Minicar insicure? L'Italia potrebbe vietarne l'omologazione

Su bagnato sbandano anche a bassa velocità, sono costruite con materiali troppo fragili e i loro crash test sono poco affidabili. La sicurezza delle microvetture va quindi migliorata

24 dicembre 2010 - 12:40

Le minivetture contengono elementi di pericolosità per gli occupanti dovuti anche alla fragilità dei materiali con le quali sono costruite, che sono troppo leggeri, ma che vengono adottati per consentire a questi vecoli di rientrare nei 350 kg di peso che costituiscono quello massimo omologabile. Queste le conclusioni che il presidente della Consulta per la Sicurezza Stradale della provincia di Roma, Marcello Aranci, ha riferito ai sostituti procuratori Lina Cusano e Laura Condemi, che hanno avviato un'inchiesta sulla sicurezza delle minicar dopo alcuni gravi incidenti che le hanno viste coinvolte nella capitale.

SBANDAMENTI – In uno di questi, il 12 aprile scorso, è deceduta la giovanissima Federica Lupi. Alessandro Michelon, il perito che funge da consulente dell'accusa nell'inchiesta sulla morte di Federica (un procedimento seguito dalla stessa Laura Condemi) ha sottolineato, oltre alla leggerezza dei materiali, che quando le minicar circolano su strade bagnate sono soggette a sbandamenti anche se procedono a velocità modeste e che i crash test alle quali vengono sottoposte in fase di omologazione sono scarsamente affidabili (ricordiamo che la normativa NON prevede crash test “full scale”, cioè con veicolo intero. Per conoscere le prove leggi l'inchiesta di SicurMOTO.it). Del resto, se l'indagine conoscitiva avviata dai due magistrati dovesse concludere che tali veicoli sono davvero insicuri, l'Italia potrebbe appellarsi all'art. comma 6 di una direttiva europea, la 2002/24/CE, che consente a uno stato dell'Unione di rifiutarsi di omologarli. È ovvio che un provvedimento del genere provocherebbe la scomparsa del mercato delle minicar e delle aziende che le producono. Aranci ha quindi suggerito che una possibile soluzione per aumentare la sicurezza delle minicar, che il Codice della Strada classifica “quadricicli leggeri”, può essere quella di innalzarne il peso massimo imposto.

SICUREZZA SÌ – I costruttori dei quadricicli, riuniti nell'ANCMA si sono detti pronti a implementare tutti i dispositivi utili a renderli più sicuri (oggi limitati alle sole cinture di sicurezza) e hanno suggerito anche una soluzione alternativa: tenere fermo il limite di 350 kg, ma non considerando incluso in quel peso quello dei dispositivi di sicurezza eventualmente installati. È comunque evidente che qualche provvedimento in merito va preso e deve andare nella direzione di consentire ai costruttori di installare tutto ciò che serve alla sicurezza, cosa oggi impraticabile a causa dei vincoli di omologazione. La sicurezza delle microvetture va infatti incrementata anche se l'ANCMA, citando i dati del 2008 (385 sinistri con 18 morti e 610 feriti), ha dichiarato “trascurabile” l'incidentabilità riferibile alle microcar in Italia. Conclusioni che contrastano con quelle di SicurMOTO.it, secondo le quali l'indice di mortalità delle minicar è il triplo di quello riscontrato per le automobili e il doppio di quello dei motocicli.

CRASH TEST – Da sempre SicurAUTO.it si è schierata contro queste microcar che danno una falsa sensazione di sicurezza, per di più  vegono guidate senza cinture (l'obbligo è recente, ma l'abitudine è difficile da inculcare) e modificate nella loro potenza, cosa che le rende ancora più pericolose. Numerosi crash test mettono in evidenza le loro scarse qualità costruttive (conseguenti di quanto già detto) e solo pochi produttori dichiarano di stare lavorando su crash test sempre più duri (leggi quali sono questi produttori). Qui di seguiti vi segnaliamo alcuni test che abbiamo recensito nel sito qui e qui.

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