L'autonoleggio cresce nonostante la crisi

Le attività di noleggio in Italia mostrano significativi incrementi. Rimangono da sciogliere i nodi dell'imposizione fiscale penalizzante e dell'aumento delI'Ipt

23 giugno 2011 - 14:40

Durante una conferenza stampa a Milano è stata presentata ieri la decima edizione del Rapporto ANIASA (Associazione Nazionale Industria dell'Autonoleggio e Servizi Automobilistici), l'organizzazione che rappresenta i noleggiatori.

NUMERI INCORAGGIANTI – Il rapporto evidenzia concreti segnali di crescita nel settore, con le immatricolazioni di vetture nuove nelle flotte in aumento del 38,5% nel 1° trimestre 2011 rispetto allo stesso periodo del 2010. Il fatturato è pressoché stabile (1,424 miliardi, in calo dell'1% sul trimestre gennaio-marzo 2010), ma sale il parco circolante, pari a 604.710 unità contro le 599.560 del trimestre corrispondente dell'anno scorso, anche se la crescita è da attribuire esclusivamente al rent-a-car, con il noleggio a lungo termine sostanzialmente immobile. Insomma, viene complessivamente confermato il trend positivo già evidenziatosi nell'ultima parte del 2010, anche se permangono i fattori di disturbo costituiti dal trattamento fiscale penalizzante che grava sulle auto aziendali italiane (diverso da quello, più favorevole, in vigore nei principali Paesi europei) e dall'imminente manovra sull'Imposta provinciale di trascrizione (Ipt) il cui aumento, secondo le previsioni, si tradurrebbe per i noleggiatori in una stangata da 60 milioni di euro l'anno. Entrambi questi fattori vengono ritenuti in grado di ostacolare la crescita di un settore che di fatto sta dando un sostanziale contributo alle immatricolazioni italiane di auto nuove, che complessivamente registrano numeri insoddisfacenti: nei primi cinque mesi dell'anno, il peso delle auto a noleggio sul totale immatricolato è stato del 17% contro il 12,8% dello stesso periodo del 2010. In base ai dati complessivi presentati dal rapporto, ANIASA stima che a fine anno le nuove immatricolazioni di auto a noleggio potranno toccare le 280 mila unità, con una crescita del 5% sull'intero 2010.

FISCO PENALIZZANTE – Paolo Ghinolfi, presidente di ANIASA, nel sottolineare la persistenza di una normativa fiscale che penalizza le auto aziendali italiane rispetto a quelle europee (detraibilità dell'Iva al 40% invece del 100% di Germania, Francia, Inghilterra e Spagna e minore deducibilità dei costi), ha anticipato le linee d'azione che l'Associazione intende seguire per avvicinare l'imposizione fiscale italiana a quella degli altri mercati: «Ci stiamo muovendo su due fronti. Insieme alle altre associazioni della filiera dell'auto, abbiamo attivato presso il Ministero dell'Economia un tavolo tecnico sull'Ipt e siamo in contatto con la Commissione per l'Attuazione del Federalismo allo scopo di far meglio comprendere l'incidenza dell'imminente manovra e ottenere una marcia indietro sul tema. Ferma restando la necessità di procedere nei prossimi mesi anche alla valutazione di un allineamento all'Europa sul fronte della detraibilità Iva, chiediamo al Ministero dell'Economia di aggiornare il tetto dei costi deducibili, fermo al 1997, applicando almeno la rivalutazione Istat. Consci delle necessità di bilancio, avanziamo una proposta a invarianza di gettito per le casse dello Stato.

I BENEFICI – Secondo Ghinolfi, la modifica della deducibilità incentiverebbe un maggior uso delle auto aziendali, cosa che, spostando le immatricolazioni dal mercato dei privati a quello delle aziende, aumenterebbe la velocità del rinnovo del parco auto circolante. I privati, infatti (questo il ragionamento del presidente di ANIASA) cambiano mediamente l'auto ogni 7 anni, mentre le aziende rinnovano il parco in media ogni 48 mesi. Lo svecchiamento accelerato del parco circolante che seguirebbe l'alleggerimento della tassazione diminuirebbe le emissioni inquinanti e aumenterebbe la sicurezza sulle strade. Inoltre, l'aumento delle immatricolazioni, stimabile in oltre 50 mila unità l'anno, farebbe crescere le entrate dell'erario in maniera tale da compensare ampiamente la concessione delle agevolazioni fiscali proposte. «Ci aspettiamo – ha concluso Ghinolfi – che le Istituzioni valutino attentamente la nostra proposta. Va superato lo stereotipo che associa l'auto aziendale al fenomeno dell'evasione fiscale. Crediamo di aver dimostrato che avviene l'esatto opposto. Con le nostre attività di noleggio a breve e lungo termine contribuiamo concretamente all'emersione di tutti i costi delle prestazioni connesse (soprattutto quelli riferibili alla manutenzione) e siamo tra i primi contribuenti dello Stato, producendo un gettito complessivo per l'erario di 1,5 miliardi di euro l'anno».

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