Multe: sconto e tassa ricorso, doppia trappola

Fare ricorso è un diritto dell'automobilista ma lo sconto a chi paga entro 5 giorni è una trappola. L'esperto ci spiega perché

19 gennaio 2015 - 11:00

Abbiate un minimo di pazienza, e seguiteci in questa doppia premessa. Uno: la multa è ridotta del 30% se il pagamento viene effettuato entro 5 giorni dalla contestazione (ossia da quando il poliziotto ve la consegna) o dalla notifica (cioè da quando vi arriva a casa nella famigerata busta verde). Due: per fare ricorso, si deve pagare il contributo unificato che, per semplificare, chiamiamo tassa. Ebbene, SicurAUTO.it ha voluto indagare su questo cocktail “sconto più tassa”: lo ha fatto avvalendosi dell'esperto in ricorsi, l'avvocato Marisa Marraffino, che ricorderete per la guida come non perdere i punti patente per una multa ingiusta .

Chi può pagare una multa con lo sconto?
“Dal 21 agosto 2013, sono entrate in vigore le norme che introducono la possibilità di pagare con lo sconto del 30% le sanzioni amministrative pecuniarie in ordine ad alcune violazioni del Codice della strada. Questa possibilità è esclusa per tutte le violazioni che prevedono la sanzione accessoria della sospensione della patente o la confisca del veicolo (salvo la confisca eventuale, prevista per la guida senza assicurazione) e per tutte le sanzioni che hanno natura penale (ad esempio la guida in stato di ebrezza). È importante ribadire che se si ha intenzione di fare ricorso al Giudice di pace o al Prefetto, non si deve pagare neppure con lo sconto del 30%, perché il pagamento impedisce l'impugnazione della multa”.

I verbali, che cosa devono indicare?
“I verbali devono però contenere, a pena di nullità, l'indicazione che la sanzione può essere pagata con la riduzione del 30% nel termine di 5 giorni dalla notifica o dalla contestazione dell'infrazione. Inoltre, la riduzione si applica solo sulla sanzione effettiva prevista dal Codice della strada, e non sulle spese di notifica e del procedimento che dovranno essere pagate per intero”.

Veniamo al dunque: lo sconto è un assist prezioso per l'automobilista multato?
“Lo sconto può essere conveniente quando il verbale è corretto e non esistono vizi di nullità. In questo caso, è sicuramente preferibile pagare in forma ridotta. Tuttavia, ritengo che non sia semplice individuare i motivi di nullità di un verbale. Il Codice della strada cambia spesso e le norme non sono sempre di facile interpretazione. Il termine di 5 giorni, a mio giudizio, è insufficiente per consentire a tutti una adeguata difesa. La norma avrebbe dovuto mantenere in questi casi la possibilità di impugnare il verbale, anche dopo il pagamento in forma ridotta, consentendo al ricorrente di chiedere, all'esito del ricorso, la restituzione della somma già versata alla pubblica amministrazione”.

Il cuore della questione: sconto se paghi subito, tassa se fai ricorso al Giudice di pace. Pro o contro l'auto l'automobilista multato?
“Credo che l'intero procedimento dei ricorsi contro le multe andrebbe rivisto. Attualmente, è palesemente sbilanciato, disincentivando di fatto i ricorsi anche fondati su validi motivi. Faccio un esempio. Multa per divieto di sosta di 40 euro (arrotondo per chiarezza). Se si paga entro 5 giorni, la multa scende a 28 euro. Se il cittadino ritiene che ci sia una palese violazione, nel caso di ticket scaduto a esempio, e vuole impugnare il verbale, dovrà: 1) anticipare il contributo unificato di 43 euro; 2) predisporre il fascicolo per l'udienza; 3) depositare il fascicolo recandosi in cancelleria; 3) attendere la fissazione dell'udienza e parteciparvi obbligatoriamente; 4) dopodiché, in caso di accoglimento del ricorso, dovrà attendere i tempi per la restituzione dei 43 euro. È logico che, stando così le cose, la maggior parte dei cittadini preferisca pagare subito, ma ritengo che l'intera procedura sia eccessivamente afflittiva per il ricorrente. Questo tipo di ricorso, proprio perché può essere patrocinato da solo, senza l'assistenza di un avvocato, dovrebbe essere gratuito e interamente telematizzato”.

Sconto; tassa: c'è perfino chi vede qualche profilo di incostituzionalità: che ne pensa?
“Certo, io stessa intravedo evidenti dubbi di legittimità costituzionale sotto il profilo della violazione dell'articolo 24 della Costituzione, che dovrebbe garantire a tutti l'accesso alla giustizia e il diritto di difesa complessivamente inteso”.

Ma perché la cosa vada davanti alla Corte costituzionale, che serve?
“È necessario che la parte o il giudice eccepisca durante la discussione l'incostituzionalità della legge. A quel punto però il procedimento si sospende in attesa della decisione della Corte costituzionale. In genere, il ricorrente vuole concludere in fretta la procedura, ma non escludo che esistano questioni già pendenti o che vengano sollevate in futuro. È ammesso, poi, anche un giudizio in via principale che è consentito soltanto al Governo, per conto dello Stato, e alle Regioni. Ma ritengo che, nel caso delle multe, sia più probabile un giudizio in via incidentale”.

Per chi non vuol pagare con lo sconto, e non vuol tirar fuori la tassa, c'è pur sempre il Prefetto…
“Sì, però bisogna ricordare che, se il Prefetto respinge il ricorso, la sanzione pecuniaria è raddoppiata per legge. In ogni caso, contro l'ordinanza di rigetto del Prefetto si può fare ricorso al Giudice di pace entro 30 giorni dalla notifica dell'ordinanza”.

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