L'auto riparte col passeggero attaccato al finestrino: guidatore condannato

L'auto riparte col passeggero attaccato al finestrino: guidatore condannato La donna al volante era ben consapevole che la vittima era rimasta bloccata nello sportello: la Cassazione l'ha condannata per lesioni colpose

La donna al volante era ben consapevole che la vittima era rimasta bloccata nello sportello: la Cassazione l'ha condannata per lesioni colpose

1 Giugno 2016 - 07:06

Immaginate la scena: nel 2009 lei si mette al volante, accelera e percorre un certo numero di metri. Dopodiché, si accorge che una donna era attaccata al finestrino, ma il guaio ormai è fatto: la signora ha riportato lesioni fisiche. Quindi, la donna ferita chiede il risarcimento dei danni, ma la guidatrice sostiene di non essersi accorta di nulla, e che quindi è innocente e non deve sborsare un euro. Siamo alla parola di una contro la parola dell'altra, in una vicenda in cui è difficile districarsi.

BATTAGLIA LEGALE Inizia una battaglia legale fra le due: con sentenza del 2015, il Tribunale di Novara ha confermato la decisione del 2012 con la quale il Giudice di Pace di Novara ha condannato M.B. alla pena di giustizia, oltre al risarcimento del danno in favore della parte civile costituita, in relazione al reato di lesioni personali colpose commesso, ai danni di L.A.: sono dovute a imprudenza, imperizia; senza dolo, ossia senza volontarietà. È tipico, per capirci, degli incidenti stradali: vedi qui.

DIFESA STRENUA Ma la guidatrice insiste: la donna ferita è rimasta di proposito appesa all'auto, nonostante la stessa fosse già in marcia e si stesse allontanando; e così si arriva in Cassazione. Gli ermellini (sentenza 22705/2016) tuttavia ritengono che il Tribunale abbia preso la decisione corretta: le ferite della signora sono effetti diretti della condotta violenta dell'imputata. Così, la… sfortunata passeggera ha sin da subito cervicalgia (dolore alla cervicale, con conseguenze per tutta la schiena e anche mal di testa, vedi qui) e uno stato ansioso. Lo stress dovuto all'evento traumatico ha lasciato il segno (leggi qui).

NON OFFENSIVA Secondo la Cassazione, a nulla è valsa l'insistenza della dona ferita nel richiedere spiegazioni o nel conservare la propria posizione con le braccia all'interno dell'abitacolo. Fra l'altro, un simile atteggiamento non avrebbe in alcun caso potuto costituire una forma di aggressione tale da legittimare il comportamento lesivo dell'imputata: la guidatrice non aveva nessuna ragione per scappare a tutto gas con la signora aggrappata, che non poteva farle nessun male. Pertanto, anche in terzo grado, la guidatrice perde e viene condannata per lesioni personali colpose: non poteva non accorgersi che c'era una donna aggrappata al finestrino della vettura.

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