Land Rover, 65 anni di fuoristrada doc

Land Rover, 65 anni di fuoristrada doc A Gaydon l'anniversario di un 4x4 da antologia con il rito dell'aratro

A Gaydon l'anniversario di un 4x4 da antologia con il rito dell'aratro

9 Maggio 2013 - 11:05

L'immagine stilizzata di una nave vichinga vista di prua. Era il marchio della Rover, importante Casa inglese, la cui storia ebbe inizio nel 1888 con il primo prototipo elettrico. Ma è stata la variante “fuoristrada” a determinare il successo sin dal 1948. E per festeggiare i 65 anni della prima Land Rover a Gaydon, in Inghilterra, si è rinnovato il rito dell'aratura di un campo, utilizzando una vecchia Land con relativo aratro d'epoca per simboleggiare l'ambiente rurale inglese. Quasi per non rinnegare il passato.

MENTRE IN ITALIA… – Nel 1948 in Italia entrava in vigore la nuova Costituzione, Einaudi veniva eletto presidente della Repubblica, una campagna elettorale dominata dall'urto frontale fra DC e blocco socialcomunista. Stravinsero i democristiani con 307 seggi alla Camera mentre comunisti e socialisti nenniani ne ottennero 182. Bartali vinceva al Tour de France, nei cinema veniva proiettato il film “Ladri di biciclette” di Vittorio De Sica.

NEL MONDO DI LAND ROVER… – Poi un susseguirsi nel mondo di Land Rover, di evoluzioni sino al 1970 con il debutto della Range Rover. Prestigio sempre più prestigio in linea con le prestazioni hanno costretto i “maestri” inglesi a correre ai ripari per arginare la concorrenza sempre più sofisticata con l'arrivo di Mercedes ML, Bmw X5 e X6, Audi Q7 e Porsche Cayenne, 4×4 che hanno sventolato subito l'etichetta premium. Ed i “maestri” hanno subito intuito che si doveva ricorrere e raffinare la tecnologia dell'alluminio (come alle origini della Land Rover che si era data un gran da fare per carpire qualche segreto all'industria aeronautica) in modo da ridurre il peso e rendere le prestazioni più sportive. Perchè meravigliarsi se la moderna Range Rover Sport è scesa sotto il limite delle due tonnellate e mezzo con un ventaglio di propulsori che varia dai 6 e 8 cilindri diesel (da 249 a 339 cv) ai benzina sovralimentati (il V6 3 ltri da 340 cv e il V8 5 litri da 510 cv). Prestazioni, pertanto, elevate con tarature di sospensioni derivate da quelle della sorella maggiore Range Rover.

COMPROMESSO TRA “FUORISTRADISMO” E GUIDABILITÀ SPORTIVA  – Quando mi seggo al volante di una Land Rover o di una Range Rover Sport o di un Freelander o di una Evoque, ammiro il compromesso fra “fuoristradismo” e guidabilità sportiva e mi rendo conto che i tecnici hanno dato fondo a tutte le proprie abilità intuitive per farla apprezzare: tutto è stato curato nei minimi dettagli, dall'altezza da terra regolabile (lo ha intuito anche Fabrizio Giugiaro nel realizzare il concept Parcour che si alza e si abbassa per permettere di andare dove si vuole, dalle radure della California o sulla neve alta o anche sulle strade cittadine non proprio levigate) al comando elettronico degli ammortizzatori, alle barre antirollio, ai differenziali. Il tutto integrato nel sistema “terrain control“. Più taglio sportivo sulla Range Rover Sport, ovviamente: ha una configurazione interna a tre file di posti, una sofisticata 5+2. Il prezzo varia da 67.000 a 102.000 euro, ma li vale tutti. E all'Auto Show di New York si faceva ammirare e come.

65 ANNI DI STORIA AL PASSO COI TEMPI – Sessanticinque anni, altro che età pensionabile! Una strategia che non cambia in barba all'arrivo di Bentley, Maserati e Lamborghini. E la strategia si articola su Defender, FreelanderEvoque e Range Rover. Un marchio che si adegua ai tempi tanto è vero che esistono delle produzioni locali CKD per India, Malesia, Kenya, Thailandia e Turchia. E intanto si lavora sul nuovo Defender che a sentire John Edwards, responsabile del marchio Land Rover nel mondo, sarà coerente con l'originale ma chiaramente moderno.

Commenta con la tua opinione

X