Londra: Dieselgate fa piangere le casse del comune che ora bussa a VW

Le Volkswagen del Dieselgate emettono più di quando dichiarato e il Sindaco di Londra chiede alla Casa i tributi dovuti dalle auto più inquinanti

22 novembre 2016 - 16:04

Le metropoli sono sempre più congestionate e a rischio inquinamento per tantissimi fattori, dai fumi delle caldaie per il riscaldamento domestico alle emissioni industriali anche lontane (il vento non chiede permesso per entrare in città!) passando per il particolato che deriva dalle strade e arrivando, ovviamente, alle emissioni delle automobili (leggi di come i Comuni sanno che l'inquinamento delle auto è la punta dell'iceberg). Per limitare traffico e inquinamento si sono istituite varie restrizioni, ad esempio la Congestion Charge che la città di Londra fa pagare per accedere a certe zone negli orari di punta. La metropoli sul Tamigi non è citata a caso: il Sindaco infatti vuole da Volkswagen i soldi che molte delle sue auto non hanno pagato perché poco inquinanti!

DICI IL FALSO? ORA PAGHI! La notizia è questa: il Sindaco di Londra Sadiq Khan ha chiesto a Volkswagen 2,5 milioni di sterline perché molte della auto VW che erano esentate dalla Congestion Charge,in quanto a basse emissioni e conformi ai regolamenti Euro 5 o 6, in realtà inquinavano molto di più di quanto certificato (leggi cosa cambia passando da Euro 5 a Euro 6), di fatto non soddisfacendo i protocolli sulle emissioni. Khan ha chiesto a Volkswagen di “compensare pienamente” i residenti della capitale colpiti dal Dieselgate. Le norme attuali sulla Congestion Charge accordano l'esenzione a qualunque automobile che emetta meno di 75 grammi di CO2/km e soddisfino gli standard di qualità dell'aria Euro 5 o superiori.

NEL NOME DI ULED Le norme per l'esenzione della tassa, che è di 11,5 sterline al giorno, sono attualmente così restrittive che soltanto le ibride Plug-in e le elettriche riescono ad avere l'Ultra Low Emission Discount (ULED). Qualche anno addietro, però, anche automobili “normali”, come le Polo e le Golf TDI Blue Motion ma anche modelli Seat e Audi , riuscivano a goderne dato che il limite era di 100 grammi/km. Il sindaco Khan si riferisce a queste automobili, che sono circa 80 mila sulle circa 500 mila Volkswagen immatricolate a Londra, quando chiede il pagamento della Congestion Charge. La logica è questa: anche se il defeat device ha provocato un aumento delle emissioni di ossidi di Azoto e non della CO2, l'auto non rispettava più la normativa Euro 5 e doveva quindi essere soggetta al pagamento. In una lettera Khan ha scritto: “Non ci sono scuse per la totale mancanza di azioni che Volkswagen ha manifestato a Londra dopo che il Dieselgate è venuto alla luce. Voglio vedere un impegno adeguato per compensare pienamente le migliaia di londinesi che hanno acquistato auto VW in buona fede non sapendo che i loro motori diesel contribuiscono all'inquinamento dell'aria di Londra”.

ORECCHIE DA MERCANTE AGAIN? Sadiq Khan ha anche indicato come impiegherà l'indennizzo: “Esorto quindi Volkswagen a rimborsare a Transport for London i 2,5 milioni di sterline persi per il mancato pagamento della Congestion Charge, una somma che userò per finanziare un nuovo programma che parli di qualità dell'aria nelle scuole e riduca l'esposizione agli inquinanti per gli studenti londinesi che frequentano le scuole nelle zone più inquinate”. Questa somma verrà quindi destinata a nobili scopi ma il dubbio è a monte: Volkswagen vincerà la sua “ritrosia”, dimostrata in più occasioni (l'Europa ha strigliato VW perché risarcisca tutti i clienti), a compensare gli europei? Fossimo nei panni del Sindaco, allerteremmo l'ufficio legale del Comune: VW ha infatti già dichiarato al Sunday Times che: “i prodotti Volkswagen si comportano bene in fase di test delle emissioni real-world rispetto alla media delle auto nuove. È quindi difficile capire perché essi siano stati scelti per sanzioni sull'inquinamento”.

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