La tecnologia auto uccide Hitler: spot di pessimo gusto

Un gruppo di studenti crea uno spot, molto cliccato su YouTube, che però risulta discutibile

28 agosto 2013 - 6:00

Un video che mostra la morte di un bimbo può essere ironico? Secondo gli studenti tedeschi della Filmakademie, sì.

NUMEROSI DUBBI – Il filmato è stato ideato dagli studenti della Filmakademie nell'ambito di un concorso tedesco per giovani registi e non è né collegato né autorizzato da Daimler AG (Mercedes). È di pessimo gusto; ed è corretto che lo sappiate prima di andarlo a vedere: ve lo mostriamo in basso, per dovere di cronaca. In due parole, una Mercedes riconosce e investe un baby Adolf Hiltler. Perché? Si tratta di una parodia macabra del Collision Prevention Assist, un dispositivo di serie sulle Mercedes più recenti che segnala al guidatore la presenza di ostacoli davanti all'auto predisponendo l'impianto frenante all'arresto di emergenza. Come viene spiegato nei sottotitoli.

IL PERICOLO DA ELIMINARE – Il video è ambientato in un pittoresco paesino in Austria, Braunau am Inn, verso la fine del 1800, un paese diventato famoso anche perché ha dato i natali a Adolf Hitler. D'improvviso, una grossa berlina Mercedes entra nel piccolo centro davanti agli occhi meravigliati dei residenti. Ma questo non è uno spot Mercedes per pubblicizzare il sistema di frenata automatica: in realtà, è la tesi di un gruppo di studenti dell'accademia del cinema di Ludwigsburg. Nel filmato, il radar riconosce due bambine che giocano per strada e favorisce la frenata prevenendo un eventuale investimento. In un secondo momento, quando la vettura riprende la marcia, riconosce un Adolf Hitler bambino, e pnon fa nulla per evitare il sinistro. Quindi il claim: “Collision Prevention Assist: riconosce i pericoli prima che spuntino”. Quel fantasioso incidente è stato in grado di cambiare il corso della storia: niente Hitler, niente sterminio degli ebrei né altre immani atrocità.

MERCEDES NON CI STA – Mercedes, seccata e risentita, si afida a una nota fredda e asciutta: “Non ci sembra giusto utilizzare in uno spot pubblicitario la morte di una persona, in particolare di un bambino, come pure contenuti relativi al nazismo”. In effetti, il video è fine a se stesso, perché non dà un messaggio che riguarda la sicurezza stradale, la guida corretta, l'aiuto della tecnologia per prevenire gli incidenti. È un filmato concepito con un unico desiderio, e cioè far decollare le visite su YouTube, obiettivo peraltro perfettamente raggiunto, visto che le le visualizzazioni salgono a ritmi vertiginosi. Che poi le Case automobilistiche, pur investendo risorse ingenti in marketing e ricerca, non siano altrettanto abili a diffondere video in maniera virale su YouTube, questo è un altro discorso. Ognuno è libero di reagire come crede di fronte al video: magari qualcuno sorride, o esulta. Resta il fatto che il filmato su un bambino ammazzato da una macchina è volgare e cruento.

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