Rivoluzione Ferrari: cambia il capo del marketing dopo il lancio della Luce
Ferrari ha annunciato la nomina di Massimiliano Di Silvestre a Chief Marketing & Commercial Officer, poche settimane dopo la presentazione della Luce
Ferrari ha annunciato la nomina di Massimiliano Di Silvestre a Chief Marketing & Commercial Officer, poche settimane dopo la presentazione della Luce
Rivoluzione per Ferrari: Massimiliano Di Silvestre prenderà il posto di Enrico Galliera come Chief Marketing & Commercial Officer dal 1° luglio 2026. La decisione giunge a un mese dalla presentazione della Luce, la prima EV del Cavallino, accompagnata da forti polemiche sul design e contraccolpi in Borsa.
Il nuovo responsabile, che riporterà direttamente all’amministratore delegato Benedetto Vigna, è un manager di grande esperienza internazionale, proveniente dalle fila di marchi premium e di lusso della concorrenza. Di Silvestre ha guidato la filiale italiana del Gruppo BMW dal 2019, dopo aver ricoperto il ruolo di presidente e CEO di BMW Group Hungary tra il 2017 e il 2019, e aver gestito in precedenza la divisione di BMW Roma. Il suo percorso professionale vanta inoltre posizioni di rilievo nei marchi Toyota, Lexus e Mercedes-Benz Italia.
MARKETING FERRARI RIVOLUZIONATO: NESSUNA MENZIONE DELLA LUCE
Sebbene l’azienda abbia precisato che la decisione di Galliera di intraprendere un nuovo capitolo professionale fosse nota da tempo, la tempistica dell’annuncio ha inevitabilmente attirato l’attenzione degli osservatori del settore. “Desidero ringraziare Enrico per il contributo straordinario offerto a Ferrari nel corso della sua lunga carriera. Con passione e competenza ha contribuito in modo significativo alla crescita dell’Azienda e al rafforzamento del marchio Ferrari nel mondo. A lui va la gratitudine di tutta Ferrari e il mio augurio per il futuro”, ha dichiarato Benedetto Vigna.
L’IMPATTO FORTISSIMO DELLA LUCE
L’avvicendamento avviene a poche settimane dal debutto globale della Luce, la prima vettura interamente elettrica della Casa, presentata ufficialmente la sera di lunedì 25 maggio 2026 a Roma, presso la Vela di Calatrava. Il lancio della BEV ha registrato una forte polarizzazione dell’opinione pubblica e dei media.
Nonostante le rigide misure di sicurezza e riservatezza imposte da Ferrari durante l’evento di lancio (che ha visto la presenza di circa 200 giornalisti), l’accoglienza della vettura – il cui design è stato sviluppato in collaborazione con lo studio LoveFrom di Jony Ive – ha generato un acceso dibattito.
Le critiche si sono concentrate in particolar modo sulle linee estetiche e sulla rottura con i canoni tradizionali del marchio, alimentando reazioni negative e meme sui canali social. Tra le voci più autorevoli e critiche è emersa anche quella dell’ex presidente Luca di Montezemolo.
L’impatto del debutto si è riflettuto anche sui mercati finanziari, dove il titolo Ferrari quotato a Milano ha subìto una flessione dell’8% nelle ore successive alla presentazione del modello, il cui prezzo preliminare stimato si aggira intorno ai 550.000 euro. Poi il titolo è risalito. In questo contesto di transizione tecnologica e di ridefinizione dell’identità del brand, Maranello punta ora sulle competenze di Di Silvestre per gestire la futura strategia commerciale e di crescita.

CHE REAZIONE
Ciò che la Ferrari non è stata in grado di controllare è stata la reazione, fa notare EV. La Luce ha attirato un’enorme attenzione e forti critiche in egual misura, con gran parte della conversazione incentrata sul suo design piuttosto che sulle sue prestazioni o sulla sua ingegneria. Le community di appassionati su X, Instagram, Reddit e YouTube si sono espresse in modo fortemente negativo, con discorsi di tradimento del marchio e un’ondata di meme che hanno messo in secondo piano i messaggi previsti per il lancio.
Nel giro di 72 ore, i post che menzionavano l’auto sono stati ricondivisi più di 62.500 volte. Il team di marketing di Ferrari ha reagito dopo la presentazione, con i dirigenti che hanno difeso il design nelle interviste, definendo le critiche come una resistenza a una necessaria evoluzione. Lo sforzo ha fatto ben poco per spostare una conversazione che è rimasta fissa sull’aspetto estetico dell’auto.
Alcuni analisti hanno comunque definito il lancio come una masterclass nel catalizzare l’attenzione, sostenendo che polarizzare il pubblico possa essere di per sé una strategia. Altri hanno visto un marchio che ha “vinto” la presentazione, ma ha perso il controllo del racconto.