L'Aci attacca: “Codice della strada? Neppure i Comuni lo rispettano”
Il Codice della strada attuale non è rispettato né dagli automobilisti né dai Comuni. L'Aci torna a parlare dei soldi fantasma per la sicurezza
Il Codice della strada attuale non è rispettato né dagli automobilisti né dai Comuni. L'Aci torna a parlare dei soldi fantasma per la sicurezza
Il Codice della strada attuale non è rispettato né dagli automobilisti né dai Comuni. L'Aci torna a parlare dei soldi fantasma per la sicurezza
Dal 2010 i politici annunciano la riforma del Codice della strada, che non arriva mai. Eppure, sarebbe davvero prezioso rivedere le regole per migliorare la sicurezza stradale, come ha appena evidenziato anche l'Automobile club d'Italia: “Serve un nuovo Codice della strada perché quello vigente è sempre meno rispettato, perfino dalle amministrazioni locali. L'incremento delle sanzioni per infrazioni (+21% negli ultimi sei anni) e la battuta di arresto della riduzione delle vittime della strada (-0,6% nel 2014 rispetto al 2013, a fronte di un complessivo -52% dal 2000) misurano il calo di interesse degli automobilisti verso l'insieme di norme che regolano la mobilità, al quale va aggiunta la diffusa inosservanza delle amministrazioni locali dell'articolo 208 del Codic, secondo il quale almeno il 50% dei proventi delle multe deve essere reinvestito a favore della mobilità”.
DOVE FINISCONO I QUATTRINI – “I soldi per la sicurezza stradale ci sono – dichiara il presidente dell'Automobile Club d'Italia, Angelo Sticchi Damiani -, ma troppi Comuni destinano ad altre voci quanto previsto dalla legge a favore degli automobilisti. Per garantire l'osservanza della norma, è opportuno prevedere pesanti misure sanzionatorie per le Amministrazioni inadempienti. Tutto ciò può essere ben evidenziato in un nuovo Codice della strada più snello e semplice, con poche ma chiare norme di comportamento per gli utenti, che rimandi a specifici regolamenti il corposo insieme di dettati tecnici sulle caratteristiche delle strade e dei veicoli”.
QUALI INVESTIMENTI – Secondo l'Aci, gli investimenti vanno centrati sull'innalzamento degli standard di sicurezza della rete stradale, soprattutto in ambito urbano (nel Lazio gli incidenti rapportati alla popolazione sulle strade urbane fanno segnare +25% dal 2000; in Campania addirittura +70%), con maggiore attenzione ai pedoni, ai ciclisti e agli utenti più deboli della strada. Inoltre, dice l'Aci, serve inoltre più formazione, specialmente per i neopatentati che dopo un solo anno di apprendistato possono oggi guidare una supersportiva: nel nuovo Codice della Strada va previsto un percorso formativo più completo soprattutto per i giovani, con l'obbligo di frequentare almeno un corso di guida sicura prima di impugnare il volante di un veicolo più potente.
GIRO DI VITE SULLA PATENTE – A fronte dell'ormai nota inversione di tendenza negli incidenti stradali, che ha visto una ripresa del fenomeno nel 2014 in particolare nei centri urbani, il presidente dell'Aci è tornato a chiedere che il Codice della strada renda più severi i criteri per ottenere la patente, con un percorso formativo più importante che preveda anche l'obbligatorietà di un corso di guida sicura, sulla scia di quanto avviene nel resto dell'Europa. Una denuncia analoga è partita di recente dall'Unasca, che si batte contro le patenti facili.