Nel 2015, addio contrassegno assicurativo. Ma occhio agli errori dei computer

Tra due anni, niente più contrassegno Rca sul parabrezza: lo dice un recentissimo decreto

9 ottobre 2013 - 5:42

È partito il processo di dematerializzazione dell'assicurazione sui veicoli, che entro due anni abolirà l'obbligo di esposizione del tagliando cartaceo Rc auto. Il decreto ministeriale numero 110 dell'agosto 2013 (in Gazzetta ufficiale il 3 ottobre) è ora in vigore, producendo i suoi effetti dal 18 ottobre, con l'obiettivo di ridurre le frodi, contrastando la contraffazione dei contrassegni cartacei e l'evasione dell'obbligo assicurativo, tramite la sostituzione dei contrassegni attuali con controlli telematici incrociati tra le banche dati delle targhe dei veicoli e quelle delle polizze assicurative.

IL CALENDARIO DA SEGUIRE – Entro il 18 novembre 2013, sarà operativa la struttura del database, che entro metà dicembre sarà popolato con i dati degli archivi Ania (Associazione nazionale imprese assicuratrici). Entro il 18 ottobre 2014, si definiranno connessioni informatiche, sistemi di accesso e trasmissione via web delle informazioni necessarie all'aggiornamento del database da parte delle Assicurazioni, operative entro aprile 2015. Saranno definiti e attivati i sistemi di accesso web da parte dei cittadini alla banca dati. Entro aprile 2015, sarà infine operativa la banca dati, anche per il controllo del traffico e il rilevamento a distanza delle violazioni del codice stradale. Il ministero provvederà a comunicare costantamente, anche attraverso il proprio sito web, l'implementazione delle varie fasi. Quando il meccanismo sarà a regime, alla banca dati potranno connettersi assicurazioni (per aggiornare le polizze), automobilisti (per controllare la propria posizione) e Forze dell'ordine (per effettuare i controlli).

MA IL COMPUTER TALVOLTA SBAGLIA – C'è però un rischio, come ricorda Maurizio Caprino sul blog Strade sicure: il possibile guaio “sarà la banca dati da cui attingeranno le informazioni per stabilire se un veicolo è in regola o no: finora è stato molto difficile avere un archivio attendibile e possiamo solo sperare che il gran lavoro fatto finora da Ania e Motorizzazione dia i suoi frutti. In caso di problemi, il cittadino ingiustamente multato che cosa dovrà fare? Presentare ricorso, come per qualsiasi altra infrazione stradale. E, visto che avrà quasi certamente i documenti della Compagnia che attestano (se qualcuno non li ha falsificati) che la copertura Rc auto c'è, sarà facilissimo avere ragione. Magari anche dal Prefetto, cui è più facile ricorrere ma si rischia maggiormente di avere torto nei casi dubbi”. E c'è una seconda questione: se dalla (pesante) multa per evasione dell'obbligo assicurativo deriveranno altre conseguenze come il blocco del mezzo (previsto se si viene beccati in autostrada), nulla vieta di chiedere un risarcimento danni. A chi? Alla Compagnia: il decreto ministeriale sulla smaterializzazione del contrassegno stabilisce che la responsabilità sui dati che saranno presenti nell'archivio delle polizze sarà delle compagnie in prima persona, anche se l'inserimento delle informazioni nel database verrà effettuato dai loro agenti. Il sistema, comunque, può essere disegnato per funzionare solo in Italia con veicoli immatricolati in Italia: nessuna norma europea impone di armonizzare sistemi informatici e controlli.

MENO TARIFFE E PIRATERIA? – In Italia, circolano 4 milioni di veicoli sprovvisti di copertura assicurativa, di cui 2,8 milioni sono vetture. Sono più dell'8% del totale e il mancato incasso per le Compagnie sfiora i 2 miliardi di euro. L'auspicio è che, col contrassegno elettronico, scendano le tariffe Rca: oggi, con l'evasione dell'obbligo assicurativo, le Compagnie hanno un mancato incasso che in futuro potrà essere colmato. Inoltre, chi è senza Rca è spinto a fuggire dopo aver causato un sinistro, diventando un pirata della strada: così, non viene sanzionato per mancanza di Rca, e non deve sborsare l'indennizzo di tasca propria. Il controllo elettronico servirebbe anche a debellare il fenomeno della pirateria stradale: una tutela in più per le possibili vittime della strada, non lasciate troppo tempo sul teatro dei sinistri senza soccorso (talvolta, sono proprio quei pochi minuti a consentire a un uomo di sopravvivere).

1 commento

Bruno
17:35, 9 ottobre 2013

Così come descritta, mi sembra una falsa semplificazione ed un inutile provvedimento anti frodi. Il disonesto continuerà a farlo. L'assicurato in regola avrà comunque un documento in auto attestante la regolare copertura RC del veicolo, a prescindere dal contrassegno che già oggi quasi nessuno visiona in caso di incidente o di controllo di routine da parte di polizia, vigili, carabinieri.

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