Manovra Fiscale: nuovo superbollo e aumento dell'Iva

Manovra "Salva Italia": nuovo superbollo per le auto di potenza superiore ai 170 kw e aumento dell'Iva al 23%

5 dicembre 2011 - 14:12

L'Italia si prepara ad un periodo di grandi sacrifici che dovrebbero risollevare le nostre sorti. La manovra “Salva Italia” si preannuncia decisa a migliorare la situazione attuale, non mancano però le delusioni e le preoccupazioni che certe riforme inevitabilmente portano. 

FEDERAUTO PREOCCUPATA – “I concessionari italiani faranno la propria parte per salvare il Paese, per noi è unico e indivisibile. A patto che venga posto un freno alla feroce aggressione verso un settore, quello dell'automotive che vale il 12% del PIL, con introiti per lo Stato italiano di circa 70 miliardi di euro l'anno, ovvero il 16,6% del contributo fiscale nazionale” queste le parole di Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto, che non nasconde i suoi dubbi riguardo la manovra “Salva Italia” che il nuovo Presidente del Consiglio Mario Monti ha presentato ieri sera alla nazione. La speranza di Pavan Bernacchi è quella di una manovra che possa svecchiare il parco auto italiano, attualmente tra i più vecchi d'Europa, agevolando la “vendita di centinaia di migliaia di auto in più, a costo zero per le casse dello Stato”, secondo le analisi di Federauto infatti “per ogni vettura venduta l'Erario beneficia in media di 5.000 euro, senza contare i vantaggi in termini di occupazione, sicurezza e ambiente”.

IVA IN AUMENTO – Un ulteriore aumento dell'IVA al 23% (ricordiamo che da poco è salita al 21%) dal secondo semestre 2012, secondo Bernacchi “comporterebbe un surplus medio di quasi 500 euro per ogni auto acquistata, e di circa 700 tenendo conto anche del punto percentuale varato dal Governo Berlusconi. Questo è l'esatto contrario delle azioni che si dovrebbero fare per rilanciare lo sviluppo di un comparto fondamentale per il Paese. Settore, lo voglio ripetere con forza, che occupa 1.200.000 addetti tra diretti e indotto e investe in Ricerca e Sviluppo 2 miliardi di euro”.

SUPER AUTO  E SUPER BOLLO – Il presidente dei concessionari Mercedes, Adolfo De Stefani Cosentino, è dispiaciuto che “Monti abbia dichiarato di non voler aumentare Irap e Irpef per non fare pagare 'i soliti noti', e poi abbia pensato a un superbollo per le auto prestazionali. Così sì che a pagare saranno i 'soliti noti' e cioè il “mondo degli autoveicoli” che tra superbolli, accise, Iva, Imposta Provinciale di Trascrizione, uscirà devastato. Un settore che è già sotto la soglia di sopravvivenza dei 2.000.000 di pezzi l'anno essendosi attestato a 1.800.000.” Per le auto di lusso è stato infatti previsto un super bollo pari a 20 euro per ogni chilowatt di potenza superiore a 170 kw, 231 Cv circa, per le auto immatricolate da meno di tre anni. Per quelle immatricolate da più di tre anni, rimane valido il superbollo pari a 10 euro per ogni chilowatt eccedenti i 225 kW (306 Cv circa), come previsto dalla manovra di Berlusconi della passata estate 2011 (a meno di cambiamenti). Il superbollo di Monti, attualmente è valido anche per le auto ibride e, a chi cercherà di non pagare, verrà inflitta una sanzione pari al 30% dell'importo dovuto. Per le Regioni, le accise potranno aumentare dell'1% per ogni litro, per finanziare il trasporto pubblico locale. Tempi duri quindi per tutti gli automobilisti, non resta che adeguarsi e sperare che questa sia la volta buona per la nostra nazione.

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