Mappe 3D e in HD: fondamentali per la vera guida autonoma

La guida autonoma affascina e spaventa e mentre tutti guardano al 2020 non ci accorgiamo di quanto sia già diversa l'auto che guidiamo

20 giugno 2018 - 11:22

La guida autonoma corre di pari passo all'auto elettrica, una road map su corsie separate che i Costruttori prevedono di far convergere a partire dal 2020 (guarda qui ad esempio il piano industriale di FCA che include anche i primi modelli a guida autonoma), se n'è parlato al recente tavolo tecnico Stati Generali 2018 organizzato da Autopromotec, la rassegna internazionale dedicata alle attrezzature e all'aftermarket automotive che abbiamo seguito live dall'Arena Unipol – leggi qui come cambierà il lavoro dell'autoriparatore dal 2030. Benché queste tappe siano per molti una realtà all'orizzonte con distacco, gli stessi automobilisti sfruttano già molte di quelle soluzioni che hanno automatizzato tutto ciò che prima richiedeva l'intervento del conducente. Ne abbiamo parlato direttamente con gli esperti Brembo e TomTom che fra brakebywire e mappe 3D ad alta definizione ci hanno aiutato a fare il punto sullo stadio di sviluppo della guida autonoma e quali carte ha da giocare l'Italia in questa corsa mondiale alle auto senza conducente.

UN'AUTO NUOVA E' GIA' PIU' AUTONOMA DI QUANTO SEMBRI “Noi abbiamo sviluppato già da diversi anni il sistema frenante brakebywire totalmente elettrico che utilizziamo in Formula1 con la Ferrari (un sistema simile a quello Continental lanciato sulle Alfa Romeo Giulia e Stelvio – leggi qui –  e che per motivi di omologazione deve essere affiancato da un sistema idraulico che garantisce la frenata in caso di avarie, ndr) – ci spiega Alberto Ferrari, Marketing Manager di Brembo – ed è questo il sistema che sarà equipaggiato sulle auto senza conducente quando si raggiungeranno i livelli più alti di automazione” (guarda qui cosa cambia dal livello 1 al livello 5 della guida autonoma, ndr). L'idea di perdere alcuni comandi o di affidarne altri a un computer (anche se momentaneamente, poiché per legge il conducente dovrà essere sempre capace di tornare ai comandi) innesca ancora in molti scetticismo, ma come ci fa notare l'ing. Ferrari di Brembo, “forse non tutti si accorgono che l'auto ha iniziato il suo percorso verso l'automatizzazione già diversi anni fa, basta pensare agli alzacristalli elettrici anteriori e posteriori o al pulsante del freno a mano elettrico, per restare su dispositivi ormai diffusi anche sui modelli più piccoli e meno costosi. Le prossime generazioni di automobilisti forse neppure sapranno come è fatta la leva del freno a mano che ha separato per decenni i sedili anteriori.” La guida autonoma quindi è un percorso già avviato, non privo di ostacoli da superare (sia tecnologici che normativi) di cui abbiamo parlato con Tomaso Grossi, Sr Product Marketer TomTom Automotive che ha risposto alle nostre domande qui sotto e ci ha aiutato a capire quali sono i punti deboli della guida autonoma ancora irrisolti e quali sono le strade intraprese dai principali player innovativi nel settore della guida autonoma con le Mappe 3D.

Le auto a guida autonoma nei test sono stracolme di telecamere sul tetto, cos'altro serve affinché sia affidabile la tecnologia?

Facciamo chiarezza un attimo sul fatto che al momento sul mercato ci sono solo sistemi autonomi di livello 2 o 2+, mentre l'automotive sta lavorando al lancio di livelli 3 e 4. Per i livelli di guida autonoma 1 e 2 il conducente svolge la parte più importante poiché è lui che gestisce i comandi principali e in questo caso i soli sensori e radar possono coprire l'80% delle funzionalità di autonomous driving. Quando però si passa a livelli 2, 2+ o anche 3 e 4 i soli sensori non sono più sufficienti. Dal momento in cui il sistema ha il controllo del  veicolo deve anche capire l'ambiente circostante. I sensori già riesco a sentire cosa c'è intorno all'auto, ma aggiungendo una mappa 3D si riesce a ridurre il gap tra percepire l'ambiente e capirlo. Ci sono stati sfortunatamente incidenti di cui si è letto in giro di veicoli a guida autonoma contro oggetti stazionari (ma anche altri più tragici contro “oggetti” mobili, ndr), questi incidenti si possono spiegare col fatto che i sensori di bordo potrebbero ignorare oggetti statici a certe velocità per non confondere il sistema.

In che modo una mappa 3D sarebbe di aiuto al sistema di guida autonoma?

Aggiungendo una mappa, si aggiunge un contesto, aiutando il sistema a capire se un oggetto è sulla strada, se è un guardrail. Con una mappa 3D (simile a quella nella foto sotto, ndr) si può determinare qual è l'esatta posizione del veicolo e quindi come il veicolo deve guidare, si ottimizza la funzione di sensing dei sensori presenti sul veicolo e si anticipa la pianificazione del percorso rispetto alla posizione dell'auto. Basta pensare che un radar “vede” a circa 200-250 metri e a 100 km/h i tempi di pianificazione di una manovra sono più “stretti” rispetto a un'auto dotata di mappa 3D che aiuta ad estendere il raggio d'azione dei sensori in particolari situazioni. La segnaletica orizzontale, ad esempio, spesso non aiuta i sensori a valutare l'ambiente poiché o le strisce sono consumate e non si vedono bene, o c'è troppa luce diretta (vedi l'incidente della Tesla di cui abbiamo parlato qui, ndr), tra le altre problematiche più frequenti. Le mappe possono risolvere queste criticità con la ridondanza: se una striscia non si vede bene, la mappa 3D interviene fornendo le informazioni sul percorso corretto. Un altro aspetto fondamentale è che le mappe 3D sono “goodweathersensor”, nel senso che non sono influenzate dal meteo o dalle condizioni di luce come invece lo sono i sensori. Si partirà gradualmente, quindi rendendo l'auto a guida autonoma possibile sulle nuove auto nelle situazioni di guida più comuni. Questo significa che molti Costruttori preferiranno disabilitare la funzionalità di guida autonoma i condizioni di neve o particolari situazioni meteo almeno per i primi anni.

Cosa manca all'Italia e all'Europa nello sviluppo della guida autonoma rispetto agli USA?

E' chiaro che negli Stati Uniti sia una prerogativa di Stato lo sviluppo della guida autonoma creando anche delle agevolazioni; in Michigan, California, Nevada, Arizona ci sono delle agevolazioni, mentre in Europa siano ancora un po' indietro da questo punto di vista. Ma un test di guida autonoma sulle strade italiane si potrebbe tranquillamente fare, basterebbe interpellare tutti player innovativi della supply chain automotive e chiedere come potrebbero contribuire poiché a volte i Governi non si interfacciano adeguatamente con queste aziende che spesso hanno una expertise così diversa che sarebbe di aiuto agli enti governativi. L'Italia di queste aziende ne ha molte, quindi se si possono fare test di guida autonoma sulle strade in Russia (dove senza dash cam gli automobilisti non si muovono da casa a causa del numero elevatissimo di incidenti, ndr), non vedo perché non dovrebbe riuscirci l'Italia che in Europa ha molte potenzialità come Germania e Francia nello sviluppo di tecnologie per la guida autonoma.

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