Manutenzione stradale a picco: solo per le buche servono 50 miliardi

A fine 2015, il consumo di asfalto in Italia toccherà un nuovo record negativo: ne saranno state impiegate solo 22 milioni di tonnellate

2 novembre 2015 - 10:00

Poca manutenzione delle strade, asfalto in pessime condizioni, e sicurezza stradale che peggiora: arriva una conferma di quanto già SicurAUTO.it aveva evidenziato qui. Lo dice (anzi, lo ribadisce ormai da anni) l'analisi appena presentata dal Siteb, l'Associazione dei costruttori e manutentori delle strade nel corso di Asphaltica World, il Salone europeo dedicato all'intera filiera dell'asfalto, promosso per la prima volta a Roma il 29 e 30 ottobre dall'Associazione e da Verona Fiere. Infatti, a fine 2015, il consumo di asfalto (conglomerato bituminoso) in Italia toccherà un nuovo record negativo: saranno state impiegate solo poco meno di 22 milioni di tonnellate per costruire e tenere in salute le nostre strade. Il dato conferma il pericoloso trend degli ultimi 9 anni. Siamo partiti dalle 44 milioni di tonnellate utilizzate nel 2006, e siamo arrivati alla situazione pessima di oggi. Il problema si aggraverà nei prossimi mesi al peggiorare delle condizioni meteorologiche. 

COSA SERVIREBBE – Negli ultimi 9 anni, non state messe in opera 96 lioni di tonnellate di asfalto. Oggi ,per riportare in sicurezza il nostro patrimonio stradale, occorre un investimento straordinario in un piano di manutenzione da 50 miliardi di euro. Allo stato attuale, per tenere in salute le nostre strade occorrerebbe impiegare almeno 40 miloni di tonnellate annue, ben 18 in più di quelle registrate negli ultimi 2 anni. Questo minore investimento ha prodotto come necessaria conseguenza che una strada su 2 non è in condizioni di sicurezza, stando alla ricerca del Siteb. Il che ha un effetto negativo per qualsiasi utente della strada, dall'automobilista al motociclista, e ancor di più per i ciclisti, che se si imbattono in una voragine “trabocchetto” possono perdere l'equilibrio e cadere.

STRADE GRUVIERA – Le conseguenze? Buche, deformazioni, lesioni, sconnessioni dei piani stradali evidenti su quasi tutta la nostra rete viaria, con gravi ripercussioni sulla sicurezza degli utenti della strada. La situazione appare particolarmente drammatica sulle strade gestite da Comuni e Province, con alcune arterie provinciali addirittura chiuse al traffico perché troppo pericolose. Inoltre, il mancato rifacimento dei “tappetini d'usura” (così chiamati proprio perché destinati a consumarsi nel tempo) nei tempi convenuti hanno determinato spaccature e infiltrazioni d'acqua sulla superficie stradale. Che hanno compromesso molte arterie sin dalle fondazioni, rendendo necessari costosi lavori straordinari in profondità, non sostituibili da “operazioni tappa buche” destinate a durare solo poche ore.

PATRIMONIO DA CONSERVARE – Urge un investimento decisamente elevato, ma necessario per non vedere ulteriormente deteriorare il valore del patrimonio stradale italiano: una rete lunga oltre circa 500.000 km (escludendo le strade vicinali e quelle non asfaltate), di cui 7.000 circa sono i km di autostrade e 25.000 i km gestiti direttamente dall'Anas per le “strade di grande comunicazione”, il cui valore complessivo (con gallerie, ponti e viadotti) è stimato in 1.000 miliardi di euro. Direttamente connesso alla sicurezza stradale, e alle vite delle persone che guidano, il cui valore è inestimabile.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Noleggio auto multe

Multe auto: cosa deve indicare un verbale per essere valido

Bankitalia autostrade sicurezza

Bankitalia su autostrade: pedaggi cresciuti ma con meno sicurezza

Conversione patente militare

Patente in Italia: oltre 39 milioni le licenze di guida nel 2019