Patente e 112: Italia a rischio multa Unione europea

Siamo in gravissimo ritardo sulla patente europea e sul 112: così, l'Ue minaccia multe

23 novembre 2015 - 10:00

Patente in Italia, non ci siamo. Come riporta helpconsumatori.it, la Commissione europea ha deferito Italia, Portogallo, Slovenia, Estonia e Repubblica ceca alla Corte di giustizia dell'Ue per non aver recepito correttamente la normativa comunitaria sulla patente di guida: vedi qui. In particolare, l'Italia non ha aderito alla rete dell'Ue delle patenti di guida (Resper), per lo scambio di dati. Il fatto è che il Resper può aiutare gli Stati membri a cooperare tra loro e a garantire che le patenti siano rilasciate in conformità alla normativa dell'Ue; e il nostro Paese latita. 

SIAMO INDIETRO – Lo scambio di informazioni tramite Resper doveva iniziare il 19 gennaio 2013, mentre a oggi noi non ci siamo ancora adeguati. La direttiva 2006/126/CE cui dovremmo uniformarci aggiorna quella del 1991 e introduce, tra l'altro, nuove categorie e periodi di validità armonizzati per le patenti di guida. Istituisce anche una rete per lo scambio di informazioni sulle patenti di guida (Resper) con l'obiettivo di ridurre le possibilità di frode, a garantire un'effettiva libertà di circolazione ai conducenti dell'Ue e a rafforzare la sicurezza sulle strade europee. Dopo il deferimento, potremmo essere a rischio multa.

IL MINISTERO SI DIFENDE – Il ministero dei Trasporti italiano è intervenuto sulla vicenda precisando che “dal 2013 il CED, Centro elaborazioni dati, della Direzione generale per la Motorizzazione ha avviato la realizzazione di tre progetti in applicazione di direttive comunitarie, finalizzati all'interconnessione dell'archivio nazionale dei veicoli e della anagrafe nazionale degli abilitati alla guida, con le omologhe banche dati degli Stati membri”. Si tratta proprio del Resper (archivio UE patenti), dell'Erru (Registro elettronico delle imprese di autotrasporto) e del Cross Border per lo scambio transfrontaliero di informazioni sulle infrazioni di sicurezza stradale. Per quanto riguarda la procedura di interconnessione degli archivi delle patenti di guida a livello comunitario (Resper), in attuazione della direttiva 2006/126/CE all'inizio del mese di maggio 2015, dopo aver completato la realizzazione della procedura, sono iniziati i test di integrazione con la piattaforma informatica della UE, propedeutici alla messa in produzione della procedura stessa. Stante la complessità  delle procedure informatiche sulle quali operano più strutture tecniche, non è possibile effettuare in parallelo i test con le citate strutture tecniche, sui tre diversi ambienti (Cross Border, Erru e Resper). La necessità di dover accordare la priorità alle suddette procedure, Cross Border e Erru, al fine di evitare una possibile l'apertura di una procedura di infrazione, ha determinato, inevitabilmente, un ritardo del piano di test previsto per la procedura Resper che comunque si completerà entro il 2015, prima della formalizzazione della procedura di infrazione. Lo sviluppo di queste attività  è stato sempre stato svolto dal MIT sotto il coordinamento del Dipartimento per le Politiche europee”. Insomma, è una cosa difficile, e al ministero serve tempo.

NUMERO UNICO: ANDIAMO MALE – Se sul fronte patenti versiamo qualche lacrima, sul versante numero unico 112 il pianto è più abbondante: vedi qui il progetto del numero unico europeo, l'ecall salvavite. Wikipedia è perentoria: “La Commissione europea nel 2007 ha presentato ricorso contro la Repubblica Italiana e il 15 gennaio 2009 ha ottenuto la condanna dalla Corte di giustizia dell'Unione europea; i giudici europei hanno infatti riconosciuto l'inconsistenza delle misure sperimentali adottate dall'Italia. Tuttavia la buona volontà del Governo della Repubblica Italiana aveva permesso la sospensione delle sanzioni ma nel dicembre successivo, dato che l'Italia non aveva ancora manifestato segnali, né positivi, né negativi, l'UE ha richiamato nuovamente l'Italia, minacciando sanzioni onerosissime”. Quindi, una seconda sanzione incombe sulle nostre teste. Senza contare quelle riguardanti lo sforamento del tetto delle emissioni inquinanti: non abbiamo una politica omogenea a livello nazionale, con ogni singolo ente locale che fa di testa propria. In materia di 112, se manca un numero unico nazionale, qualche ente locale si muove in autonomia. È successo in Lombardia (con esiti altalenanti, vedi qui), e ci prova ora Roma: è stato appena inaugurato il numero unico per le emergenze – il 112 – la cui attivazione è stata accelerata in vista dell'apertura del Giubileo. Nella centrale unica di risposta sono indirizzati i quattro numeri per le emergenze Carabinieri (112), Polizia (113), Vigili del fuoco (115) e Emergenza sanitaria (118). Non resta che attendere per capire se e come funzionerà.

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