Nencini: “Omicidio stradale entro fine anno, spero”. Ennesima promessa

Il governo Renzi rimanda di continuo l'introduzione del reato di omicidio stradale: ora tocca al viceministro ai Trasporti

27 aprile 2015 - 11:00

Voci di corridoio dicono che al senato si stia trovano l'accordo sull'introduzione del reato di omicidio stradale. Ma sentiamo Riccardo Nencini, viceministro ai Trasporti: “Il disegno di legge di riforma del codice della strada è in discussione al senato da martedì scorso, termine ultimo per la presentazione degli emendamenti in commissione giustizia. L'attenzione è tornata quindi sulla sicurezza stradale con raduni in tutte le città d'Italia dei familiari delle vittime della strada che chiedono l'istituzione del reato di omicidio stradale. Sono ottimista”.

ALL'ESAME DELLA COMMISSIONE – L'omicidio stradale è una di via di mezzo tra l'attuale omicidio colposo aggravato (per imperizia, imprudenza) e l'omicidio volontario (ho bevuto troppo, accettando consapevolmente il rischio di uccidere qualcuno). Il testo è attualmente all'esame della commissione giustizia al senato. Si alza la pena per chi provoca la morte di una persona ed è sotto effetto di alcool o stupefacenti da 8 a 12 anni ed è stata inserita una terza fattispecie di reato, prevista per chi uccide e supera di un certo limite la velocità consentita. Con l'attuale articolo 589 del codice penale, l'omicidio colposo aggravato da violazione del codice della strada è punito con la reclusione da due a sette anni. Se la violazione riguarda alcol o droga, si sale a una pena da tre a 10 anni. L'arresto del responsabile è facoltativo. L'omicidio stradale, scatterà in caso di guida sotto l'effetto di droga e di alcol. Però, considerando che il limite è di mezzo grammo di alcol per litro di sangue, affinché scatti l'omicidio stradale serve almeno un tasso di 0,8 g/l.

LA BATTAGLIA DEL LIMITE – L'Associazione amici polstrada (Asaps) critica la soglia di 0,8 g/l, ritenendola troppo alta: “Oggettivamente, sarebbe meglio a questo punto introdurre anche la soglia “Zero”, poiché sarebbe piuttosto ingiusto condannare un soggetto a 8 anni di carcere nell'ipotesi che superi di 1 g/l il tasso minimo previsto o trattarlo come colpa semplice nel caso arrivi per esempio a 0,79″. Forse, sarebbe più ragionevole definire l'omicidio stradale da 0,5 g/l in poi. Oppure applicare la tolleranza zero a tutti i conducenti, ma poi vietare anche le altre cause di distrazione al volante, come il fumo in auto, l'uso del cellulare (e rendere obbligatorio il sistema vivavoce in auto con un provvedimento retroattivo). La commissione giustizia del senato ha introdotto anche l'ipotesi di velocità “esagerata” tra quelle che farebbero scattare il nuovo reato: parliamo del doppio della velocità consentita rispetto al limite. Il nuovo reato potrebbe anche scattare negli incidenti gravi causati da chi passa col rosso, circola contromano o si rifiuta di sottoporsi ai test per accertare se il guidatore è sotto effetto di alcol o droga.

ERGASTOLO DELLA PATENTE? – Resta in piedi anche l'ipotesi dell'ergastolo della patente. Ossia il ritiro della patente a vita, per chi causa sinistri gravi che prevedono l'applicazione dell'omicidio stradale. È lecito domandarsi se una norma del genere serva a qualcosa: in passato, numerose persone sono state fermate dalle forze dell'ordine che hanno scoperto come i conducenti si ponessero al volante nonostante non potessero farlo, perché avevano subìto in passato la sospensione della patente (si veda qui l'episodio più recente). Altri guidatori, addirittura, non avevano mai conseguito la patente. Probabilmente, con pochi controlli sulle strade, l'ergastolo della patente sarebbe poco utile. Casomai, andrebbe prevista una pena elevatissima (una sanzione in euro) per eventuali recidivi.

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