Multa presa all'estero: ora è più difficile non pagarla

Quali sono le regole per la notifica dei verbali agli stranieri? E se l'auto ha la targa estera ma resta in Italia la multa arriva ugualmente a casa?

27 aprile 2015 - 12:00

Se con un veicolo con targa italiana circoliamo all'estero e commettiamo una violazione alle norme del codice stradale locale, come dobbiamo comportarci? E se arriva il verbale a casa? Molti Stati, soprattutto appartenenti all'Unione Europea inviano una lettera che informa dell'accertamento dell'infrazione: in tal caso è bene pagare subito, utilizzando il bollettino allegato, o tramite le coordinate bancarie internazionali indicate nella lettera, perché non arriveranno altre comunicazioni. In caso di inadempienza, la pratica viene affidata, di regola, ad una società di recupero crediti con notevole aumento delle spese da pagare, fino addirittura a raddoppiare. Di regola per l'invio della lettera informativa gli Stati esteri utilizzano la raccomandata internazionale; alcuni invece inviano la comunicazione con semplice posta ordinaria. La situazione però si complica quando non è possibile risalire ai dati del proprietario del veicolo, si tratta spesso delle auto nate o immatricolate in Italia per la prima volta ma “naturalizzate” all'estero.

LE REGOLE EUROPEE – Il Parlamento Europeo, già dal 2011 (anche se la procedura è entrata in vigore nel 2014, ed attualmente è in fase di modifica)  ha dato il via alle nuove regole sulla cooperazione di polizia in materia di accertamento delle violazioni del codice della strada, con una direttiva già recepita in Italia (ma entro il 6 maggio p.v. dovrà essere recepita la nuova direttiva in materia) che ha previsto una specifica procedura di notificazione dei verbali per alcune più gravi violazioni alle norme sulla sicurezza della circolazione stradale. Nel mirino figurano in particolare i quattro “big killers” che provocano il 75% delle vittime della strada: la velocità, il mancato rispetto dei semafori, il mancato uso delle cinture di sicurezza e la guida in stato di ebbrezza. “…Le probabilità che un conducente straniero commetta un'infrazione sono tre volte superiori rispetto ad un residente. Queste nuove disposizioni dovrebbero avere un forte effetto deterrente e indurre i conducenti a modificare il loro comportamento. Molti sembrano ancora ritenere che quando sono all'estero le norme non valgano nei loro confronti. Voglio ribadire invece che esse valgono per tutti e intendiamo farle applicare”, queste le parole di Siim Kallas, vicepresidente della Commissione Europea e responsabile per i trasporti, nel 2011. I dati a disposizione dell'UE indicano che i conducenti stranieri rappresentano il 5% del traffico ma sono responsabili del 15% delle infrazioni per eccesso di velocità. Molte infrazioni restano impunite in quanto gli Stati non sono in grado di perseguire i responsabili dopo che questi sono tornati nel loro paese. La proposta di direttiva sull'applicazione transfrontaliera delle norme in materia di sicurezza stradale mira a porre rimedio a questa situazione. I ministri hanno raggiunto un accordo su un testo che si concentra sulle infrazioni che hanno gravi conseguenze per la sicurezza stradale, tra cui i quattro “big killers” che provocano il 75% delle vittime della strada:

  • la velocità
  • il mancato rispetto dei semafori
  • il mancato uso delle cinture di sicurezza
  • la guida in stato di ebbrezza

nonché

  • la guida sotto l'influenza di sostanze stupefacenti
  • il mancato uso del casco
  • l'uso non consentito di una corsia di emergenza
  • l'uso del telefono portatile durante la guida.

COME FUNZIONA LA NOTIFICA DEL VERBALE? – Le proposte adottate permettono di identificare i conducenti UE che verranno quindi perseguiti per le infrazioni commesse in uno Stato membro diverso da quello di immatricolazione del loro veicolo. In pratica, le nuove norme permetteranno di istituire una rete elettronica per lo scambio dei dati necessari tra lo Stato nel quale è stata commessa l'infrazione e quello dove il veicolo è stato immatricolato. Una volta a conoscenza del nome e dell'indirizzo del proprietario del veicolo, gli verrà inviata una lettera di informazione, secondo un modello stabilito dalla direttiva stessa. Spetterà allo Stato membro dove è stata commessa l'infrazione decidere quale seguito darvi. La direttiva non armonizza la natura dell'infrazione né le sanzioni previste. Pertanto continueranno ad applicarsi le norme nazionali dello Stato membro dove è avvenuta l'infrazione per quanto riguarda sia la natura di quest'ultima che le sanzioni ad essa collegate. Di particolare interesse per quanto riguarda la circolazione dei veicoli esteri in Italia, e della conseguente difficoltà a individuare i trasgressori per le violazioni alle norme del codice stradale, con riguardo, soprattutto, alle violazioni accertate mediante apparecchiature elettroniche (autovelox, photored…), è il cosiddetto leasing tedesco, che crea anche un danno per il fisco.

