà di Carini, di alcuni consiglieri comunali del comprensorio e di altri movimenti come il coordinamento regionale “No pedaggio”.”Ci stiamo preparando ad una ancor più ampia mobilitazione – dice Pino Apprendi, deputato regionale all'Assemblea regionale siciliana del PD – coinvolgeremo i cittadini di tutti i comuni colpiti da questa nuova tassa, imposta dal governo Berlusconi che ammonta a oltre 1.000 di euro l'anno a persona e che penalizza ulteriormente il bilancio dei pendolari lavoratori e studenti”. Ragioni più o meno valide ma cifre, per il momento, prive di ogni fondamento visto che un vero tariffario non è mai stato pubblicato.

I TRATTI INCRIMINATI – Qui di seguito le tratte in gestione all'Anas in cui potrebbero essere introdotti i pedaggi, ma sino a quando il DPCM non sarà emanato si possono solamente fare supposizioni.

N.

Denominazione

Estensione (Km)

A3

SALERNO – REGGIO CALABRIA

442,9

A18 DIR

DIRAMAZIONE DI CATANIA

3,7

A19

PALERMO – CATANIA

192,8

A19 DIR.

DIRAMAZIONE PER VIA GIAFAR

5,2

A29

PALERMO – MAZARA DEL VALLO

114,8

A29 DIR

ALCAMO- TRAPANI

36,9

A29 DIR/A

DIRAMAZIONE PER BIRGI

13,1

A29 RACC

DIRAMAZIONE PER PUNTA RAISI

4

A29 RACC BIS

RACCORDO PER VIA BELGIO

5,6

A91

ROMA – AEROPORTO DI FIUMICINO

17,4

A90

GRANDE RACCORDO ANULARE

68,2

 

CATANIA – SIRACUSA

49,2

Totale Autostrade

953,8

R.A. 2

RACCORDO AUTOSTRADALE  SALERNO – AVELLINO

30,4

R.A. 3

RACCORDO AUTOSTRADALE  SIENA – FIRENZE

56,4

R.A. 4

RACCORDO AUTOSTRADALE DI REGGIO CALABRIA

5,5

R.A. 5

RACCORDO AUTOSTRADALE  SCALO SICIGNANO – POTENZA

51,5

R.A. 6

RACCORDO AUTOSTRADALE  BETTOLLE – PERUGIA

58,5

R.A. 8

RACCORDO AUTOSTRADALE – FERRARA – PORTO GARIBALDI

49,3

R.A. 9

RACCORDO AUTOSTRADALE DI BENEVENTO

12,7

R.A. 10

RACCORDO AUTOSTRADALE  TORINO – AEROPORTO DI CASELLE

10,7

R.A. 11

RACCORDO AUTOSTRADALE  ASCOLI – PORTO D'ASCOLI

26,3

R.A. 12

RACCORDO AUTOSTRADALE  CHIETI – PESCARA

14,7

R.A. 13

RACCORDO AUTOSTRADALE  A/4 – TRIESTE

21,4

R.A. 14

RACCORDO AUTOSTRADALE  A/4 – TRIESTE – DIRAMAZIONE PER FERNETTI

1,5

R.A. 15

TANGENZIALE OVEST DI CATANIA

24

 

Totale Raccordi

362,9

TOTALE AUTOSTRADE + RACCORDI

1.316,70

1 commento

r0by
11:58, 17 aprile 2011

il problema è che l'anas è un ente pubblico, o meglio è una società per azioni il cui socio unico è il Ministero dell'Economia ed è sottoposta al controllo ed alla vigilanza tecnica ed operativa del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Quindi lo stesso soggetto che dovrebbe saldare i debiti dovrebbe anche controllare l'ammontare delle spese per l'amministrazione. Di fatto quindi scrivere “ma stiamo parlando di strade che hanno costantemente bisogno di manutenzione e di una società (l'Anas) che deve ricevere dallo Stato ancora miliardi di euro per opere passate.” è una bestialata. E' una parte dello stato che deve finanziare delle opere pubbliche (quindi debiti verso fornitori, dipendenti ecc) con fondi e risorse che non accantona e che ingiustamente adesso chiede ai cittadini.

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