La Capitale Automobile: un summit per far fronte alla crisi dell'auto

Tante le proposte avanzate durante il convegno, ma si spera in decisi interventi da parte del governo per uscire dall'attuale e profonda crisi

31 ottobre 2012 - 9:59

Fra gli interessanti temi proposti nel convegno La Capitale Automobile organizzato da Fleet&Mobility e al quale SicurAUTO ha partecipato, vi era la ricerca, da parte degli addetti ai lavori (Case costruttrici e concessionari), di idee o proposte innovative da attuare all'interno della filiera, che possano quanto meno agevolare l'uscita dalla profonda crisi che attanaglia da qualche anno il settore auto, specie in Italia. Emblematico, a questo proposito, un passo del discorso introduttivo di Pier Luigi del Viscovo, esperto conduttore e moderatore del dibattito: “Ci sta stancando questa crisi. Ma non molliamo, anzi. Ci stiamo anche abituando a convivere con la fatica, con la difficoltà. E ogni sera ci trova ancora lì. Stanchi morti, ma lì. E siamo ancora più forti. Perché abbiamo la forza della volontà e delle idee, che ci fa tirare fuori un'energia impensabile qualche tempo fa”. La crisi ha introdotto nuovi approcci ai consumi. I problemi forse passeranno progressivamente (almeno si spera) ma quale eredità lasceranno? C'è chi ipotizza una bassa propensione al consumo che durerà nel tempo, ma qualcuno prevede invece una forte ripartenza, spinta dalla voglia di festeggiare e dimenticare un periodo buio.

RESTYLING DEI SISTEMI DI VENDITA – Nel corso del convegno è riemerso il problema degli alti costi degli standard imposti dalle Case alla Rete (ricordate il caso Citroen?), per sedi faraoniche, strutture, personale, ecc., standard che appaiono oggi ridondanti e fuori dalla realtà, visto che il problema principale è vedere qualche compratore all'interno dei saloni di vendita. Pier Luigi del Viscovo, con un quesito interessante e provocatorio ha chiesto ai top manager presenti se non fosse giunto il momento di ripensare e reinventare gli attuali sistemi di vendita e lo stile degli show-room delle concessionarie, magari ispirandosi a quanto già avvenuto in altri settori merceologici (luci, musica in streaming, odori, video accattivanti,ecc.). Non tutti si sono mostrati favorevoli a tali mutamenti, anzi qualcuno ha ribadito che l'attuale stile di vendita è sempre il più gradito dalla clientela, come confermano anche i ricchi nuovi mercati emergenti (India, Cina, Brasile).

ATTENZIONE AL POST-VENDITA E L'USATO – Condivisibile, a nostro parere, l'intervento di Jacques Bousquet, Presidente di Renault Italia e di UNRAE, che si è dichiarato contrario alla vendita su Internet o tramite i supermarket (department store), giudicando tali sistemi inefficaci per il settore auto. Bousquet ha inoltre sottolineato che, ai fini della redditività aziendale, in Italia è stato trascurato per troppo tempo il post-vendita e l'usato, considerate, a torto, da gran parte dei dealer, attività secondarie rispetto alla vendita del nuovo. A conferma della validità delle tesi del manager francese, è emerso in una intervista-video alla responsabile del Gruppo Penske in Italia, che ben il 42% del fatturato globale del gruppo Penske in USA, proviene dalle attività di assistenza e ricambi.

IL 65% DELLE CONCESSIONARIE IN PERDITA – Massimo Nordio, AD e Direttore Generale di VW Group, riconosce che gli attuali standard sono da rivedere ma trovare soluzioni diverse richiede un processo complesso da affrontare a livello di Casa Madre. Michele Crisci, AD di Volvo Auto Italia, nel suo intervento ha fra l'altro affermato che in un mercato di 1,4 milioni di vetture nuove vendute nell'anno, come l'attuale, ci può essere spazio per una buona redditività, tesi peraltro condivisa da Jacques Bousquet. Questo comporta tuttavia un drastico ridimensionamento della Rete, processo già in atto dall'inizio della crisi. Filippo Pavan Bernacchi, Presidente di Federauto, non ha mancato di ricordare le cifre drammatiche che caratterizzano oggi il mercato dell'auto in Italia, sottolineando che il 65% delle concessionarie chiudono il bilancio in perdita.

NECESSARI SERI PROVVEDIMENTI DAL GOVERNO – La sensazione che si può trarre da quanto emerso nel convegno è che ormai sia subentrata negli operatori del settore auto, una sorta di rassegnazione ad una situazione di mercato estremamente negativa, difficilmente modificabile in tempi brevi, aggravata in modo significativo dai noti accanimenti fiscali a carico dell'auto, decisi dall'attuale governo. Eventuali rimedi o azioni correttive, attuati all'interno della filiera, non possono, a nostro parere, risollevare il mercato se non intervengono, a livello governativo, seri e duraturi provvedimenti a favore di una reale crescita economica del Paese. Non parliamo di incentivi, che servono a poco (vedi, ad esempio, la recente buffonata degli incentivi GPL e Metano), ma di un sistema fiscale che non strozzi i cittadini e che li porti, invece, ad aumentare i propri consumi.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Atti vandalici: come proteggere l’auto da danni e graffi sulla carrozzeria

Telepass cosa fare se la sbarra non si alza

Telepass: cosa fare se la sbarra non si alza

Incidente auto e dolore al collo: 4 consigli per evitare il colpo di frusta