Federauto: profitti concessionari all’1,1%, allarme sostenibilità

Federauto: profitti concessionari all’1,1%, allarme sostenibilità

Federauto avverte: l’utile netto dei concessionari all’1,1% mina la sostenibilità economica. Servono fiscalità stabile e tutele per la rete

 

Federauto avverte: l’utile netto dei concessionari all’1,1% mina la sostenibilità economica. Servono fiscalità stabile e tutele per la rete

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11 Settembre 2026 - 12:24

“Con un utile netto dopo le imposte dell’1,1%, i concessionari non hanno più margini per assorbire ulteriori costi e rischi“: così Plinio Vanini, vicepresidente Federauto, intervenuto al Salone Auto Torino 2026. “La rete non può investire come se avesse margini industriali che oggi, semplicemente, non esistono. La sostenibilità economica delle concessionarie è una condizione indispensabile per la sostenibilità dell’intero sistema automotive”, l’aggiunta. Pertanto la transizione sarà efficace solo se sarà equa per industria, concessionari, imprese, famiglie e territori. Non c’è rinnovo reale del parco senza strumenti fiscali capaci di rimettere in moto domanda, investimenti e mercato dell’usato recente, i concetti chiave.

FEDERAUTO METTE IN GUARDIA SUI MARGINI

Vanini sottolinea il ruolo strategico della rete dei concessionari, punto di contatto concreto tra Case automobilistiche, clienti, imprese e territorio: una rete chiamata a sostenere esborsi crescenti in strutture, digitale, formazione, elettrificazione, assistenza e qualità del servizio, ma che opera oggi con livelli di marginalità estremamente ridotti.

EQUILIBRIO CERCASI: LA QUESTIONE NOLEGGIO

Il richiamo di Federauto – come in passato – è per la necessità di un equilibrio competitivo tra i canali di mercato. Il noleggio rappresenta una componente importante delle immatricolazioni, ma esistono differenze rispetto alla rete distributiva. Risultato: una diversa capacità di affrontare rischi e sostenere investimenti.

Infatti le società di noleggio operano su grandi volumi con strutture snelle. Invece i concessionari sostengono numerosi costi: presidio territoriale, immagine dei marchi, assistenza post-vendita specializzata e standard richiesti dalle Case. Insomma, tutto il percorso di presenza e relazione col cliente durante l’esperienza d’uso. “Chiediamo condizioni equilibrate: non può esistere una distribuzione con maggiori doveri e minori condizioni economiche”, dice il vicepresidente Federauto.

Federauto per profitti concessionari all'1,1%, allarme sostenibilità

FILIERA VIRTUOSA CON L’USATO RECENTE

Secondo la Federazione dei concessionari, non servono nuove campagne straordinarie di rottamazione o misure episodiche del Governo che rischiano di generare attese nel mercato: gli incentivi spot col contagocce. Questo vale sia per questo Esecutivo sia per i precedenti.

Occorre una leva fiscale stabile, in grado di incentivare le imprese ad acquistare veicoli nuovi, più efficienti, sicuri e meno emissivi. Obiettivo, una filiera virtuosa: nuovo alle aziende, usato recente al mercato, uscita progressiva dei veicoli più obsoleti.

Una fiscalità più favorevole sugli acquisti aziendali consentirebbe di alimentare il mercato dell’usato recente, offrendo a famiglie, professionisti e piccole imprese un’alternativa concreta per sostituire auto più vecchie, inquinanti e meno sicure. “È lì che si può incidere davvero sul rinnovo del parco, sulla sicurezza e sulla riduzione delle emissioni”, la chiosa di Vanini.

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