Panda batte VW Up! sul ring dell'Europa

Panda batte VW Up! sul ring dell'Europa Nel 2012 la baby del Lingotto con 185.250 vendite ha largamente preceduto la rivale tedesca (113.809)

Nel 2012 la baby del Lingotto con 185.250 vendite ha largamente preceduto la rivale tedesca (113.809)

1 Marzo 2013 - 11:03

Fiat Panda e Volkswagen Up! a singolar tenzone in Europa fra le citycar. Ma ad indossare i guantoni sul ring è l'utilitaria del Lingotto che vince nettamente ai punti. Nello scorso anno la baby torinese con 185.250 vendite nel Vecchio Continente (occupando l'undicesima posizione) ha surclassato la rivoluzionaria collega tedesca che si è piazzata al 31° posto con 113.809 unità. E pensare che a disegnarla è stato il mago del design, Walter dè Silva, l'autore della settima generazione della Golf (leader assoluta in Europa nel 2012 e anche in gennaio 2013) e delle Audi della nuova generazione. Volkswagen aveva annunciato per questo modello una delle campagne più importanti e creative del settore con il coinvolgimento di 200 canali tv e 200 organi di informazione per raggiungere il 95% degli adulti sul mercato europeo. A propagandarla manager di peso come Luca De Meo, ora passato ad Audi, Massimo Nordio, capo di VW Italia (fu lui, nel 2000, a lanciare quando era in Toyota il piccolo genio della Yaris, eletta in quell'occasione auto dell'anno) e ancora prima Giuseppe Tartaglione. Ma tutto questo non è bastato, tanto che un recente post su Automotivespace.it ha messo in evidenza questo primato.

NORDIO: NON E' UNA BATTAGLIA PERSA – Una battaglia persa quella della Up! contro la Panda? “Ma non era mai stata una battaglia – ha precisato di recente Massimo Nordio, big di VW Group Italia – il nostro modello è classificato all'interno di quel segmento per le dimensioni ed i motori. Ma poi bisogna andare a vedere quali sono le strategie in termini di posizionamento di prezzo e quale tipo di clientela ti rivolgi. La nostra è un'auto semplice, ma che comunica tanta sostanza rispetto ad altri modelli esteriormente più vivaci, ma poveri di concretezza”.

IL SIGNIFICATO DI UN NOME – Fiat, da sempre, ha avuto il ruolo di specialista delle utilitarie: dalla Topolino, alla 500, alla 127, alla Uno. Nel 1980 iniziò il fenomeno della Panda battezzata con il nome del simpatico mammifero himalayano simbolo del WWF. Per la prima volta Fiat affidò il progetto del corpo vettura, per un modello di grande serie, ad uno stilista esterno, a Giorgetto Giugiaro. Prezzi da 3.970.000 lire a 4.702.000, potenze da 30, 34 e 45 cv. Alla fine di giugno 1983 arrivò la Panda 4×4 a quattro ruote motrici: la provammo oltre il Circolo Polare Artico dopo un viaggio aereo con un volo privato della Aermediterranea. Sul ghiaccio quella Panda fu sorprendente e sotto il cofano aveva il motore di 965 cc della Autobianchi A112 Elite, con un rapporto della prima molto corto per favorire il disimpegno nei passaggi più difficili. Ma erano solo gli inizi di una carriera coronata sempre da successi anche ai giorni d'oggi, collezionando posti di privilegio nella classifica delle top ten nel nostro Paese. Nell'intero 2012, nel segmento A, spopola al primo posto con 117.772 unità su Fiat 500 e Smart Fortwo, la Vw up! è sesta con 8.792 vendite. In gennaio 2013 è al primo posto con 9.530 vendite precedendo Punto, Lancia Ypsilon, Citroen C3, Fiat 500.

IL NOME UP! PIACE A CHI NAVIGA IN RETE – Il nome up! è di quelli che piacciono ai giovani che navigano in internet, ma i giovani snobbano l'auto, preferiscono altra mobilità. Un nome che evoca le prime lezioni di un istruttore di equitazione e che invita ad andare oltre l'ostacolo. Anche il nome incide sull'acquisto secondo una recente indagine on-line.

