Nel 2016 sarà in vendita la prima auto stampata in 3D. Un giocattolo per pochi?

Totalmente elettrica, la produrrà Local Motors, una piccola factory con sede in Arizona. Lentezza di esecuzione e sicurezza le incognite da risolvere

13 luglio 2015 - 18:00

Da tempo se ne parla (leggi la nostra anticipazione): presto, potrebbero diventare realtà. Ci si riferisce alle auto realizzate grazie alla stampante 3D. In queste ore, sul Web compare una indiscrezione relativa a quella che potrebbe diventare, in concreto, la prima autovettura prodotta con questa tecnologia. L'annuncio arriva dall'Arizona, dove ha sede Local Motors, un piccolo costruttore che nel 2016 potrebbe deliberare la prima autovettura 3D. L'auto, resa nota in una prima immagine, si chiama “Swim/Sport”, è stata progettata da Kevin Lo, ingegnere meccanico, sarà a trazione elettrica e, cosa che più conta, ne è stato fissato il prezzo di vendita, in una forbice fra 18.000 e 30.000 dollari, a seconda delle configurazioni disponibili (coupé o “aperta”).

IL COSTRUTTORE ASSICURA: NESSUN PROBLEMA PER LA SICUREZZA – Nel caso della prima vettura prodotta dalla stampante 3D da Local Motors, la struttura centrale sarà costituita da una scocca (che verrebbe realizzata da una stampante 3D di ultima generazione) alla quale verranno ancorati il gruppo propulsore, le sospensioni, lo sterzo e le batterie agli ioni di litio. In un primo momento, le auto stampate in 3D da Local Motors verrebbero vendute come quadricicli; solo in un secondo momento arriverebbe l'omologazione come autovetture: se ne parlerà per fine 2016. L'obiettivo dichiarato dalla piccola factory americana è di sviluppare una vettura stampata in 3D che sia conforme ai rigidi standard federali sulla sicurezza. E questa sarebbe una clamorosa novità, perché vorrebbe dire che i vertici dell'azienda, oltre ai crash test virtuali, sarebbero in possesso di test e simulazioni di urto effettuati “dal vero”.

ECCO COME AVVERRA' LA STAMPATA 3D SECONDO LOCAL MOTORS – Negli ambienti Local Motors, il morale è ai massimi: i dirigenti della piccola Casa americana sentono di essere in procinto di compiere un grande passo in avanti nello sviluppo tecnologico della progettazione automotive. “Per più di un secolo, le Case produttrici hanno impiegato sostanzialmente le stesse modalità di produzione – indica a Cnbc.com John B. Rogers Jr, cofondatore e amministratore delegato di Local Motors – La nostra filosofia di produzione è rivolta a un'accelerazione dei processi, attraverso una produzione DDM (Direrct Digital Manufactoring), che darà il via a prodotti migliori e più sicuri”. Ci sono differenti metodi di stampa 3D. Quello più comune impiega il laser per la dare la forma a un'ampia gamma di materiali, dalle resine epossidiche al titanio in polvere, e trasformarli in oggetti solidi. La tecnologia Local Motors impiegherebbe un processo di lavorazione leggermente diverso, che si basa sulla costruzione di oggetti a un pixel alla volta. Da un punto di vista pratico, è chiaro che bisogna fare i conti con tempi di produzione non certo rapidi, in un caso come nell'altro; tuttavia, secondo gli ingegneri americani entrambe le medodologie consentono possibilità di personalizzazione pressoché infinite.

… MA I TEMPI DI REALIZZAZIONE? – Ma è proprio la questione delle tempistiche di realizzazione a costituire, almeno per il momento, un concreto ostacolo allo sviluppo in larga scala delle vetture prodotte da stampante in 3D: da un punto di vista pratico, in partenza questa tecnologia potrebbe essere meno costosa e complessa rispetto alla “tradizionale” produzione in catena di montaggio. Per contro, lo svantaggio maggiore è dato dalla lentezza di esecuzione: occorre molto tempo, anche diversi giorni, per realizzare il corpo vettura dalla stampante in 3D; inoltre, è chiaro che si renderebbe necessario l'impiego di centinaia di queste attrezzature. Forse, una soluzione potrebbe derivare dallo sviluppo delle tecniche di stampa: aumentandone la velocità, in teoria potrebbero prodursi più esemplari di una stessa vettura. Staremo a vedere.

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