L'Ania: in Italia risarcimenti più alti d'Europa. Ma gli avvocati smentiscono

Secondo le assicurazioni, da noi ci sono i risarcimenti da sinistri più alti d'Europa. Ma l'Organismo unitario degli avvocati smentisce

8 luglio 2015 - 9:00

Le assicurazioni per bocca dell'Ania (l'Associazione che le rappresenta quasi tutte) attaccano; gli avvocati, con l'Oua (Organismo unitario avvocatura), replicano seccamente. La partita si gioca sui risarcimenti Rc auto per le lesioni fisiche: secondo le compagnie, in Italia viaggiamo a ritmi record, ed è per questo che le tariffe più di tanto non possono scendere; per l'Oua, non è assolutamente vero che l'Italia abbia la maglia nera in fatto di rimborsi, e le Rca potrebbero davvero calare in modo significativo, per via della riduzione degli indennizzi e degli incidenti.

L'ANIA ATTACCA – A proposito del danno biologico per lesioni fisiche, per le assicurazioni sono più di otto anni che la tabella del punto d'invalidità permanente unico (al posto delle varie tabelle regionali con risarcimenti differenti) avrebbe dovuto essere approvata, in attuazione del codice delle assicurazioni, “ma l'iniziativa è stata inopinatamente bloccata perché alcuni hanno sostenuto che i valori in essa contenuti fossero troppo bassi. In realtà, i valori economici della tabella per il danno biologico di cui così a lungo si è discusso sono inferiori del 10% rispetto a quelli applicati dal Tribunale di Milano. Ma sono di molto superiori a quelli in uso negli altri Paesi europei e, soprattutto, sono doppi rispetto a quelli riconosciuti in Italia alle vittime di incidenti sul lavoro. Poiché l'attuale formulazione del testo non dà alcuna certezza riguardo ai tempi per l'adozione della tabella, chiediamo che sia approvata urgentemente quella che ha già passato il vaglio dei ministeri competenti e del Consiglio di Stato”. In Italia, dice l'Ania, il valore unitario degli importi liquidati è quasi quattro volte superiore alla media europea e dieci volte più alto rispetto alla Germania. “Non spetta certo a noi definire il valore della vita umana, ma occorre ribadire con chiarezza che a più elevati risarcimenti corrispondono, inevitabilmente, più alti prezzi delle coperture”.

L'OUA RISPONDE – Da noi, dicono gli avvocati, siamo ampiamente nella media europea; non si risarcisce di più che all'estero; in diversi casi si risarcisce anche di meno rispetto ad altre giurisdizioni europee. “È oggettivamente comprovato come in Italia i risarcimenti per danni patrimoniali e non patrimoniali (da lesioni così come da morte) siano lungi dal superare i massimali minimi di legge stabiliti per la Rca, ciò diversamente da altri Stati membri dell'Unione europea; a questo riguardo basti pensare ai seguenti dati tratti dallo studio del CEA (la Federazione europea di assicurazione e riassicurazione) del 2010”. La comparazione con gli altri Stati europei non può costituire, sostiene l'Oua, un valido argomento a sostegno di riduzioni dei risarcimenti sul versante dei pregiudizi non patrimoniali, ciò sia per quanto concerne le lesioni personali (tanto quelle di modesta entità quanto quelle gravi), sia in relazione alla tutela dei congiunti di vittime di sinistri mortali.

GLI AVVOCATI NON CI STANNO – Per l'Oua, “secondo i dati forniti nel 2013 dall'Ania (dei quali si ignorano le fonti), in Gran Bretagna per il danno non patrimoniale di un soggetto con il 90% di invalidità permanente si liquiderebbe soltanto la somma complessiva massima di € 212.800; si dovrebbe, quindi, dedurre che il Regno Unito sarebbe decisamente meno generoso dell'Italia. Ma così non è, come dimostrano diversi casi recenti”. Seconda stoccata: “Secondo le rappresentazioni addotte costantemente dalla compagnie, l'Italia sarebbe la capitale dei colpi di frusta. Ciò è lungi dall'essere assodato in seno allo stesso mercato assicurativo europeo. Per esempio, può qui menzionarsi quanto lamentato dalla Association of British Insurers (ABI), la quale, rilevando per l'anno 2007 l'impressionante numero di 1.200 richieste al giorno per i risarcimenti da colpi di frusta (430.000 danneggiati, rappresentanti quasi il 75% dei feriti da sinistri stradali), ha definito il Regno Unito la whiplash capital d'Europa”. Insomma, la capitale dei colpi di frusta è la Gran Bretagna. “L'Italia, relativamente ai danni da colpi di frusta, è lungi dal primeggiare a livello di costi per sinistro (quindi, anche sul piano risarcitorio) rispetto a tutta una serie di altri Stati europei”, attacca ancora l'Oua. Ce n'è anche per l'Ivass: per gli avvocati, “non si considera come la giurisprudenza inglese non manchi di aggiungere spesso a tale importo, predeterminato legislativamente, il risarcimento del danno psichico da lutto, riconosciuto, invero, con maggiore generosità e più frequentemente rispetto all'Italia; la relazione Ivass, inoltre, non considera, sempre sul versante dei danni iure proprio da uccisione, come, rispetto all'Italia, in Inghilterra si risarciscano con maggiore facilità per le vittime importi decisamente significativi per i danni patrimoniali futuri dei congiunti”. La chiosa è dura: “Nel gennaio 2014, l'Ania ha indetto una conferenza stampa per presentare uno studio commissionato alla Boston Consulting Group, una multinazionale statunitense di consulenza di management ed uno dei leader mondiali nella consulenza strategica di business, dunque non esattamente un'istituzione accademica. A parte il fatto che tali dati sono smentiti dai predetti studi comparatistici, l'assoluta inattendibilità degli stessi emerge inequivocabilmente da questo: in sostanza, lo studio della Boston Consulting Group si è retto essenzialmente sui dati forniti dal committente e senza alcuna verifica degli stessi”. O almeno così la pensa l'Oua.

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