Parma – Nel 2010 39 vittime della strada Ma incidenti e morti sono in calo

Parma – Nel 2010 39 vittime della strada Ma incidenti e morti sono in calo Alla strada continua ad accompagnarsi una lunga scia di sangue ma il numero di quanti hanno perso la vita l'anno passato è comunque il più basso dal 1995

Alla strada continua ad accompagnarsi una lunga scia di sangue ma il numero di quanti hanno perso la vita l'anno passato è comunque il più basso dal 1995

24 Marzo 2011 - 06:03

Meno morti per incidenti sulle strade del territorio. Nel 2010 i decessi sono stati 39 su un totale di 1.659 sinistri. Oltre 2.200 i feriti. Numeri in discesa rispetto all'anno precedente, specie per quanto riguarda i morti che nel 2009 erano stati 50. Cala anche il numero degli incidenti (1.671), mentre cresce, se pur di poco quello dei feriti, che l'anno scorso aveva toccato quota 2.271. I numeri del rapporto della Provincia sono stati accolti positivamente dall'assessore alla Viabilità Andrea Fellini: “C'è una maggior consapevolezza di chi guida, grazie anche a strumenti normativi più efficaci. Gli investimenti per migliorare la rete stradale e la manutenzione costante garantiscono maggior sicurezza. Nonostante i forti tagli l'amministrazione provinciale continua a intervenire”. Crescono anche le infrazioni per guida in stato d'ebrezza (448 sanzioni) e per alterazione causata da stupefacenti (48).

13,1% IN MENO RISPETTO AL 2005 – Il numero dei morti, per quanto elevato, risulta il più basso dal 1995. Rispetto al 2005 si registra una riduzione del 13,1%, a fronte di una quantità di veicoli maggiori. Cifre che si confermano considerando le sole strade provinciali, autostrade escluse: i decessi sono stati 34, contro i 41 dello scorso anno (anno nero il 2008 con 51). Rispetto al 2005, che ne aveva registrati 44, la riduzione è del 10.7%. Parma si conferma tra le provincie più sicure: nel 2009 aveva fatto registrare 384 incidenti ogni 100mila abitanti. Prima piazza in regione. Nel 2010 si è scesi a 377. Manca un confronto con le altre realtà. La sicurezza stradale porta anche benefici economici: il calo di incidenti nell'ultimo anno ha prodotto una diminuzione dei costi sociale pari a 14 milioni di euro. Rispetto al 2005 un risparmio di 50 milioni.

UTENTI DEBOLI I PIU' A RISCHIO –  – Gli utenti deboli continuano a essere le principali vittime della strada. Nell'anno appena trascorso si contano 15 morti tra ciclisti, pedoni e motociclisti, che guidano la particolare graduatoria con 7 decessi. Al primo posto restano i deceduti per incidenti automobilistici, 19. A essere più colpiti sono le fasce 25-40 e poi gli over 75, questi ultimi spesso vittime di investimenti. Nel caso degli utenti deboli va registrato che gli incidenti hanno per protagonisti i pirati della strada. Nel 2010 sono stati venti i casi di omissione di soccorso, che hanno causato 21 feriti. Nessun decesso a differenza del 2009. Ma il trend si mantiene costante. I numeri mostrano che i più coinvolti in incidenti sono i ciclisti (267 casi, in aumento rispetto al 2009), seguiti dai motociclisti (231). I pedoni ne registrano 148.

SCONTRI FRONTALE-LATERALE I PIU' DIFFUSI – Gli scontri frontale-laterale sono i più diffusi: 566 incidenti con un indice di infortunio del 133,4%. In questo senso guida la classifica lo scontro frontale (93 casi) con un tasso di 197,8%, seguito dal tamponamento (160,6%, 251 eventi) e la “fuoriuscita” con il 123,2% e 241 casi. La maggiore sicurezza passa anche attraverso un'intensificazione dei controlli: nel 2010 sono state comminate 448 sanzioni per guida in stato d'ebrezza (+13 rispetto al 2009, anno record il 2006 con 741) e per alterazione prodotta da sostanze stupefacenti: 48, in forte aumento rispetto all'anno passato, dove le infrazioni sono state 23. In questo senso la prefettura ha ricordato le due campagne contro alcol e droga, mentre gli operatori – carabinieri e stradale – rilevano comunque una maggiore attenzione e sensibilità sul tema da parte degli automobilisti, anche grazie a una migliore efficacia degli strumenti di prevenzione e controllo.

Fonte – parma.repubblica.it

Commenta con la tua opinione

X