Multe legate alla cilindrata: una gran cavolata!

Il Movimento 5 Stelle vuole modificare il Codice della strada: punta alle multe legate alla cilindrata

15 ottobre 2013 - 6:00

Più alta la cilindrata, più cara la multa: è questa la logica del disegno di legge presentato dal deputato Movimento 5 Stelle Michele Dell'Orco. Che punta a sanzioni proporzionali alla cilindrata dell'auto. “Ogni anno – argomenta il parlamentare – vengono staccate circa 14 milioni di multe: 1.600 l'ora. La maggior parte di queste resta inevasa, lasciando buchi milionari nei bilanci delle amministrazioni, per le quali questo strumento ormai costituisce semplicemente un modo per fare cassa. Si tratta di una forma di ‘rastrellamento' che non tiene in alcun conto le distanze economiche tra cittadino e cittadino”. Ecco allora la soluzione, a parere di Dell'Orco: pagare la multa proporzionalmente alla propria capacità contributiva. Il parametro della condizione economica basata sulla potenza del veicolo guidato “è in linea – dice – con il principio già adottato per il bollo auto: più il mezzo è potente, più paghi. La potenza del motore incide sul costo di base del veicolo e, dunque, può essere considerato indicativamente un elemento valido per fornire un'indicazione sulle capacità economiche del suo proprietario”.

NO, NON CI SIAMO – Quella di Dell'Orco (che peraltro, stando a indiscrezioni online, era stata accennata anche da un esponente del Partito democratico) non è certamente una soluzione valida. Per capirsi, se la macchina vale 2.000 euro ed è un usato di 3.000 cc, il proprietario pagherebbe quanto chi possiede una Porsche nuova di zecca. O quanto la moglie di un uomo ricchissimo, la quale ama circolare con un'utilitaria mille di cilindrata. Sicché, si avrebbe una grave stortura, con il povero che pagherebbe quanto il povero. La proposta dei grilli è quanto di più stupido possano inventarsi e pensare. Quelli del Movimento 5 Stelle hanno mai sentito parlare di propulrosi sottodimensionati, di downsizing? Stare a discutere di cilindrata è obsoleto e lascia trasparire una assoluta ignoranza sul tema: oggi esistono motori di cilindrata ridotta, solitamente abbinati a un turbocompressore di nuova generazione, capaci di esprimere prestazioni confrontabili con propulsori di cilindrata superiore, ma con consumi ed emissioni inferiori. Un esempio? Il Multiair Fiat 900 cc, che consente una forte riduzione dei consumi, con prestazioni pari ai motori di cilindrata maggiore. O i motori TSI della Volkswagen, come il 1200 cc TSI: stessa potenza di 77 kW dei suoi predecessori con 1598 cc. In conclusione, è davvero meglio che i politici del M5S inizino a cercare qualche consulente che li aiuti a non fare proposte stupide nel campo motori. A meno che non sia solo un tentativo per farsi pubblicità, cosa che spesso i politici fanno quando parlano di Codice della strada: ma è davvero una pubblicità a loro favore? O fanno solo la figura degli incompetenti?

LA SECONDA IN POCHI GIORNI – Secondo Dell'Orco, “per alcune persone, una multa rappresenta un salasso, per altre costituisce poco più di un fastidio. Il risultato è che il meccanismo sanzionatorio, così come previsto attualmente dal Codice della strada, non è dissuasivo allo stesso modo per tutti, perché la sanzione comminata per una stessa infrazione, in proporzione, rappresenterà una pena maggiore per un soggetto con un reddito basso rispetto a uno dal reddito più elevato”. Un'uscita, quella del grillino, che fa il paio con la precedente dichiarazione del sottosegretario ai Trasporti Erasmo D'Angelis (Partito democratico), il quale – come ha subito spiegato SicurAUTO.it – vuole introdurre nel Codice della strada una modifica importante: le multe stradali legate al reddito: “Nella riforma del Codice della strada discuteremo sanzioni in base al reddito per chi supera i limiti di velocità di più di 20 km/h. Adesso le multe per eccesso di velocità, causa principale degli incidenti stradali, crescono al crescere della velocità, ma se sono uguali per tutti i cittadini non hanno lo stesso potere di deterrenza. Infatti, per contribuenti con redditi e auto molto sopra la media, una multa pesante può risultare di fatto leggera”.

