L'Autorità dei Trasporti insiste: Uber da regolarizzare

Dopo la prima bordata di giugno, il secondo invito al Governo di aprire alle tecnologie innovative per la mobilità

11 dicembre 2015 - 11:00

E due. A giugno 2015, l'Autorità dei Trasporti era già intervenuta su Uber, suonando la sveglia: chiedeva la legislatore (un invito generico rivolto quindi a Governo Renzi e Parlamento) di cambiare le regole del Codice della Strada. Essendo norme del 1993, non includono di certo le app della mobilità moderna come Uber e le sue berline nere (UberBlack, Noleggio con condudente). Adesso, dopo l'intervento dell'Antitrust nella stessa direzione, l'Autorità dei Trasporti va ancora in pressing.

IN AUDIZIONE – Andrea Camanzi, presidente dell'Autorità di regolazione dei trasporti, torna a ribadire quei concetti presso la decima commissione Industria, commercio e turismo del Senato: propone precise regole per i servizi tecnologici per la mobilità (registrazione delle piattaforme presso la Regione, conducenti non professionisti iscritti a un registro, un massimo di ore lavorative prefissato). E auspica un aggiornamento della disciplina su taxi e Ncc (Noleggio con conducente), eliminando per gli Ncc l'obbligo di rientro in rimessa alla fine di ogni singolo servizio. Che è poi il cuore della questione: i taxisti contestano che gli Ncc UberBlack non partano dalla rimessa.

SERVE SVECCHIARSI – Camanzi fa riferimento ai servizi tecnologici per la mobilità: “Chiunque può constatare che, replicando comportamenti e interfacce-utente ampiamente in uso nei social network, le tecnologie touch-screen applicate a smartphone e tablet hanno cambiato profondamente le abitudini delle persone. Vi è una nuova domanda di mobilità a costi sostenibili che non trova risposte né nell'attuale trasporto pubblico di linea, né nei contigui ma distinti mercati del servizio di taxi e di noleggio con conducente (Ncc). A fronte di questa domanda, sono disponibili nuovi servizi in grado di soddisfarla”. Tant'è vero che le novità arrivano a getto continuo: vedi Linea U di Uber.

DISTINZIONE – Il presidente dell'Authority distingue tra due tipi di servizi. Da una parte UberBlack (Ncc) e dall'altra il taxi privato (UberPop). Ossia “resi in modo non professionale da conducenti che condividano con una o più altre persone, in tutto o in parte, un itinerario prefissato dal conducente medesimo e percorso con un mezzo di sua proprietà. I conducenti non professionali – prosegue Camanzi – devono essere lavoratori occasionali ed operare per un massimo di quindici ore settimanali (a fronte di turni dei tassisti che vanno fino 3 a dodici ore al giorno), ed essere iscritti in un apposito registro regionale, avere età maggiore di ventuno anni, possedere la patente da almeno tre anni e non avere subìto provvedimenti di sospensione, essere in possesso di idoneità psico-fisica e dei requisiti morali previsti per i conducenti del servizio taxi, e condurre un'auto immatricolata da non più di sette anni”.

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