Nelle fabbriche del futuro ci sarà ancora spazio per l'uomo

Tanti i sistemi automatizzati che lavorano nelle fabbriche auto, ma non potranno fare a meno del tocco umano

27 aprile 2018 - 11:23

Costruire un'auto non è proprio una passeggiata, produrne decine di migliaia ancora meno, è per questo che nelle fabbriche si ricorre sempre più all'aiuto di macchinari automatici e robot (qui il video della linea di produzione in una fabbrica Volvo). Il loro ruolo ha acquisito piano piano sempre più importanza, ma né ora né nel prossimo futuro potranno sostituire definitivamente il lavoro umano. Anche nelle ultra moderne fabbriche di oggi l'uomo rimane al centro della produzione mentre i robot si occupano del lavoro sporco.

I COBOTS Oltre alle “tradizionali” macchine da fabbrica che supportano la creazione di un'auto, ora le moderne produzioni si avvalgono dei Cobots, ossia robot collaborativi. Nati a metà degli anni '90 dall'idea di un progetto finanziato proprio da General Motors, i cobots non sono freddi ammassi di metallo che svolgono esclusivamente compiti in automatico, sono macchine intelligenti capaci di interagire direttamente con l'uomo in uno spazio di lavoro condiviso. Le case automobilistiche stanno abbracciando a livello globale il concetto di Industria 4.0 – qui il nostro approfondimento – dove l'automazione industriale integra nuove tecnologie produttive per favorire le condizioni di lavoro, la produttività e la qualità. Nelle moderne fabbriche automobilistiche (leggi qui della Gigafactory di Tesla) è quindi facile trovare dei Cobots, riconoscibili per una diversa colorazione, impegnati in lavori troppo onerosi o rischiosi per l'uomo, come assemblare elementi utilizzando colle ad altissime temperature, o ancora sollevare ed impilare pesanti ruote di scorta su un carrello.

L'UOMO È ANCORA NECESSARIO Come intuibile dal nome lo scopo dei cobots è quello di aiutare l'uomo e non di sostituirlo totalmente, il pensiero comune ruota infatti attorno all'importanza della forza lavoro umana. “I robot devono gestire i lavori sporchi, noiosi, difficili e pericolosi per lasciare che gli uomini si occupino di compiti che necessitano destrezza ed intelligenza” ha affermato Dennis Williams, presidente della United Auto Workers, il sindacato americano che rappresenta i lavoratori. Una tesi rafforzata da un recente rapporto di Barclays secondo il quale “i robot non uccideranno tutti i lavori nel settore automobilistico, almeno non nel breve termine. Le aziende stanno perfezionando il rapporto di collaborazione tra uomo e robot, ma il tocco umano è ancora necessario”. Persino Elon Musk, a.d. di Tesla, che ha sempre elogiato l'importanza del lavoro automatizzato si è dovuto ricredere facendo un mea culpa su Twitter: “L'eccessiva automatizzazione in Tesla è stata un errore, l'uomo non va sottovalutato” – leggi della denuncia di stress dei lavoratori Tesla.

UN FUTURO INSIEME L'industria 4.0 delle case automobilistiche non sta cercando di automatizzare l'intera produzione, bensì vuole che ci sia una collaborazione tra robot e uomo senza che quest'ultimo scompaia definitivamente dalle fabbriche. L'attenzione è rivolta al miglioramento della flessibilità e dell'efficienza tra macchine e esseri umani allo scopo di costruire modelli diversi nello stesso impianto, anche in caso di differenze sostanziali come quelle che ci sono tra i veicoli termici e quelli elettrici (guarda ad esempio cosa è successo in Audi). Nel caso dell'elettrico infatti sono necessarie meno componenti e richiedono di conseguenza meno spazio e soprattutto meno lavoratori, lo ha dichiarato recentemente anche Joe Hinrichs, presidente delle Global Operations di Ford, suscitando qualche polemica. I lavoratori però possono stare tranquilli, per ora, perché come tante altre case automobilistiche neanche Ford ha intenzione di investire in fabbriche dedicate esclusivamente all'elettrico fino a quando il mercato non permetterà di coprire i costi con i guadagni.

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