QUESTA È CONDIVISIBILE – Così, non si avrebbero più le multe identiche per tutti, poveri e ricchi, ma differenziate per reddito. Proposta ragionevole, ma non nuova: a dire il vero, era il 12 dicembre del 2008 quando sul forum di SicurAUTO.it proponevamo le multe proporzionali al reddito. Una follia secondo alcuni, una cosa ragionevole secondo altri. Sta di fatto che già in occasione dell'Eicma del 2009 portammo alla firma dei visitatori una serie di proposte sulla sicurezza stradale, tra cui proprio quella delle multe proporzionali al reddito. Questo perché, oggi come allora, chi ha un reddito medio-alto tende a non prendere con la dovuta attenzione la possibilità di incorrere in una multa poiché, comunque, l'importo sarebbe molto al di sotto del proprio reddito. Il che avviene specialmente per quanto riguarda i limiti di velocità. La nostra proposta non aveva (e non ha) l'intenzione di criminalizzare una specifica fetta della popolazione, ma semplicemente vuole porre tutti sullo stesso piano. Già allora la nostra proposta suscitò molto interese, tuttavia c'era qualcuno che obiettava: “I veri ricchi non dichiarano nulla al fisco, quindi continuerebbero a pagare poco”. Forse è vero, ma oggi tra Equitalia sempre più feroce, sistema Serpico e Agenzia delle Entrate più attiva, il problema dell'evasione fiscale sta diventando minore. Inoltre già ci sono centinaia di migliaia di cittadini che dichiarano redditi medio-alti: iniziamo da questi, e piano piano si vedrà.

4 commenti

Giorgio
20:20, 15 ottobre 2013

Il povero pagherebbe quanto il povero? Lapalissiano.

Daniele
16:27, 17 ottobre 2013

La gran cavolata l'avete fatta voi!!
La proposta di legge di dell'Orco non tratta di multe legate alla cilindrata ma bensì alla potenza del mezzo.
La prossima volta invece di fare i sapientoni parlando di dowsizing, cercate di informavi prima di scrivere un articolo.
Se poi vogliamo discutere la proposta nel merito, direi che si tratta di una semplificazione forse eccessiva.

Giancarlo
17:52, 26 ottobre 2013

Indubbiamente quando si scrive un articolo e quindi si fa informazione bisogna essere preparati, forse molto di più di chi fa una proposta in parlamento. Le proposte assurde in parlamento spesso sono molto più pesanti di quella proposta dal Pentastellato Dell'orco.
Quella di dell'orco essendo una proposta è soggetta a giudizio, verifica, e modifica dagli altri parlamentari, invece sparare giudizi su una proposta riportata male equivale a disnformare…. e questo è il vecchio e stantio sistema di informazione pubblica e di parte.
Detto questo, la Proposta di Dell'Orco nel definire i parametri di calcolo di una sanzione per infrazioni del codice della strada, sicuramente ha bisogno di correzioni, che qualunque cittadino mettendosi un contatto con il parlamentare può suggerire con la certezza di essere ascoltato, differentemente da quando accade con parlamentari di altri schieramenti.
Personalmente penso che la sanzione debba considerare la difficoltà di accertamento, la pericolosità effettiva dell'infrazione commessa, il tipo di patente del “pilota”, la potenza e non la cilindrata del mezzo, l'effettiva e regolare revisione del mezzo, il reddito del conducente in quel momento….
Saluti

Daniele
15:55, 4 gennaio 2014

La redazione di Sicurauto ha riportato un'informazione errata.
E' vero o no?

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