Mezzi pubblici gratis ai disoccupati: passa la proposta M5S

Dopo i tentativi del Governo di bloccarla, è stata accolta la proposta di far viaggiare gratis chi ha perso il lavoro o dichiara meno di 20.000 euro

19 dicembre 2015 - 13:45

Mezzi pubblici gratis ai disoccupati e ai meno abbienti: alla fine, il MoVimento 5 Stelle ha vinto. La sua richiesta è stata accolta, dopo svariati tentativi del Governo Renzi di ostacolarla. Si tratta di una proposta che da mesi il M5S sta spingendo con una risoluzione che qualche giorno fa è stata votata all'unanimità, anche dagli altri partiti, dalla Commissione Trasporti della Camera. I grillini hanno impegnato l'Esecutivo a prevedere nei contratti di servizio misure agevolative per far viaggiare gratis chi ha perso il lavoro da meno di 3 anni e chi dichiara meno di 20.000 euro. “È una risoluzione – dicono i deputati del MoVimento 5 Stelle – che ristabilisce equità e soprattutto garantisce il diritto all'accesso al trasporto pubblico per i milioni di cittadini italiani che vivono difficoltà economiche”. Siamo alle prime battute; dopodiché, se tutto andrà a buon fine, serviranno disposizioni concrete a livello locale perché la norma diventi effettiva.

SECONDO PUNTO: SOLDI AI TRASPORTI – Il provvedimento prevede anche misure per aumentare il fondo statale sui trasporti pubblici di 50 milioni l'anno. “Un atto importante – commenta Michele Dell'Orco, primo firmatario della risoluzione – che ha visto il voto unanime di tutti, mentre il Governo lo voleva bocciare. Quello dei trasporti pubblici locali è un problema gravissimo che attende da anni una riforma organica. Nel frattempo, questo impegno preciso dato all'Esecutivo riuscirà a dare una risposta alle esigenze più cogenti”. In linea, d'altronde, col programma di Beppe Grillo, come potete leggere qui.

UN PAIO DI OSSERVAZIONI – Quando si tratta di esenzione dal pagamento, la soluzione perfetta non esiste; e anche in questo caso ci sono alcune questioni che restano in piedi. Primo: viaggia gratis il disoccupato che è tale da meno di 3 anni. Quindi, quello che è senza lavoro da 4 anni, paga. A meno che abbia un reddito inferiore ai 20.000 euro: in questo caso, viaggia gratis. La logica c'è: sì ai mezzi pubblici gratis, però con un limite. I “non attivi” con reddito over 20.000 euro non rientrano fra gli agevolati, ma solo i disoccupati under 3 anni. Secondo: per non abbiente, s'intende chi dichiara meno di 20.000 euro. E qui si entra in un campo minato. È risaputo che qualche furbetto riesce a vivere come un parassita sociale, senza pagare tasse, dichiarando un reddito bassissimo: costoro, per paradosso, avranno i mezzi pubblici gratis. D'altronde, l'identico problema ci sarebbe se le multe da Codice della Strada fossero proporzionate al reddito: vedi qui.

MA I MEZZI PUBBLICI VANNO MIGLIORATI – Al di là dei mezzi pubblici gratis per determinate fasce della popolazione (occhio, nulla a che vedere con l'iniziativa estemporanea di Milano), il discorso sulla mobilità locale è complesso. In estrema sintesi, ormai da anni i Comuni arrancano, senza un piano organico che renda davvero efficiente i mezzi pubblici (e non si capisce dove vadano a finire gl'incassi delle multe e i soldi delle tasse), tanto che il veicolo privato resta il preferito dagl'italiani. Proprio nelle scorse ore, l'Asstra (Associazione società ed enti trasporto pubblico locale di proprietà di Enti locali, Regioni e di imprese private) è intervenuta a gamba tesa sul tema: “Riforma trasporto pubblico locale, concorrenza reale e equa, investimenti di lungo respiro. Sono questi gli interventi strutturali di cui il settore dei trasporti pubblici ha bisogno ora perché le città italiane hanno  bisogno di reti di trasporto pubblico all'altezza delle esigenze. Non c'è più tempo da perdere. Bisogna che la politica sciolga quei pochi ma fondamentali nodi che bloccano la crescita del settore dei trasporti pubblici locali, unica vera risposta strutturale per abbattere l'inquinamento atmosferico nei centri urbani e arginare lo strapotere dell'automobile nel consumo di suolo pubblico soprattutto nei centri storici delle città italiane. Il trasporto pubblico locale deve poter diventare in tutta Italia la scelta modale da preferire. Sicuramente i cittadini accettano volentieri di pagare il giusto prezzo per un buon servizio”. E ancora, è Massimo Roncucci, presidente dell'Asstra, a spingere: “Sbloccare subito il fondo per il rinnovo degli autobus, per dare l'avvio immediato all'uso delle risorse e quindi allo smaltimento degli autobus più vecchi e inquinanti. Abbiamo un'urgenza totale di investimenti importanti per sviluppare i sistemi rapidi di massa come metro e tramvie e di cominciare a svecchiare la nostra flotta per abbassare i costi, migliorare il servizio, ridurre il gap che ci divide dal resto d'Europa dove viaggiano dei bus con una età media di 7 anni, contro i 12 anni in casa nostra, soprattutto aiutare le città a respirare e uscire dalla morsa del traffico privato”.

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