Neopatentati: per l'esame serviranno almeno 6 anni o 100 mila km

Uno studio olandese dimostra che i giovani sono 3-4 volte più a rischio di incidente per inesperienza. Nuove norme in arrivo?

4 dicembre 2015 - 11:30

È un tema caldo quello della sicurezza stradale, per la quale gli addetti ai lavori stanno facendo molto. La volontà di veder diminuire le morti e i feriti per incidente stradale è elevata, così si cerca in ogni modo di ridurre i pericoli che minacciano gli utenti della strada. Come recitano molti studi e le statistiche in materia, le fasce di età più colpite sono quelle dei bambini, dei più giovani e degli anziani. ETSC (European Transport Safety Council) sta presentando un nuovo progetto, denominato “Anni”, di recente lanciato durante un evento sulla sicurezza stradale a Bruxelles.

AD OGNUNO LA SUA ZONA – Il progetto, in collaborazione con alcune università di tutta Europa, prevede un'interazione costante tra gli addetti ai lavori e gli studenti, per sviluppare progetti volti a migliorare la sicurezza stradale dei giovani utenti della strada. Il concetto è quello di coinvolgere i giovani per i giovani, con un messaggio chiaro: “la sicurezza è nelle vostre mani” (anche la Ford lavora su questa linea di condotta con il progetto “Driving Skills For Life”). Proprio per questo motivo, gli studenti coinvolti si applicheranno a una super visione della zona in cui vivono, perché la conoscono meglio e solo così sono in grado di predisporla sicura e in questo contesto lavorare su loro stessi come utenti della strada responsabili e sicuri. Inoltre il progetto mira a incoraggiare la politica a sviluppare dinamiche capaci di sposare la causa della sicurezza stradale.

UNA RICERCA OLANDESE – Divera Twisk, esperto di sicurezza stradale in Olanda e ricercatore dell'Istituto Swov, in occasione del lancio del progetto ETSC “Anni” è stato invitato a esporre i risultati di un suo studio, che vedono i giovani come gli utenti più esposti ai pericoli della strada. Twisk ha osservato il comportamento dei giovani al volante e ha seguito la loro esperienza nei primi mesi di patente di guida (anche i genitori sono consapevoli del fatto che i ragazzi hanno bisogno di più formazione al volante). A tal proposito, il dottor Twisk è giunto a una conclusione: avendo sotto mano i parametri di guidatori esperti, ha potuto quantificare il tempo necessario a un neopatentato per poter assimilare l'esperienza di un guidatore esperto. Pare così che i giovani che superano l'esame di guida ottenendo la patente, abbiano bisogno di 100 mila chilometri (6 anni) di esperienza di guida prima che le loro capacità corrispondano a quelle dei piloti esperti.

ETSC IN LINEA – L'ETSC si è mostrata completamente in linea con quanto messo in luce dal dottor Twisk, così ha avanzato una proposta che verrà sperimentata con gli studenti che fanno parte del progetto “Anni”. Considerando lo studio fatto in Olanda e valutando la statistica che conferma un rischio (per i giovani) più elevato di 3-4 volte di essere coinvolti in un incidente rispetto ai guidatori più esperti, gli aspiranti “patentati” si sottoporranno a un'esperienza di guida di 3.000 km (circa 100 ore) prima di prenotare il loro esame di guida. In questo periodo i giovani inesperti accumuleranno esperienza al volante, guidando su ogni tipo di strada, in tutte le condizioni meteo e nelle varie ore del giorno. Il progetto “Anni” riceve anche un sostegno finanziario da parte della Commissione europea, del Consiglio tedesco per la sicurezza stradale (DVR) e dell'Istituto per la sicurezza stradale del Belgio.

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