IL C.D. LEASING TEDESCO – Esso consiste nel vendere la propria autovettura di lusso ad una società di noleggio (tedesca, o che comunque abbia una sede in Germania), la quale provvede all'immatricolazione con targa tedesca. Con tale società il venditore stipula un contratto di noleggio a lungo termine, mantenendo quindi l'uso e la disponibilità del veicolo, non più, però a titolo di proprietà: questo gli consente di non rispondere più, almeno nell'immediatezza, delle eventuali violazioni commesse, ma che dovranno essere notificate al proprietario del veicolo. Per quanto riguarda le notifiche dei verbali in Germania, per il momento, in attesa di adottare la nuova procedura, è possibile ottenere sia i dati di proprietà di un veicolo, sia ottenere la notificazione del verbale del codice della strada, secondo la vecchia procedura di cui alla Convenzione di Strasburgo del 1978; inoltre le autorità tedesche sono molto efficienti e rapide nel fornire supporto agli organi di polizia italiani, per cui la percentuale di pagamento dei verbali indirizzati a cittadini tedeschi è superiore a quella di altri Stati esteri.

I VEICOLI INTESTATI A STRANIERI MA UTILIZZATI IN ITALIA – Negli ultimi periodi si assiste sempre più spesso alla situazione per cui un veicolo con targa italiana venga radiato dal PRA per esportazione: in questo caso le targhe del veicolo devono essere restituite per essere distrutte. Il veicolo, di regola di grossa cilindrata, viene esportato, solitamente in un Paese dell'est europeo e immatricolato in nome di persona compiacente, ma il veicolo circola regolarmente sul territorio italiano, condotto dal suo precedente proprietario. In tale caso, se viene commessa una violazione alle norme del codice stradale, il relativo verbale deve essere notificato al proprietario del veicolo, residente all'estero. Le procedure per la notifica sono molto complesse, perché è necessario contattare il competente PRA,  o altro Ente, straniero per venire a conoscenza dei dati del proprietario del veicolo, per eseguire successivamente la notifica. Per alcuni Stati dell'Unione Europea, il contatto funziona molto bene e quindi si riesce facilmente a raggiungere il proprietario. Per altri Stati (soprattutto extraUE) invece non è possibile ottenere i dati dell'intestatario del veicolo, e quindi si rende impossibile procedere alla notifica con buona pace dei conducenti più furbi! L'unica soluzione affinché l'infrazione non resti impunita è quella di fermare sempre il veicolo e contestare la violazione, con obbligo del pagamento immediato, trattandosi di veicolo immatricolato all'estero.

4 commenti

Mina
18:38, 18 luglio 2015

Entrando in Ungheria dalla Croazia , su unica strada possibile ,senza nulla che segnalasse la necessita oppure un punto vendita del bollino autostradale ……..dopo due mesi :LA MULTA . 89 euro !!!!!!!! Appena entrati dopo la frontiera abbiamo seguito indicazioni per strada bassa HEVIZ .Non capiamo da dove ed il perché !!!!!! Cosa dobbiamo fare ? Ricorso , pagare ??????? Grazie , Brioni

Ezio
10:37, 8 aprile 2016

Buongiorno, mercoledì 06/04/2016 ho trovato in buchetta busta con il Verbale di Contravvenzione di un superamento della velocità consentita, presa in Francia questa estate. Considerato che non ho visto nessun tipo di Radar o pattuglie stradali,fermo restando che se l'infrazione è stata commessa pagherei la sanzione, ma la cosa che mi lascia perplesso è che se compilo il modulo per consultare la posizione della pratica d'infrazione una volta inviati i dati, questa a piè pagina mi ritorna con la dicitura: “nessuna pratica corrisponde a questi dati” – ( i dati inseriti sono corretti, seguendo scrupolosamente le indicazioni date, per scrupolo ripetute più volte).
A questo punto vorrei sapere cosa fare, anche perchè il verbale porta la data del 01/03/2016 è se voglio pagare senza sanzioni ulteriori, deve essere pagata entro i gg 46 da quella data, è non manca molto.
Qualcuno può darmi suggerimenti?

fortunato
15:50, 23 agosto 2016

Ho ricevuto una multa per autovelox dalla Francia con lettera ordinaria.devo pagare?

Mark
13:24, 24 novembre 2017

Se si trasgredisce si paga !! ed è giusto che sia così ovunque…… ma ovunque allor quando qualche deficente non abusi della popria posizione giuridica solo per esaudire stupidi risentimenti antitaliani e nello specifico mi rivolgo a certi squallidi personaggi partoriti in ungheria, slovenia e da qualche tempo anche in polonia. Non si può far di tutta l'erba un fascio ma purtroppo a me pare che si stia andando sempre di più verso un peggioramento della situazione…. in una sola parola abuso di potere con sottofondo razzista.

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Come risparmiare sull’acquisto delle gomme invernali e quattro stagioni

Hankook – Audi: tutte le gomme in primo equipaggiamento sull’SQ8

Multe stradali ai minorenni

Multe stradali ai minorenni: chi paga le sanzioni?