La Toyota Prius in Giappone si carica da sola: è il futuro dell'auto elettrica?

Panasonic ha preparato per la Toyota Prius un tetto fotovoltaico per caricarla quando è parcheggiata. La potenza non è alta ma si prevedono sviluppi

1 marzo 2017 - 20:30

L'elettricità ha un grosso svantaggio: non è immagazzinabile facilmente allo stato nativo e i pochi componenti che conservano cariche elettriche, i condensatori, per quanto “super” ne contengono troppo poca per poterla usare nei veicoli. Ad oggi è quindi necessario ricorrere a reazioni chimiche che implicano gli elevati pesi e ingombri delle ben note batterie (leggi delle batterie al Litio allo stato solido che sta studiando BMW) . Uno dei vantaggi dell'elettricità, però, è che, a differenza di carbone, gas, benzina e gasolio, la si può generare in molti modi diversi. L'idea di produrne, almeno un po', direttamente nelle auto non è nuova ma non perde di attualità e anzi registra interessanti novità.

IL TETTO CHE TI ALIMENTA Panasonic ha sviluppato un tetto solare a tutta lunghezza per la versione giapponese della Toyota Prius Prime MY 2017, la versione ibrida plug-in della famosa berlina. Secondo Panasonic, il tetto rappresenta un importante miglioramento rispetto agli altri pannelli solari per uso automobilistico grazie alla sua potenza significativamente più alta. Il pannello ha infatti una potenza dichiarata di 180 watt, che è abbastanza per alimentare alcuni accessori aiutando nel mantenimento della carica della batteria principale.

PER QUALCHE MIGLIO IN PIÙ Questa non è una novità assoluta, né per Toyota (leggi del prototipo di Prius Ibrida plug-in con il tetto solare) né, ad esempio, per Ford, che al Salone di Ginevra del 2014 aveva presentato la C-Max Energi solare, per non parlare della Phylla studiata dl Centro Ricerche Fiat. Secondo Toyota, questo pannello può aggiungere fino a 3,7 miglia/6 km di percorrenza con un giorno di esposizione al sole. Non è molto ma è meglio di niente e, cosa forse più pratica, quest'energia può tenere climatizzata l'auto intaccando poco o niente la carica destinata alla trazione.

Il pannello si adatta alla forma del tettuccio della Prius senza cambiarne il disegno ed è stato studiato specificamente per l'impiego in auto. Panasonic ha sviluppato l'HIT Photovoltaic Module for Automobile basandosi sulle tecnologie ad alte prestazioni ed elevata affidabilità che sono stati accumulati attraverso lo sviluppo, la produzione e la vendita di moduli fotovoltaici stazionari ad uso sia residenziale sia industriale. Il tettuccio HIT sfrutta celle con una struttura che combina un substrato di silicio cristallino con un film di silicio amorfo per avere elevata efficienza di conversione ed un'erogazione favorevole anche ad alte temperature.

TECNOLOGIE SPAZIALI? Panasonic ha anche dovuto sviluppare delle tecnologie per laminare le celle in un vetro curvato tridimensionalmente che si abbinasse al design della nuova Prius Plug-in ibrida. La vettura ha anche le celle agli ioni di Litio prismatiche di Panasonic, la cui forma non-cilindrica permette di sfruttare meglio gli spazi diminuendo l'aria fra i vari elementi. È interessante ricordare come Panasonic sia un alleato storico di Tesla (leggi che Panasonic vuol fornire a Tesla anche i sensori per l'Autopilot) e perché non pensare ad una fornitura non soltanto per i tetti solari di Solarcity ma anche per le auto, ad esempio per la Model 3?

Nello scorso novembre Musk aveva twittato (orrido neologismo) della possibilità di un tetto solare per la Model 3, una notizia che assume nuova forza alla luce dell'annuncio di Panasonic. L'Azienda giapponese ha anche comunicato che vorrà espandere la sua tecnologia nell'automotive. Se Tesla ha progettato (con qualche difficoltà è vero) le porte Falcon Wing della Model X potrebbe fare pannelli solari pop-up. Un esempio c'è già: le celle solari retrattili del modulo di servizio della capsula spaziale Dragon di SpaceX!

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