Omicidio stradale ed ergastolo patente: tante chiacchiere

Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sta pensando a norme più dure. Ma se ne parla ormai da tre anni...

25 novembre 2013 - 6:00

Le parole sono chiare: il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, anche alla luce di quanto recentemente affermato dal ministro Lupi e dal ministro Alfano, e grazie all'impegno del sottosegretario D'Angelis, sta ulteriormente verificando la praticabilità e l'efficacia, nei casi più gravi, dell'introduzione dell'omicidio stradale e dell'ergastolo della patente. Questa, in sintesi, la risposta del dicastero all'interrogazione presentata dagli onorevoli del Pd Luca Lotti e Alessia Rotta. I cui si chiedeva se si intendano assumere iniziative volte a garantire una riduzione dell'incidentalità dovuta ad abuso di alcol o all'uso di sostanze stupefacenti o psicotrope, anche in conseguenza dei recenti sinistri drammatici.

L'ATTENZIONE DEL LEGISLATORE – Ancora a proposito di parole, il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, tra l'altro, sottolinea che l'attenzione del legislatore sul tema dell'incidentalità stradale connessa alla violazione delle norme comportamentali relative al divieto di guida sotto l'effetto di sostanze alcoliche e/o stupefacenti, si è andata via via intensificando negli anni 2008-2010. Inoltre, il dicastero rammenta che, attraverso un forte rapporto di collaborazione istituzionale con le Forze di Polizia, il numero dei controlli è aumentato in maniera rilevante passando da 241.932 nel 2006 a 1.643.135 nel 2010. Il ministero, infine, ricorda che lo scorso 18 novembre è partita la nuova campagna sulla sicurezza stradale 'Sulla buona strada' specificamente orientata alla tutela dell'utenza debole come i bambini, i pedoni e i ciclisti”.

36 MESI DI “BLA-BLA” – Del nuovo reato di omicidio stradale si parla dal 2010: per introdurlo, non stati sufficienti diversi disegni di legge presentati in parallelo in Parlamento. In base all'attuale Codice della strada (collegato al Codice penale), nel caso di incidente mortale o con gravi lesioni fisiche provocato da un guidatore in pesante stato d'ebbrezza o sotto l'effetto di stupefacenti, è previsto il reato di omicidio colposo, cioè dovuto a imperizia, imprudenza, negligenza. Le pene per chi commette quel tipo di reato, secondo chi vuole sanzioni più dure, non rappresentano un deterrente efficace; prova ne siano anche i recenti sinistri per guida in stato alterato (pur ricordando che un incidente ha spesso più di una causa e le infrastrutture spesso non aiutano/perdonano). Con il nuovo reato di omicidio stradale, si creerebbe un reato di omicidio quasi volontario: anzitutto, la reclusione prevista sarebbe molto più estesa.

ERGASTOLO DELLA PATENTE – Assieme all'omicidio stradale, verrebbe anche introdotto un ritiro a vita della patente: l'ergastolo della licenza di guida. Che invece oggi viene ritirata per un certo numero di anni, in caso di grave incidente in stato alterato. Ma anche questa è una vecchia idea, mai iconcretizzatasi: nell'agosto 2012, il presidente della commissione Trasporti della Camera dei deputati, Mario Valducci, diceva: “Stiamo procedendo su un provvedimento che prevede il ritiro della patente fino a 15 anni per chi si macchia di omicidio stradale attraverso una guida sotto lo stato di ebbrezza e dall'uso di stupefacenti, o per i pirati della strada”. Alla fine, si resta con il nulla in mano: solo tantissime chiacchiere dei politici. E la mancanza di azioni concrete a favore della sicurezza stradale rappresenta anche la cartina di tornasole della politica italiana: un mare di affermazioni per far calare i sinistri o per uscire dalla crisi econiomica, ma pochissimi fatti.

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