L'auto che guida da sola è davvero indispensabile?

Volvo spiega perché l'auto guidata senza conducente renderà le strade più sicure, analizzando i benefici di una tecnologia che salverà molte vite

22 ottobre 2013 - 7:00

Nella vita di tutti i giorni si può rischiare di non trovare utile qualcosa finché non ci passa tra le mani o fino al momento in cui ci rendiamo conto di avere realmente bisogno “di quella cosa”. Eppure ogni giorno gli incidenti stradali si susseguono in ogni parte del mondo, ignorandone le cause al punto che sono diventati una conseguenza tollerabile della viabilità pagata, però, a un prezzo troppo alto. Volvo ha così deciso di dimostrare i benefici di un'auto che si guida da sola nel traffico, con il sistema Adaptive Cruise Control con Sterzata Assistita in giro per le strade statunitensi.

PERCHE' SERVE LA GUIDA AUTONOMA – Il seminario organizzato da Volvo Car Group e dall'Ambasciata di Svezia ha riunito ad un unico tavolo i principali esperti mondiali del settore automotive a Washinton DC, per analizzare cosa manca affinché l'auto connessa sia una realtà oltre gli eventi stampa con i flash e le luci puntate sui prototipi. Secondo Volvo, l'auto che guida da sola è l'unica carta su cui puntare per azzerare i rischi di mortalità e lesioni riportate a seguito di incidente in una nuova auto entro il 2020. Il motivo, secondo i tecnici Volvo, sta nei fattori che conducono inevitabilmente agli incidenti stradali. Solo negli Stati Uniti d'America, dove Volvo ha voluto mostrare tra la gente di cosa è capace la guida autonoma a bassa velocità, il 90% di tutti gli incidenti è provocato da un errore del conducente, e mentre una causa di forza maggiore più additata, come l'asfalto scivoloso, provoca solo il 6% degli incidenti, di cui il 3% mortali. Cosa spinge, poi, gli automobilisti americani a passare anche con il semaforo rosso è solo un dettaglio; quel che è certo è che nel 10% dei casi si finisce contro l'auto che aveva il verde.

QUASI PRONTI AL VIA? – Per la prima volta negli Stati Uniti Volvo ha testato la guida autonoma attraverso il sistema Adaptive Cruise Control con Sterzata Assistita su un prototipo in condizioni di traffico reale. Un giorno basterà premere semplicemente un pulsante perché l'auto segua automaticamente il veicolo che precede lungo una coda, come nel test dimostrativo condotto a velocità inferiori a 50 km/h. La tecnologia di bordo esiste già ed affidata ai sensori radar e a una telecamera che aiutano la vettura a mantenere automaticamente una distanza di sicurezza prefissata e permettono al sistema di sterzare per mantenere l'auto all'interno della corsia di marcia. La tecnologia Connected Car ha fatto passi da gigante negli ultimi anni, mancano ancora tasselli fondamentali come garantire la sicurezza informatica dei dati condivisi tra le auto, la legislazione che regola la circolazione di auto senza pilota e chi dovrà realizzare le infrastrutture che mettono in comunicazione le auto e che acquisiscono i dati dalle stesse.

DOVRA' ESSERE ANCHE ACCESSIBILE – Il consumatore resta uno dei fattori principali che potrà garantire il successo di un'innovazione utile, come spiega Peter Mertens, Senior Vice President Ricerca & Sviluppo di Volvo Cars: “La tecnologia Connected Car verrà sviluppata passo dopo passo nell'ambito di un processo evolutivo che implica che i sensori dovranno essere migliorati, la connettività dovrà essere disponibile e le automobili dovranno poter comunicare fra loro oltre che con l'infrastruttura.” Mertens ha poi aggiunto: “E' molto importante che ci focalizziamo sul consumatore garantendo che sia al centro di tutte le nostre attività secondo la filosofia di Volvo Designed Around You (Progettata Intorno a Te). Così facendo ci aspettiamo che i clienti in futuro riescano ad adottare rapidamente le soluzioni proposte per le auto connesse.” Se il mercato e gli automobilisti saranno pronti ad accettare un tecnologia capace di salvargli la vita, sarà solo il tempo a stabilirlo, certo è che in un momento economico come quello vissuto sia in Europa che in America un'auto nuova con sistemi di sicurezza attiva avrebbe maggiore successo se fosse anche economicamente conveniente.

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