Nuova revisione auto 2017: i trucchi per eludere la telecamera

La telecamera introdotta dal protocollo MCTC net2 per smascherare le revisioni auto facili si può eludere con semplici trucchi

15 giugno 2017 - 10:53

Come si evince dal decreto ministeriale 214 del 19 maggio 2017, buona parte della direttiva 2014/45 EU è stata recepita con il protocollo MCTC Net 2 nel corso del 2015 – leggi qui tutte le novità sulla revisione auto – , anno in cui tutti i centri di revisione hanno iniziato ad aggiornare le attrezzature. Tra le tante novità spicca sicuramente l'introduzione della fotocamera in linea di collaudo che a due anni di esercizio ha letteralmente diviso l'opinione degli addetti ai lavori. Cerchiamo di capire perché, come funziona la telecamera nelle revisioni auto e quali potrebbero essere i trucchi per illudere l'occhio vigile elettronico.

COME FUNZIONA LA FOTOCAMERA Partendo dal principio, il nome più adeguato del dispositivo è “targa scanner” perché l'obbiettivo principale è quello di testimoniare la presenza del veicolo in sede leggendo la targa. Durante il controllo dell'efficienza frenante, nel momento in cui il veicolo blocca le ruote dell'asse posteriore, la fotocamera scatta una foto che viene immediatamente elaborata dal software annesso. Il programma è in grado di identificare la targa del veicolo trasformandola da immagine a sequenza di caratteri alfanumerici che viene confrontata con quelli inseriti dall'operatore nel sistema in fase di accettazione. Se la targa coincide con quella del veicolo che il Centro di Revisioni dichiara di collaudare è possibile stampare l'etichetta che certifica l'esito, altrimenti non è possibile concludere la revisione. Il ruolo della fotocamera finisce dopo questo controllo; il tanto citato “videocontrollo dei collaudi” si riduce ad una foto del veicolo che viene allegata al referto di revisione ed invitata all'archivio del Ministero dei Trasporti.

I RISULTATI DELLE PROVE VENGONO CONFRONTATI PER MODELLO È proprio questo archivio la grande novità del protocollo MCTC Net2, un Big Brother in grado di raccogliere ed analizzare contemporaneamente i dati di tutte le revisioni effettuate in Italia dal 2015, compreso il chilometraggio (sai che anche da casa puoi controllare i chilometri registrati? Scopri qui come). Come si impedirebbe a un tecnico compiacente di modificare i dati delle prove e promuovere un'auto che in realtà non sarebbe in regola? I dirigenti del ministero dei trasporti, in occasione di un incontro con gli operatori al Politecnico di Milano, hanno dichiarato di lavorare su algoritmi che permettono di mettere in evidenza automaticamente dati anomali rilevati. Ogni dato viene confrontato con i valori rilevati da veicoli identici in altre sedi e successivamente paragonato ai limiti della normativa con la quale è stato omologato il veicolo in prova, così da scovare eventuali presunti falsi. L'obbiettivo principale è sempre quello di fermare il malcostume italiano di compiere revisioni fasulle, ovvero di svolgere le prove ministeriali su un veicolo diverso da quello inserito nel sistema che probabilmente non ha i requisiti per superare il controllo.

LE AUTO VENGONO MESSE IN POSA La foto in alto (fonte Osservatorio revisione veicoli) rappresenta un caso evidente di revisione fasulla: l'operatore tiene in mano la targa del motociclo incidentato in fase di collaudo  che potrebbe benissimo essere un motociclo diverso da quello della pratica aperta. Ad ogni modo, se la foto ed il referto sono arrivati al Ministero dei Trasporti significa che il riconoscimento targa ha dato esito positivo e la revisione è stata conclusa presumibilmente con esito regolare. Per quanto tempo questo veicolo ha circolato su strada con una revisione falsa? Quanti altri veicoli sono stati revisionati allo stesso modo? Un operatore che compie un illecito simile sa che la foto rimarrà archiviata a tempo indeterminato e ad ogni controllo rischia di perdere l'abilitazione professionale, e non da meno un grave danno per tutti andando a ledere la sicurezza stradale. Ma se un sistema di analisi dei dati è facilmente attuabile, è anche poco probabile immaginare del personale che controlla in tempo reale le foto di tutte le revisioni svolte in Italia, circa 16.000.000 all'anno, 66000 al giorno. (dati di Osservatorio Revisione Veicoli sull'anno 2015).

BASTEREBBE POCO PER RENDERE IL SISTEMA INELUDIBILE Questi adeguamenti sono un duro colpo per il disonesto medio, ma nulla di preoccupante per il disonesto furbo ed è proprio questa la rabbia di tutti gli operatori professionali che vedono svanire la speranza di una svolta nel settore revisioni. Basta guardare le foto sopra di una simulazione di revisione: la Volkswagen Passat potrebbe tranquillamente superare la revisione per come è stato concepito l'uso della telecamera, anche con le gomme totalmente lisce e l'assenza dello specchietto laterale lato guida. Il testo unico di MCTC Net 2 dice “la fotografia del veicolo, utilizzata nel sistema riconoscimento targhe, deve essere tale da inquadrare tutta la parte posteriore o anteriore del veicolo in senso trasversale (larghezza massima per i veicoli leggeri 2,55m, per i motoveicolo 1,60m.) Tale specifica è necessaria al fine di ritrarre una parte significativa del veicolo, nonché una porzione della stazione di controllo.(…)”( Testo unico MCTC Net2 punto 3.3.4.3). L'operatore disonesto e furbo può facilmente occultare la possibile parte di veicolo danneggiata mettendo in mostra la porzione migliore, riuscendo così ad aggirare ancora una volta le regole. La domanda sorge spontanea: se il riconoscimento targa è aggirabile e la fotografia ingannabile, cosa si potrebbe fare? È stato vano l'investimento di migliaia di Centri di Revisione per l'acquisto del dispositivo? Un' idea concreta, secondo lo scrivente, sarebbe quella di utilizzare la fotocamera più volte nel corso del collaudo facendo una vera e propria perizia così da documentare chiaramente il buono stato del veicolo in ogni lato, nel vano motore e nel sottoscocca.

 

Si ringrazia Diego Brambilla, Responsabile Revisione Autoveicoli (https://revisioniautoblog.com/) per la redazione dell'articolo.

2 commenti

Michele
9:33, 17 giugno 2017

la soluzione è potrebbe esser quella di certificare la revisione del veicolo inserendo oltre che alla targa, anche il numero di telaio, e se i due non coincidono il sistema va in errore, così il processo di validazione è riferito ad un veicolo in maniera diretta…. si potrebbe dire “il problema resta”, bè che ci vuol a metter 2 telecamerine davanti al numero di telaio e alla targa per tutta la durata del processo? (non è sicuro al 100% ma con qualch accorgimento potrebbe far partire un errore e bloccare il tutto).Per quanto riguarda le foto perimetrali, bè 4 fotocamere a riprender tutto il perimetro del veicolo … insomma…. se si vuole si fan le cose.

Fabrizio
12:43, 19 giugno 2017

Come al solito siamo in Italia… il sistema unico e funzionante sarebbe quello dei controlli da parte delle Polizie.

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