Marchionne: “Fiat oggi è un mercato globale”

Marchionne: “Fiat oggi è un mercato globale” Entro il 2015-2016 il Lingotto raggiungerà il pareggio di bilancio in Europa

Entro il 2015-2016 il Lingotto raggiungerà il pareggio di bilancio in Europa

15 Aprile 2013 - 07:04

Da quando Sergio Marchionne è arrivato al Lingotto, la capitalizzazione del Gruppo Fiat (inclusi autocarri, macchinari e componenti) è salita da 6 a 16 miliardi (+ 161%), molto meglio del 70% del settore europeo. Tanto di cappello al manager italo-canadese, ammirato sempre di più negli Usa. E vincente sarà, a nostro parere, la sua ambiziosa mossa, quella di puntare sui marchi d'eccellenza del Gruppo (Alfa Romeo, Jeep, Maserati) per aumentare la presenza sui mercati di tutto il mondo.

FIAT, GRUPPO GLOBALE – “Fiat è un gruppo globale e l'Italia rappresenta meno del 10% del totale per i marchi generalisti” – ha sottolineato l'ad Sergio Marchionne, nella recente assemblea degli azionisti, aggiungendo che “l'azienda ha preso come obiettivo il mondo e non è più dipendente da un mercato”. Marchionne ha poi ricordato la conversione delle azioni risparmio e privilegio che ha messo la società “in linea con la best practice dei grandi gruppi internazionali”. “Il 2013 si potrebbe chiudere in Europa con un ulteriore calo, sia pure moderato, il sesto consecutivo” del mercato dell'auto: “Sarebbe un risultato peggiore delle previsioni che abbiamo indicato a gennaio come base per i target 2013”, ha aggiunto l'ad, spiegando che “a fine aprile, quando pubblicheremo i dati del secondo trimestre, aggiorneremo i target 2013”.

DATI DI BILANCIO – Nella lunga relazione di presentazione del bilancio, l'ad Marchionne ha evidenziato che il 2012 si è chiuso con il miglior risultato nella storia della Fiat e tutti gli obiettivi sono stati raggiunti o superati. Quello del 2012 è anche il primo bilancio in cui i risultati del gruppo Chrysler sono stati consolidati per dodici mesi: i ricavi hanno raggiunto gli 84 miliardi di euro e l'Italia ha rappresentato meno del 10% del volume d'affari complessivo. L'utile della gestione ordinaria è stato di 3,8 miliardi di euro e l'utile netto superiore a 1,4 miliardi. Lo scorso anno il gruppo Fiat-Chrysler ha venduto 4,2 milioni tra vetture e veicoli commerciali (+6%) di cui 2,1 milioni di veicoli negli Stati Uniti, un milione in Europa e circa 980.000 in Brasile. Per il 2013 confermati i target finanziari: ricavi compresi tra 88 e 92 miliardi di euro, utile netto tra 1,2 e 1,5 miliardi e volumi di vendita tra 4,3 e 4,5 milioni di unità. I mercati in Nord America, America Latina e Asia sono in crescita.

PAREGGIO DI BILANCIO IN EUROPA ENTRO IL 2015-2016 – Al contrario in Europa è impossibile prevedere un'inversione di tendenza e per il sesto anno consecutivo il mercato subirà una flessione che dovrebbe essere contenuta intorno al 5%. Entro il 2015-2016, comunque, il Lingotto raggiungerà il pareggio di bilancio in Europa.

IN ITALIA UN MERCATO DI 1,3 MILIONI Di UNITA' – Per quanto riguarda l'Italia l'amministratore delegato stima un mercato di 1,3 milioni quest'anno.

DALL'ORLO DEL FALLIMENTO A OGGI – Nel 2004 quando Marchionne si mise al timone, Fiat era in un profondo rosso e sull'orlo del fallimento, fatturava 27 miliardi di euro e dipendeva per il 92% dall'Europa, vendeva 1,8 milioni di vetture ed occupava l'undicesimo posto tra i costruttori. I dipendenti erano poco più di 100.000 oltre la metà concentrati in Italia. Quell'azienda ha spiegato Marchionne è diventata un gruppo internazionale capace di generare profitti che nel 2012 ha più che triplicato il fatturato, più che raddoppiato le vendite, è diventata il settimo costruttore al mondo dopo la Ford e i dipendenti sono arrivati a 250.000 nel mondo di cui il 40% in Europa. In termini assoluti i lavoratori Fiat in Europa sono aumentati di circa 15.000 persone in 9 anni.

FUSIONE FIAT- CHRYSLER – La fusione tra Fiat e Chrysler potrebbe concludersi entro il 1 giugno 2014 perché prima Fiat deve risolvere la questione relativa al prezzo della quota del 41,5% (varrebbe 4,2 miliardi di dollari) di Chrysler posseduta dal fondo di assistenza sanitaria Veba. L'arbitrato è stato affidato al tribunale del Delaware che dovrebbe pronunciarsi a breve. Se Veba accetterà l'offerta Fiat, da quel momento scatteranno i tempi tecnici della fusione e Fiat e Chrysler diventeranno un'unica società.

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