L'Aquila, via ai test di guida autonoma e connessa

Con il progetto Emerge L'Aquila avvia i test di tecnologie per la guida autonoma: localizzazione, connettività e cybersecurity

11 aprile 2018 - 12:19

Il tour italiano della guida autonoma prosegue e si sposta in Abruzzo: dopo l'ok a Torino per avviare i test in città – puoi approfondire qui – è ora il turno di L'Aquila. Il progetto si chiama EMERGE ed ha lo scopo di testare e sviluppare nuove tecnologie di guida autonoma partendo dalla sperimentazione di tre piattaforme tecnologiche necessarie per creare veicoli driverless efficienti. I tre punti focali su cui si concentreranno i test saranno localizzazione ad elevato livello di integrità, connettività (comunicazione tra veicoli, tra veicoli e infrastrutture e satellitare) ed infine cybersecurity.

IL PROGETTO EMERGE Lo scorso giugno per risollevare il territorio anche attraverso lo sviluppo scientifico e tecnologico erano stati lanciati a L'Aquila quattro progetti: tra questi spiccava EMERGE, un'iniziativa nata dalla collaborazione tra l'Università dell'Aquila, RadioLabs, IAM (Polo Innovazione Automotive) e FCA per migliorare le tecnologie nell'ambito dei sistemi di trasporto intelligenti (ITS). Oggi il progetto EMERGE prende il via, nei prossimi tre anni sarà un susseguirsi di esperimenti concentrati su tre piattaforme tecnologiche fondamentali per la guida autonoma, basate per la prima volta in Europa sulla geolocalizzazione di Galileo, il sistema di posizionamento globale europeo (qui puoi saperne di più), e sulla comunicazione 5G, per la cui sperimentazione il Ministero dello Sviluppo Economico ha individuato cinque città italiane tra cui L'Aquila (le altre sono Milano, Prato, Bari e Matera).

TRE SISTEMI, UN OBIETTIVO Localizzazione ad alta integrità, comunicazione V2V/ V2X/satellitari e cybersecurity sono tre punti fondamentali per uno sviluppo completo della guida autonoma (sai quanti livelli ne esistono? Scoprilo qui). Una localizzazione precisa al centimetro, come quella che sarà in grado di offrire a breve Galileo, consente ad un veicolo di spostarsi e posizionarsi correttamente sulla strada. Il progetto EMERGE vuole migliorare questo aspetto sfruttando e unendo i dati provenienti dalla localizzazione satellitare, dall'odometria visiva (la capacità della macchina di capire dove si trova) e dall'uso di sensori a bordo. Per quanto riguarda la connettività, con Emerge si punta a sfruttare la comunicazione tra veicoli per generare mappe dinamiche che aiutino nella gestione del traffico; le conseguenze naturali sarebbero: minori incidenti, riduzione di emissioni di CO2 e più efficienza nelle situazioni di emergenza. Queste ultime sarebbero ulteriormente favorite dalle comunicazioni tra veicoli e infrastrutture che rientrano nel progetto abruzzese – vedi a che punto siamo in Italia. Infine il progetto Emerge abbraccia la cyber-sicurezza con l'obiettivo di sviluppare avanzati sistemi di autenticazione ma soprattutto algoritmi crittografati per proteggere i canali di comunicazione interna ed esterna dei veicoli.

A BORDO DI UN DUCATO La creazione del centro di eccellenza sul veicolo connesso del Laboratorio Radiolabs dell'Università dell'Aquila rientra anche nel protocollo d'intesa tra Regioni, Ministero dello Sviluppo Economico e FCA, ciò spiega la scelta di utilizzare il Ducato per i test. Gli studi fatti in aula verranno messi su strada in contesti urbani utilizzando dei Ducato appositamente allestiti sia per scenari operativi quotidiani che come mezzi di supporto delle emergenze, in quest'ultimo caso proprio grazie alle funzioni di navigazione cooperativa generate dalle comunicazioni dei veicoli.

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