Parcheggiatori abusivi: analizziamo l'ordinanza del sindaco

A Napoli è lotta agli abusivi, ma i dubbi restano

20 febbraio 2013 - 10:00

Come vi abbiamo anticipato nelle scorse ore, il Comune di Napoli ha dichiarato guerra ai parcheggiatori abusivi. Ma SicurAUTO.it ha voluto vederci chiaro, ed è entrato in possesso dell'ordinanza del sindaco partenopeo Luigi de Magistris (la trovate in allegato, protocollo 29 del 14 febbraio 2013), che possiamo analizzare nel dettaglio.

IN MANO ALLA CAMORRA – L'ordinanza si apre ricordando che il fenomeno dei parcheggiatori abusivi è strettamente connesso alla camorra: è un modo per controllare il territorio, grazie a vere e proprie “vedette” delle organizzazioni criminali. Porzioni di spazio pubblico sono diventate parcheggi abusivi; addirittura, la zona vicino agli ospedali Cardarelli e Monaldi è stato – per un certo periodo – nelle mani dei gruppi camorristici di Secondigliano. Inoltre, nell'ordinanza di fa presente un problema di sicurezza stradale: l'automobilista spesso dà le chiavi della macchina all'abusivo, che magari non ha neppure la patente ed è a quel punto libero di far ciò che vuole del veicolo, spostandolo dove crede. Per i parcheggiatori è previsto il confino, l'arresto, una multa di 500 euro, e sanzioni fino a 4.000 euro per i recidivi. Nel mirino finiscono pure gli automobilisti: multa di 100 euro per i conducenti che lasciano le chiavi del veicolo agli abusivi. Infatti, “il sindaco interviene per prevenire e contrastare le situazioni in cui si verificano comportamenti quali il danneggiamento al patrimonio pubblico e provato che ne impediscono la fruibilità”. Nelle cinque pagine dell'ordinanza, de Magistris parla di “sottrazione di un bene pubblico alla comunità” per le strade trasformate in parcheggi non regolari. Il Comune ha istituito un indirizzo di posta elettronica (sosparcheggiatoriabusivi@comune.napoli.it) e un numero telefonico dedicato, gestito dalla Polizia municipale (081 7952974) per la raccolta delle segnalazioni dei cittadini.

A CACCIA DI CLIENTI – In molti casi – si legge nell'ordinanza – il fenomeno è incoraggiato dalla condotta dei titolari di esercizi pubblici che, al fine di “procacciarsi” un maggior numero di clienti, organizzano, gestiscono o agevolano attività di parcheggio abusivo sul suolo pubblico nell'area prospiciente il proprio locale: “Il comportamento di questi operatori economici, nei casi in cui è chiaro e inconfutabile il nesso funzionale delittuoso in concorso con il parcheggiatore abusivo, si configura come una condotta non solo eticamente deprecabile ma propedeutica al rafforzamento di un fenomeno criminale, la cui esistenza è legata alla mutua convenienza economica di una pratica violativa sia delle regole di civile convivenza sia di corretta competizione fra esercizi commerciali”.

IL CUORE DELL'ORDINANZA – Il provvedimento di de Magistris prevede misure punitive e preventive. Oltre alle sanzioni pecuniarie, ci sono norme che coordinano segnalazione al questore per eventuale rimpatrio (nel caso in cui i parcheggiatori siano extracomunitari), norme che riguardano la Guardia di finanza, l'istituzione di numero di telefono e di un indirizzo di posta elettronica per segnalare abusi, l'obbligo di denuncia alla procura della Repubblica per inosservanza di provvedimenti emessi per la pubblica sicurezza. Si tratta di uno sforzo per coordinare l'attività di tutte le istituzioni coinvolte per arginare il fenomeno dei parcheggiatori abusivi, grazie all'attività della questura, della Guardia di finanza e della procura della Repubblica.

TENTATA ESTORSIONE – Il documento firmato da de Magistris parla di estorsione all'automobilista, con minacce di aggressione fisica o di danni al mezzo. Insomma, o paghi la “tassa” a me, o io mi vendico sulla macchina. Innumerevoli sono, altresì, i casi in cui, per svolgere l'attività illegale, la zona di operatività del parcheggiatore viene delimitata attraverso l'installazione di paletti o altre strutture fisse. L'attività è strettamente connessa a quella della criminalità organizzata. Si arriva addirittura al paradosso che l'automobilista è indotto a pagare sia la tariffa regolare sia la indebita somma richiesta dal parcheggiatore abusivo; in diversi casi, il parcheggiatore rilascia uno “scontrino” all'automobilista – una ricevuta di avvenuto pagamento – ipotesi che, secondo la giurisprudenza della Cassazione, integra il reato di truffa. Quindi, multe di 500 euro agli abusivi. Ma li pagheranno mai? E se il sindaco, nell'ordinanza, dice che tutto è gestito dalla camorra, non servirebbero ben altri strumenti? Come si può denunciare per estorsione il parcheggiatore abusivo? Il singolo automobilista che denuncia l'abusivo, può subire una ritorsione da parte della persona che ha commesso il reato? L'unico modo per arrestare un parcheggiatore abusivo è che qualcuno lo denunci per estorsione: il Comune come crede di aggirare questo limite? Quali misure può adottare la Questura, anche dopo aver schedato il parcheggiatore?

CI ABBIAMO MESSO IL NASO – A dire il vero, proprio nelle scorse ore, un nostro redattore si trovava in prossimità di piazza Municipio, affollata di parcheggiatori abusivi. Idem a 20 metri dal Tribunale al Centro Direzionale: tutti hanno “lavorato” senza che nessuno li infastidisse. Come se nulla fosse successo. Forse l'ordinanza dev'essere ancora diffusa capillarmente a livello di Polizia locale, ma non vorremmo che si trattasse di un'idea (peraltro furba) proprio in campagna elettorale…

UN PASSO ALLA VOLTA – Ovviamente, ragionando in concreto, è comprensibile il timore di vedersi l'auto danneggiata, il che spinge a scendere a compromessi, a sopportare. Così com'è vero che i Comuni non aiutano: d'istinto, un automobilista potrebbe essere propenso a dare un euro in mano un euro a un parcheggiatore abusivo, piuttosto che versare 3-5 euro ai parcheggi comunali (peraltro non custoditi). Ma pagare il posteggiatore significa contribuire all'economia della camorra, foraggiare la malavita, essere complici di un sistema che non fa onore a una città di una bellezza incredibile come Napoli: è un gesto sbagliato. Ed è errato pensare che “tanto così fanno tutti”, e che “le cose sotto il Vesuvio non cambieranno mai”: questo equivale ad arrendersi, a lasciare il Sud nelle mani della criminalità. A Palermo le cose, per esempio, stanno lentamente cambiando: serve insistere, è questione di mentalità, da diffondere fra gli automobilisti di qualsiasi età ed estrazione sociale: sono nate varie iniziative sui posteggiatori abusivi e, anche se troppo raramente, la Polizia municipale ha fatto qualcosa.

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