Opel accusata di frode: le auto coinvolte e la replica del Costruttore

L'accusa e le perquisizioni alle sedi Opel hanno portato al richiamo delle auto diesel Euro 6. Ecco i modelli finiti sotto inchiesta

16 ottobre 2018 - 11:11

L'eco del dieselgate stavolta porta l'attenzione delle autorità tedesche su Opel, oggetto di indagini da parte della KBA che all'inizio del 2018 avrebbe trovato un nuovo indizio sui sospetti precedenti: alcune auto prodotte dal 2012 al 2017, quindi molto prima dell'acquisto da parte di PSA, avrebbero adottato un software capace di alterare le emissioni allo scarico. Se i dettagli della vicenda non ancora delineati ci spingono ad usare il condizionale, è la stessa Opel ad informare il mondo tramite twitter che sta collaborando con le autorità. Ecco i modelli coinvolti nel richiamo tedesco definito imminente dal ministero dei trasporti, mentre sul fronte italiano le associazioni dei consumatori attivano le antenne del Ministro Toninelli.

L'INCHIESTA FONDATA SU 5 INDIZI DI MANOMISSIONI La notizia del richiamo imminente di 95 mila auto diesel Euro 6 in Germania l'ha diffusa il ministero dei trasporti tedesco dopo le perquisizioni delle autorità presso le sedi Opel a Kaiserslautern e Russelsheim. In realtà Opel ha appena fatto chiarezza sul numero molto inferiore delle auto coinvolte in un comunicato ufficiale, che riportiamo qui sotto. E' attesa la decisione della motorizzazione tedesca, la KBA, che sta indagando sul quinto indizio legato al possibile utilizzo di un software capace di alterare i valori di emissioni delle auto diesel Euro 6, praticamente le uniche che oggi non sono oggetto di blocchi al  traffico (Berlino sta già pensando di fermare anche i diesel Euro 5). In pratica la stessa ipotesi di accuse formulate nei confronti di Audi che ha dovuto richiamare 60 mila auto Euro 6 col trucco dell'ADBlue.

I MODELLI OPEL COINVOLTI NELL'INDAGINE I modelli coinvolti nell'inchiesta sarebbero le Opel Insignia, Zafira e Cascada diesel Euro 6 prodotte nel 2012, 2014 e 2017, come riporta Ilfattoquotidiano. Anche se da parte sua il Costruttore fa sapere di collaborare con le autorità per chiarire e confermare il rispetto delle normative. Di questi però solo due sono ancora in listino e destinati ai clienti italiani. Bisogna eprò precisare che parlare di Euro 6 in modo generico non basta, poiché da settembre 2018, ma alcuni Costruttori lo hanno fatto anche prima (Opel ha iniziato ad aprile 2018) le nuove auto immatricolate devono rispettare gli standard di omologazione Euro 6D TEMP, leggi l'elenco delle auto già conformi. Ecco di seguito il comunicato ufficiale di Opel che inizia a dare maggiore definizione a un caso privo di contorni.

Opel rigetta l'accusa di utilizzare impianti di manipolazione (defeat device). I veicoli Opel rispettano le normative vigenti, come Opel ha affermato con chiarezza di fronte al Kraftfahrtbundesamt (KBA -Motorizzazione federale) durante l'udienza in corso. Il procedimento non si è ancora concluso, ma le ragioni del suo ritardo non possono essere imputate a Opel. Se si dovesse giungere all'emissione di un'ordinanza, Opel adirà le vie legali per difendersi.

Tra il febbraio del 2017 e l'aprile del 2018 Opel ha avviato una campagna di aggiornamento volontario per i modelli diesel Zafira Tourer (2.0 litri e 2.6 litri), Cascada (2.0 litri) e la precedente generazione di Insignia (2.0 litri) prodotti tra il 2013 e il 2016. La casa ha fatto tutto il possibile per realizzare gli aggiornamenti con tempestività.

Non è stato possibile iniziare prima perché la necessaria approvazione del KBA non era ancora stata rilasciata. In Germania sono stati coinvolti circa 31.200 veicoli. Nel corso della campagna di assistenza volontaria sono già state aggiornate più di 22.000 vetture. Pertanto nel richiamo annunciato oggi dal ministero sarebbero coinvolti meno di 9.200 veicoli.

L'UNC CHIEDE VERIFICHE IN ITALIA Intanto ci si aspetta che le autorità italiane, nella persona del Ministro Toninelli, faccia quantomeno chiarezza sulla vicenda per capire se e quante auto circolano in Italia con il presunto software truccato, a chiederlo è l'Unione Nazionale Consumatori. Ma come è già successo per il dieselgate Volkswagen dovranno essere le autorità tedesche, dove è stata richiesta l'omologazione delle auto a intervenire su un richiamo ad ampio raggio qualora dovessero trovare conferma le irregolarità contestate nelle indagini.

1 commento

Mauro
14:07, 16 ottobre 2018

Secondo me Opel oltre ai motori incriminati, dovrebbe rivedere le situazioni " caratteristiche?, come l'accensione rumorosa, che si protrae anche in viaggio e le frizioni che a 40000 km cedono, non facendo tornare su il pedale della stessa! Nel mio gruppo, Opel astra k Italia, a parecchi stanno spaccandosi, volani, frizioni e quant'altro! Macchina bella ma con tanti difetti, da rivedere?

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