Omologazione auto: l'Europa verso controlli severi e multe più care

Il Parlamento Europeo discuterà un progetto di legge per rivedere la normativa sulle omologazioni alla luce dello scandalo Dieselgate

31 maggio 2017 - 9:00

La lezione del Dieselgate difficilmente verrà dimenticata dalle Case costruttrici, oltre a mettere allo scoperto le cattive abitudini di alcuni produttori, relativamente alla manipolazione dei valori delle emissioni inquinanti, ha cambiato in modo significativo anche il modus operandi di chi è preposto a effettuare i controlli e rilasciare le omologazioni. L'Unione Europea sta valutando l'introduzione di nuove norme per scongiurare il rischio di emissioni truccate, nel progetto rientra anche il conferimento della Commissione Europea del potere di multare in maniera diretta i produttori che barano.

LA COMMISSIONE EUROPEA NON STARA' PIÙ A GUARDARE Nei giorni scorsi i ministri della UE hanno trovato un accordo riguardo il progetto di una nuova normativa per regolamentare il processo di omologazione delle nuove auto. La proposta deve essere ancora discussa dal Parlamento Europeo affinché venga tramutata in legge e vien da se che è una conseguenza allo scandalo delle emissioni inquinanti che ha travolto, a partire dal 2015, Volkswagen e continua a far tremare i polsi di chi è alla guida di altri Case costruttrici (Leggi qui perché la magistratura ha perquisito le sedi Daimler). L'idea alla base della proposta di legge è quella di dare maggiori poteri e controllo alla Commissione Europea e rivedere l'ingerenza delle autorità nazionali su questa delicata tematica.

CONTROLLI A CAMPIONE E MULTE SALATE Con il sistema attuale enti e organismi nazionali, come il KBA tedesco, possono negare l'omologazione a nuove auto e revocarla a modelli ai quali è stata concessa in precedenza. Il pronunciamento di questi enti ha ripercussioni su tutto il territorio europeo ma, con l'avvento delle nuove norme, tutto questo cambierà. Il progetto prevede infatti che le autorità nazionali possono rivedere e rimettere in discussione le decisioni prese in altri Paesi. Altra importante novità al vaglio del Parlamento di Bruxelles è l'autorizzazione alla Commissione Europea di potere procedere con controlli a campione e multare i produttori che trasgrediscono alle leggi in materia di emissioni. La proposta prevede multe fino a 30.000 euro per ogni veicolo sul quale saranno riscontrate eventuali manomissioni (La Class Action italiana potrebbe portare rimborsi ai clienti VW).

IL RISCHIO DI BROGLI RIMANE ALTO, SERVONO STRUMENTI ADEGUATI L'iniziativa dei legislatori europei è stata commentata dal commissario Elzbieta Bienkowska, la quale ha motivato l'urgenza di un cambiamento: “Non passa una settimana senza che emergano nuove rivelazioni o nuove indagini. Sarà una storia senza fine a meno che l'Europa non adotti un sistema di controllo più robusto”. Durante la riunione ministeriale tenutasi lunedì i diplomatici europei hanno riferito la riluttanza della Germania, almeno per quanto riguarda i nuovi poteri di vigilanza alla Commissione. Il sottosegretario tedesco all'economia ha precisato che la Germania non è contraria alla vigilanza ma esige rassicurazioni per scongiurare conflitti tra le varie agenzie e autorità nazionali (Anche FCA è tenuta d'occhio, scopri perché). 

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