Filosa (Stellantis): in Italia costo energia stellare, paragone choc con Francia e Spagna

Filosa (Stellantis): in Italia costo energia stellare, paragone choc con Francia e Spagna

Nel corso dell'audizione davanti alle commissioni parlamentari, il top manager mette a nudo i limiti competitivi del sistema Paese: a parità di consumo, l’elettricità nelle fabbriche italiane costa più del doppio rispetto ai partner europei

 

Nel corso dell'audizione davanti alle commissioni parlamentari, il top manager mette a nudo i limiti competitivi del sistema Paese: a parità di consumo, l’elettricità nelle fabbriche italiane costa più del doppio rispetto ai partner europei

di 
18 Giugno 2026 - 10:05

Antonio Filosa, amministratore delegato di Stellantis, ha scelto le commissioni riunite di Camera e Senato a Montecitorio per lanciare un allarme rosso: in Italia, nel primo trimestre 2026, il costo medio dell’energia elettrica per il Gruppo ha toccato i 205 euro al megawattora (MWh) contro 100 euro in Francia e 90 euro in Spagna. “È evidente come questo divario non sia sostenibile, tanto da noi quanto dai nostri fornitori“. Il top manager ha riconosciuto l’impegno del Governo nel varare misure per alleggerire le bollette industriali, ma ha ribadito che la velocità di attuazione e la semplificazione burocratica rimangono i veri nodi da sciogliere. Infatti, la società ha avviato l’iter per ottenere la qualifica di azienda energivora (così da avere diritto ad agevolazioni e sgravi) e sta accelerando sui progetti di autoproduzione da fonti rinnovabili.

DAL COSTO DELL’ENERGIA AL COSTO DEL LAVORO: TEMI SCOTTANTI PER STELLANTIS

L’altro pilastro per garantire il futuro manifatturiero del Paese è il costo del lavoro. Filosa ha richiamato il modello spagnolo, sollecitando l’introduzione di meccanismi di flessibilità operativa in grado di sintonizzare i ritmi produttivi con le oscillazioni del mercato, pur tutelando l’occupazione. I recenti correttivi inseriti nel decreto Primo Maggio rappresentano un passo avanti, ma la strada per colmare il gap con i competitor è ancora lunga, ha detto.

EUROPA, ABBIAMO UN PROBLEMA

Il quadro macroeconomico è reso poi ancora più complesso dalla rigidità della normativa europea sulle emissioni. Pur confermando la centralità del “Piano Italia” e l’impegno sugli investimenti per la transizione all’elettrico, l’amministratore delegato ha invocato un bagno di realismo su tempi e regole a Bruxelles. I costruttori europei si trovano stretti in una morsa tra l’andamento della domanda e i vincoli normativi decisi in uno scenario geopolitico ed economico ormai superato. “Solo agendo su aspetti fondamentali come energia e lavoro – ha aggiunto Filosa –, potremo trasformare il nostro impegno di oggi nel successo industriale dell’Italia di domani“.

Filosa (Stellantis): in Italia costo energia stellare, paragone choc con Francia e Spagna

LE TRE STRADE UE

Per quanto riguarda i veicoli commerciali leggeri, Filosa ribadisce l’obiettivo delle emissioni zero e della transizione elettrica, ma chiede all’UE maggiore realismo normativo e tempistiche più pragmatiche per la loro attuazione. In merito alle auto piccole, il top manager sollecita la rapida definizione di regole che valorizzino il segmento, supportando la proposta della Commissione europea di introdurre i super crediti. E il Made in Europe viene considerato un’opportunità chiave e uno strumento di politica industriale per rafforzare il settore e tutelare l’occupazione, purché l’attuazione si basi su criteri premianti, senza aggiungere oneri o ostacoli burocratici.

MASERATI E CASSINO, LA STRADA DELLA COLLABORAZIONE

Filosa ha toccato anche il tema Tridente: il Gruppo è in trattative con due potenziali partner industriali per avviare una collaborazione incentrata su Maserati, il suo marchio di lusso attualmente in difficoltà. La scelta finale verrà presa a breve, l’accordo servirà a introdurre nuove tecnologie e competenze di sviluppo. Il CEO ha smentito categoricamente le voci di una vendita del marchio o dello stabilimento di Cassino, precisando che il destino della fabbrica laziale è strettamente legato al rilancio del brand. Tutte le alleanze sul suolo italiano potrebbero seguire lo schema societario già applicato coi produttori cinesi Leapmotor e Dongfeng: joint venture controllate da Stellantis con una quota di maggioranza del 51%. I dettagli del piano di rilancio e la strategia indipendente di Maserati, che prevede il lancio di due modelli chiave, saranno svelati a dicembre durante un capital markets day dedicato.

ITALIA AL CENTRO

In Italia, continueremo a investire in modo significativo, in linea con quanto fatto negli anni passati. Sono convinto che anche per questo il nostro Paese non debba sentirsi secondo a nessuno. Credo che i primi risultati dell’anno testimonino la nostra serietà e siano il frutto di un dialogo costante e costruttivo con i sindacati, la filiera e i rappresentanti del Governo“, ha continuato Filosa, evidenziando come l’aumento dei volumi produttivi del 16% nei primi cinque mesi del 2026 abbia permesso di abbattere del 30% il ricorso alla cassa integrazione.

COME HANNO REAGITO I SINDACATI

Si tratta della conferma di una situazione ancora molto critica, destinata a rimanere tale. A livello generale, è grave l’abbandono del progetto sulla produzione di batterie, giustificato con l’elevato costo dell’energia nel nostro Paese, così come preoccupante è la situazione dei marchi Maserati e Alfa Romeo, che necessitano di un drastico piano di rilancio”, ha spiegato Samuele Lodi, il segretario nazionale Fiom. “Permangono gli insufficienti volumi di Mirafiori, dove sono necessarie una seconda linea di assemblaggio e almeno un nuovo modello. Stellantis sta spostando il proprio baricentro verso gli Stati Uniti e, per il resto del mondo, verso il Nord Africa: è lì che si concentrano investimenti e produzioni. In Italia, invece, si continua a soffrire. Le lavoratrici e i lavoratori continueranno a subire le conseguenze di un massiccio utilizzo degli ammortizzatori sociali, che consente a Stellantis di affermare che non vi saranno chiusure di stabilimenti”, la chiosa.

Invece, secondo Davide Sperti, segretario generale Uilm, e Gianluca Ficco, segretario nazionale del settore auto, è “molto positivo il richiamo alla valorizzazione dei marchi premium e luxury e l’inclusione esplicita di Cassino tra gli stabilimenti coinvolti in questa strategia. Si tratta di un’indicazione importante che rafforza la prospettiva di rilancio del sito laziale anche attraverso una possibile partnership per la produzione di due ammiraglie Maserati”.

Commenta con la tua opinione

X