Dieselgate Daimler: la magistratura a caccia di prove nelle sedi tedesche

La magistratura tedesca irrompe nelle sedi tedesche Daimler,si cercano le prove delle manipolazioni delle missioni, inquirenti in contatto con gli USA

25 maggio 2017 - 9:00

Due giorno fa numerose sedi Daimler sono state passate al setaccio dalla magistratura tedesca, l'inchiesta non è che l'ennesimo tentacolo scaturito dal Dieselgate. I 23 procuratori che hanno ordinato le perquisizioni nelle stanze dei bottoni del costruttore tedesco sono infatti a caccia di prove e documenti che possano dimostrare eventuali brogli e manipolazioni sulle emissioni inquinanti dei motori diesel impiegati dal Gruppo automobilistico. Un aggiornamento delle ultime ore ci informa di un ponte d'inchiesta tra Germania e Stati Uniti, i magistrati teutonici hanno infatti dichiarato di essere in contatto con le autorità nordamericane.

UNA TASK FORCE DI INVESTIGATORI RIVOLTA LE SEDI DELLA STELLA Sono state 11 le sedi Daimler che martedì scorso hanno ricevuto la visita degli investigatori inviati dalla magistratura tedesca. Gli uffici delle sedi dislocate nel Baden Wuttenberg, Sassonia, Bassa Sassonia, Sassonia e Berlino sono state raggiunti da una task force composta da 230 agenti con un chiaro mandato, rivoltare uffici e laboratori alla ricerca di prove. I magistrati vogliono far luce sull'operato del costruttore tedesco e verificare gli eventuali estremi per un'accusa di frode legata alle emissioni inquinanti. Su Daimler si allungano così le ombre pesanti di un possibile scandalo e ovviamente sarà determinante l'esito delle perquisizioni (Scopri perché Mercedes ha deciso di congelare le vendite dei diesel negli USA).

DAIMLER COLLABORA, MA SI SCAVA ANCHE OLTREOCEANO L'ipotesi investigativa riguarda anche l'eventuale coinvolgimento di dipendenti Daimler sospettati di frode e pubblicità ingannevole connessa sempre alla manipolazione delle emissioni delle autovetture alimentate a gasolio. I portavoce del costruttore tedesco hanno voluto rassicurare sulla piena disponibilità dell'azienda a collaborare: “Come parte della nostra cooperazione con le autorità, abbiamo messo le stesse informazioni a disposizione del procuratore di Stoccarda e delle autorità statunitensi”. Proprio il procuratore di Stoccarda ha rilasciato una dichiarazione all'agenzia di stampa Reuters, confermando che il filone di indagini si è allargato oltreoceano e di essere in contatto con i colleghi statunitensi (Qui trovi tutto sulla prima fase delle indagini su Mercedes).

GLI INVESTIGATORI CERCANO DISPOSITIVI ILLEGALI Le perquisizioni nelle sedi Daimler non sembrano essere così inaspettate, dopo Volkswagen sia Mercedes Benz che Opel sono state messe sotto accusa dalla magistratura tedesca per i livelli di emissioni ben oltre i limiti stabiliti per legge riscontrati sulle vetture commercializzate. Durante le indagini e le verifiche tecniche condotte agli inizi del 2016 i costruttori non hanno dovuto rispondere di dispositivi o artifici tecnici per alterare i valori, adesso i procuratori cercano proprio questo. Il nuovo filone di indagini su Daimler segue a ruota la recente notizia di una possibile azione legale della UE nei confronti dell'Italia per il trattamento, dichiarato indulgente, sulle omologazioni di alcuni modelli diesel del Gruppo FCA (Leggi qui perché la UE potrebbe fare causa all'Italia).

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