Auto robot: Toyota investe 5,5 milioni di dollari con Microsoft

Toyota e Microsoft rafforzano il sodalizio per sviluppare nuovi sistemi di adattamento alla guida: l'auto robot imparerà dall'uomo

6 aprile 2016 - 10:00

Con il progresso tecnologico applicato al mondo dell'automotive i Costruttori non possono evolvere gli apparati delle proprie auto completamente soli, così Toyota rafforza ancora di più la propria partnership con Microsoft per riuscire a proporre sistemi sempre più avanzati a bordo delle proprie auto.

TELEMATICA AVANZATA Nonostante Toyota e Microsoft collaborino già dal 2011 il colosso giapponese ha avviato una cospicua campagna investimenti assieme all'azienda leader nel settore tecnologia e software: ben 5.5 milioni di dollari per sviluppare il Toyota Connected, capitanato da Zack Hicks (vice-presidente di Toyota Motor Nord America) e con base operativa a Plano, in Texas. Nel mirino del Costruttore c'è il database cloud Azura di Microsoft, che con i suoi dati potrebbe fornire un grande aiuto nello sviluppo di tecnologie mirate a fornire nuove tipologie di assistenza alla guida. Tutto questo in una salsa ancora non vista o provata.

L'AIUTO VIENE DALL'AUTO STESSA Il fine ultimo di Toyota e Microsoft è quello di rendere l'auto una sorta di estensione naturale del guidatore, grazie alla capacità di adattamento e diagnosi delle abitudini di guida. I sistemi elettronici potrebbero adattarsi in modo completamente autonomo all'utilizzatore, accumulando nel tempo una serie di dati (sensibili) grazie ai quali fornire un'esperienza di guida più piacevole. Tra gli esempi chiamati in causa dai due colossi ci sarebbe la possibilità di monitorare la frequenza cardiaca dell'automobilista e prendere provvedimenti in caso di anomalie, chiamando un medico, oppure in alternativa la prenotazione ed il pagamento del parcheggio mentre si raggiunge lo stadio per andare a seguire la partita della propria squadra del cuore. Una sorta di auto autonoma quindi, ma a differenza di quanto visto finora non è l'atto di guidare ad essere svolto in automatico (Leggi il progetto DeepDrive per la guida autonoma) ma il supporto vitale all'automobilista.

CREEREMO I PROFILI UTENTE? La perplessità che sorge più spontanea dinanzi ad un'auto che “legge” le abitudini di chi la guida e si regola di conseguenza è quanto questa possa essere interscambiabile. L'esempio arriva dalla classica famiglia, nella quale l'auto è condivisa da più di una persona: cosa succede se l'auto, anziché essere guidata dal padre, viene lasciata al figlio? Una delle soluzioni più ovvie ed immediate sarebbe la possibilità di creare dei profili utente diversi, all'interno dei quali immagazzinare di volta in volta i dati personali di utilizzo. In un prossimo (o meno prossimo) futuro potremmo quindi creare del backup ad hoc da selezionare prima di utilizzare l'auto, o da importare da periferiche esterne per adattare qualsiasi auto alle proprie abitudini. Al momento sono solo idee, ma prendendo spunto da come tutti i giorni utilizziamo gli smartphone ci sembra lecito pensarla in questo modo.

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