PANDA MARCHIO AUTONOMO – Come la Fiat 500 anche la Panda si sta trasformando in un marchio autonomo, un brand nel brand. Oggi, come terza generazione è proposta a benzina, diesel, metano e Gpl e fra un anno anche nella variante di carrozzeria Suv che verrà assemblato a Pomigliano. Una Panda razionale, concreta, versatile, originale e sempre più ricca di tecnologia come il servosterzo Dualdrive, poggiatesta attivi, start&stop.

LA RISPOSTA DI UP! – In Italia, a sentire i responsabili di VW Group Italia, può competere ad armi pari con la Panda. “Offriamo la versione a 5 porte, quella a metano che in gennaio ha realizzato il 60% della gamma. Una up! che sarà anche elettrica”. In due Paesi europei gode invece di simpatie: negli 11 mesi del 2012 è prima in Danimarca con 9.646 vendite precedendo largamente la Toyota Aygo, nei Paesi Bassi è quarta.

CAMPAGNE E PROMOZIONI PANDA E UP! – Secondo InterautoNews la nuova Panda 1.2 Pop ha uno sconto di 1.300 euro, la 1.2 Easy con clima è proposta con 2.000 euro di sconto, 2.100 euro per la 1.2 Lounge. In aggiunta a queste promozioni, agli utenti facebook viene offerto gratis il sistema vivavoce Blue&Me che vale 300 euro. Fiat contribuisce con 330 euro all'immatricolazione per le versioni benzina, diesel e GPL e cn 579 euro per quelle a metano. Per la 4×4 anche il Pack Plus in omaggio e due soluzioni finanziarie specifiche. Per la VW Up! la versione take up! è scontata di 250 euro e offerta a 9.500 euro. Per move up!, prezzo di 10.900 euro con 600 euro per rottamazione o permuta. La high up! 3 porte beneficia di 1.000 euro di supervalutazione e di 500 euro di sconto che portano il prezzo finale a 11.500 euro. Per tutte le versioni si cumula il finanziamento fino a 9.500 euro in 48 mesi a TAN 0% o in 60 mesi a TAN 4,49%. Insomma, è guerra anche sotto il profilo delle promozioni.

2 Commenti

Bruno
16:30, 1 Marzo 2013

Sugli errori di lancio e posizionamento fatti su Up sono molto d'accordo. E' una vettura (un pò triste) per giovani mamme, non per giovani appassionati o modaioli che aspirano a ben altre auto. Ed anche qualche mamma troppo modaiola (infatti vanno in giro in SUV) storcerebbe il naso. Troppo spesso i cosiddetti esperti di marketing e pubblicità prendono delle solenni cantonate nel settore auto ma non lo vogliono mai ammettere.Come la bufala che hanno messo in giro certi ad (ma dietro vi sono sempre loro, gli “esperti” di comunicazione e mkt in cerca di pretesti), secondo cui i giovani non sono più interessati all'auto (e alla moto), essendo attratti solo dal pc, dal tablet, dai viaggi, ecc. La verità è che gran parte dei giovani fino a 30 anni non ha soldi perchè non ha un lavoro stabile o non ce l'ha proprio. E le auto nuove costano tanti soldi! Lo smart phone, il viaggio low cost, costano nulla in confronto, non competono con l'auto ma sono solo il contentino per restare vivi. Molti giovano sbavano per la Mini Cooper o la sportiva di turno ma restano sogni irrealizzabili. Per sognare basta andare al motosalone di Milano oppure a Moto Days a Roma e vedere la ressa sterminata dei giovani estasiati davanti alle ultime novità del mercato. Ma pochi comprano perchè non hanno i soldi. Più semplice di così.

Marco
13:01, 3 Marzo 2013

Direttamente da Vincenzo Bajardi va in pensione ma non abbandona il fronte dell'automobile :Il suo futuro sarà sempre nella carta stampata? “Certamente. Diffido – ha concluso Bajardi – delle informazioni che viaggiano su internet o sulla free-press. Se non avessi amato davvero la carta stampata, avrei fatto il farmacista sin da giovane”.A buon intenditor, poche parole…

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