Opel, pronta la guida semi autonoma “cooperativa” che assiste il conducente

Un futuro con più sicurezza su strada e meno incidenti. Opel lavora alla guida semi autonoma che aiuta il conducente

27 settembre 2018 - 12:10

La casa tedesca, recentemente entrata nel gruppo PSA, continua il lavoro per lo sviluppo di sistemi di guida autonoma. Opel, dal giugno 2015, partecipa a Ko-HAF (“Kooperatives hochautomatisiertes Fahren”) un progetto tedesco che si occupa di ricerca nel campo della guida semi-autonoma cooperativa, iniziato nel giugno 2015. I risultati degli studi sulla guida collaborativa sono stati presentati ai media durante un evento scoltosi presso il Centro Prove Opel di Rodgau-Dudenhofen in Germania. I sistemi a guida autonoma permettono al conducente di non prestare sempre attenzione alla guida. La ricerca ha dimostrato che simili dispositivi diminuiscono gli incidenti stradali e ripensano il concetto stesso di auto.

IL PROGETTO DI OPEL I test condotti da Ko-HAF (“Kooperatives hochautomatisiertes Fahren”) sono iniziati nel 2015 e hanno avuto al centro i sistemi di guida cooperativi e semiautomatici (Leggi i consumatori guardano con favore all'auto autonoma). Questi dispositivi controllano completamente il mezzo durante la marcia permettendo al guidatore di occuparsi di altro. In derterminate situazioni, però, un alert del sistema lo invita a riprendere il controllo del veicolo entro un determinato periodo di tempo. Il veicolo autonomo si serve di sensori per orientarsi sulla strada; successivamente questi inviano al server di sicurezza informazioni sulla situazione attuale della strada e del traffico, comunicando eventuali lavori in corso, ingorghi e incidenti. Le informazioni sono raccolte e processate dal Safety Server, che riesce così ad elaborare ed a mettere a disposizione dei mezzi circolanti una mappa estremamente precisa che consente di vedere in anteprima e in modo dettagliato la strada di fronte al veicolo.

MAPPE E LOCALIZZAZIONE Nell'ambito del progetto Ko-HAF, Opel si è occupata dello sviluppo di mappe computerizzate e del meccanismo di passaggio da guida automatica al guidatore. Gli ingegneri di Rüsselsheim hanno progettato l'architettura, le interfacce e i protocolli del server di sicurezza, che sono stati poi esaminati nel corso progetto. Specifica attenzione è stata prestata al metodo di autolocalizzazione del veicolo. Opel ha progettato algoritmi per la mappatura visiva e la localizzazione. Questi sfruttano la combinazione delle informazioni provenienti dalle mappe del server con quelle a bordo della vettura; i dati vengono poi mixati con quelli raccolti dai sensori del veicolo e dal Sistema Satellitare Globale di Navigazione (GNSS). Il metodo di localizzazione è stato validato su una Opel Insignia presso il Centro Prove Opel e sul tracciato scelto dal Ko-HAF nelle autostrade intorno a Francoforte.

IL FUTURO DI OPEL Dopo l'acquisizione da parte dei francesi di PSA, Opel aveva svelato nel novembre 2017 il suo nuovo piano strategico. Per i prossimi sette anni è pronto un ambizioso progetto che si spera possa rilanciare Opel. Il piano, denominato PACE!, non prevede la chiusura di nessuna fabbrica e punta a realizzare un modello elettrico per ogni vettura presente in gamma (Leggi la nuova Opel GT sarà elettrica). In questa ottica entro il 2024 l'intera gamma sarà composta da modelli ibridi o a zero emissioni. Nel medio periodo, cioè entro il 2020, Opel metterà su strada le prime 4 auto elettrificate, e si partirà dalla versione plug-in del suv Grandland X. Anche l'attesa nuova generazione della Opel Corsa (prevista a breve) sarà declinata in una versione 100% elettrica.

 

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