Mercato auto Italia: fino a quando continuerà a crescere?

Il 2015 si chiuderà con un milione e mezzo di immatricolazioni. L'Unrae prevede un trend positivo fino al 2018

30 luglio 2015 - 10:00

Il Fisco cerca in tutti i modi di affossare il mercato dell'auto nuova in Italia; i nostri politici escogitano di continuo norme che disincentivano l'acquisto di vetture (dalle accise alle regole sulle Rca); ma, nonostante tutto, le vendite nel Belpaese si alzano. Parliamo di lievi miglioramenti, in concomitanza con la recessione, che si fa sentire specie per le famiglie: i numeri non sono male grazie alle società di noleggio. Secondo le previsioni Unrae (Unione case estere), il mercato delle vetture nel 2015 è atteso raggiungere 1.535.000 unità vendute, in crescita del 12,8%, con quasi 175.000 auto in più di quanto immatricolato nel 2014.

SU PARAMETRI PRECISI – L'Unrae si avvale di un modello econometrico sviluppato ad hoc, per fondere i le tendenze economiche con quelle del settore auto. Ne è venuta fuori una previsione di medio periodo sulle immatricolazioni del mercato italiano dei prossimi tre anni e una stima verso i prossimi 7 anni. Sostenuto dalla ripresa dei consumi, dal ruolo del noleggio e dalle azioni commerciali delle case con le proprie reti distributive, il mercato delle auto salirà. Il recupero del mercato dovrebbe, pertanto, accelerare l'inversione di tendenza dello scorso anno, portando quindi le vendite a superare la soglia di 1,5 milioni, allineandosi ai valori del 1980. Il biennio 2015-2016 evidenzierà per l'economia italiana un percorso di crescita moderata, mentre negli anni successivi lo sviluppo dovrebbe procedere con maggiore regolarità, accompagnato anche da un lieve calo della disoccupazione.

VEDIAMO IL 2018 – Il 2016 dovrebbe raggiungere le 1.640.000 vetture immatricolate, in crescita del 6,9% rispetto all'anno precedente. Nel 2017 il mercato dovrebbe poi recuperare circa 80.000 unità per raggiungere le 1.720.000 vendite, in progressione del 4,9%. Solo nel 2018 le immatricolazioni di auto dovrebbero sfiorare la soglia di 1,8 milioni di unità, esattamente 1.790.000 (+4,1%). Gli incrementi dei successivi anni sono previsti in ridimensionamento, per i tassi di crescita della nostra economia che resteranno bassi e il progressivo invecchiamento della popolazione. Questo ritmo di crescita non consentirà al parco circolante un ringiovanimento sufficiente e con 9,5 anni di età media resterà tra i più vecchi in Europa.

TROPPO PIANO – Ma giustamente l'Unrae, per bocca del presidente Massimo Nordio, evidenzia che, “senza interventi strategici e strutturali di politiche di rinnovo dell'anziano parco circolante in Italia, non potremo risolvere i problemi di sicurezza, di costo sociale e di ambiente che ci portiamo dietro. Assistiamo a una sostituzione troppo lenta del parco e non è ulteriormente sostenibile che le relative politiche siano delegate alla responsabilità delle case con le loro reti”. Ecco la richiesta la governo Renzi: “È fondamentale che lo Stato programmi per la prossima legge stabilità interventi a sostegno delle famiglie per stimolare il rinnovo del parco anziano. E sfrutti l'opportunità delle auto aziendali per aiutare fiscalmente il comparto ad alleggerire i propri costi di gestione e guadagnare competitività”. Cadrà nel vuoto questa richiesta? Per paradosso, il rischio è che, con il disegno legge concorrenza, le norme anti-concorrenziali e a favore delle assicurazioni impediscano importanti ribassi tariffari in materia di Rc auto. Alla fine, l'esecutivo nulla ha fatto in materia di bollo e superbollo (se non imporre la tassa alle auto storiche). La politica fiscale che riguarda l'auto continua a essere opprimente…

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