La polizza furto del costruttore copre anche il veicolo dato a noleggio

La polizza furto del costruttore copre anche il veicolo dato a noleggio Se il contratto di assicurazione per il furto prevede lo scioglimento in caso di "cessione? del veicolo

Se il contratto di assicurazione per il furto prevede lo scioglimento in caso di "cessione? del veicolo, ciò non include automaticamente il noleggio

11 Ottobre 2016 - 12:10

Una sentenza che potrebbe rivelarsi interessante per un buon numero di casi analoghi è quella depositata dalla III sezione della Suprema Corte di Cassazione in data 29.9.2016, la n. 19299. Si trattava del caso di un acquirente di un veicolo da lavoro, poi noleggiato, che si era visto negare l'indennizzo per il furto dello stesso, nonostante con l'acquisto fosse prevista in omaggio anche la copertura assicurativa per tale rischio, secondo una strategia di marketing abbastanza diffusa. Il veicolo, un Citroen Jumpy, era stato dato in noleggio a un altro soggetto, e per questo, una volta verificatosi il furto, la società assicuratrice aveva negato l'indennizzo sulla base di una clausola che prevedeva lo scioglimento del contratto in caso di “cessione” del veicolo. Dopo aver perso in primo grado e in appello, ora l'acquirente del Jumpy trova soddisfazione presso gli Ermellini.

LA “CESSIONE” DEL VEICOLO SCIOGLIE IL CONTRATTO Il tenace ricorrente doveva aver preso piuttosto male il no della compagnia assicurativa di fronte alla richiesta di indennizzo. Conosciamo tutti le campagne promozionali dei costruttori d'auto che infilano nelle offerte, come ciliegina sulla torta, la copertura per uno o più anni dal rischio di furto. Come spesso accade però, al momento in cui il danno si verifica, saltano fuori cavilli inaspettati (“non è tutto oro ciò che luccica”, come scrisse SicurAUTO in questo articolo). Davanti a Tribunale e Corte d'Appello di Perugia, aveva assunto importanza decisiva una clausola che prevedeva lo scioglimento automatico del contratto di assicurazione in caso di vendita/cessione del veicolo. Secondo i giudici territoriali il concetto di cessione doveva per forza ricomprendere anche il trasferimento a terzi del godimento del mezzo. E ciò nonostante un'agenzia della società assicuratrice aveva preventivamente dichiarato per iscritto che anche in caso di noleggio la copertura fosse valida. Ma alla Suprema Corte i conti non tornano, perché la clausola è ambigua e la sua opacità non può giocare contro il contraente debole.

LA CLAUSOLA AMBIGUA VA A SFAVORE DI CHI LA SCRIVE La clausola che aveva costituito il nodo di tutta la vicenda era la seguente “il contratto non è trasferibile su altro veicolo ed in caso di cessione/vendita dell'autoveicolo a terzi viene pertanto ad estinguersi automaticamente.” Salta subito all'occhio quel termine doppio, “cessione/vendita”, poiché se la vendita è un concetto preciso, la “cessione” è invece un termine generico che può includere diverse ipotesi. “il lemma cessione”, scrivono gli Ermellini, “è infatti atecnico e ambiguo, e non ce lo si aspetterebbe in un testo contrattuale che richiede un alto tasso di tecnicismo”. E siccome l'ambiguità nasce da questo termine utilizzato a sproposito, i dubbi vanno sciolti a favore di chi non l'ha scritta, ai sensi dell'art. 1370 c.c.. Peraltro la Suprema Corte dà anche un'interpretazione della clausola secondo il criterio sistematico previsto dall'art. 1363 c.c., mettendo appunto a sistema la prima proposizione, sulla intrasferibilità della polizza ad altro veicolo, con la seconda, riducendo la portata del termine “cessione” ai soli casi in cui il bene esca dal patrimonio del contraente. Quindi, sia per l'interpretazione sistematica della clausola controversa, sia perchè le clausole ambigue si interpretano a sfavore di chi le scrive, la questione merita un nuovo approfondimento in corte d'appello. Il ricorso viene accolto.

ATTENZIONE ALLE POLIZZE PRECONFEZIONATE Ciascuno fa i propri calcoli quando si tratta di assicurare il proprio veicolo, a maggior ragione quando si tratta di contraenti che utilizzano i veicoli per un'attività commerciale. Il ricorrente in questo caso si era persino premurato di raccogliere una dichiarazione scritta di un agente che lo aveva rassicurato sull'operatività della copertura per il furto in caso di noleggio del veicolo. Ciò a testimoniare che non basta nemmeno fare tutto ciò che impone l'ordinaria diligenza per porsi al riparo dalle clausole “maligne”, che quando si tratta di recuperare dai danni saltano fuori molto, troppo spesso dai contratti lenzuolo che nessuno riesce a capire integralmente. Allora all'automobilista che si vuole proteggere non resta che puntare tutto sulla fiducia, valendosi di professionisti onesti e capaci, che sappiano indirizzare le loro scelte lontano dai pericoli. Nessuno vuole criminalizzare le polizze scelte da altri (ad es. dal costruttore di auto), basti tenere a mente che i “prodotti omaggio”, difficilmente sono della migliore qualità.

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