Jaguar: l'idrogeno? Un disastro. JLR fa il punto sulle auto fuel cell

L'idrogeno per Jaguar è penalizzato da una scarsa efficienza intrinseca, Wolfgang Ziebart di JLR spiega perchè la Casa non produrrà Fuel Cell

22 novembre 2016 - 9:30

Con la presentazione al Salone di Los Angeles della Jaguar I-Pace il celebre brand britannico entra di diritto nella partita per la mobilità elettrica nel segmento premium. Con questo passo, per certi versi epocale, la Casa del Giaguaro prende definitivamente le distanze dalla tecnologia a celle di combustibile, dichiarando l'uso dell'idrogeno un nonsense assoluto per via della sua scarsa efficienza, scopriamo cosa ne pensa il responsabile del progetto I-Pace.

EFFICIENZA DISASTROSA SECONDO JLR Jaguar dichiara di non voler assolutamente impegnarsi nello sviluppo di un'auto a idrogeno, nonostante alcune prestigiose Case costruttrici credano fermamente nel fuel cell, lavorando per una diffusione di automobili mosse da questa tecnologia, i vertici di JLR ne prendono nettamente le distanze. Lapidario è il commento che Wolfgang Ziebart, direttore tecnico per la progettazione in Land Rover, ha rilasciato al magazine Autocar: “il rapporto Well to Wheel dalla fonte di energia al veicolo è un disastro”. Per chi non lo sapesse il rapporto Well to Wheel o WTW (tradotto letteralmente dalla ruota al pozzo) è un indice che permette il raffronto tra diverse tecnologie propulsive e carburanti.

EFFICIENZA FIACCATA DAI COSTI DI PRODUZIONE Per Ziebart, a cui si deve lo sviluppo della prima auto elettrica Jaguar, non ha senso utilizzare l'idrogeno come carburante per le auto elettriche a causa della sua scarsa efficienza intrinseca. L'efficienza di una vettura a celle di combustibile, secondo l'indice WTW è del 30% circa; di contro un veicolo elettrico a batterie vanta un rapporto well to wheel prossimo al 70%. Il problema dell'idrogeno è fondamentalmente l'enorme dispendio di energia richiesta per produrlo, per comprimerlo e raffreddarlo affinché possa essere stoccato in un serbatoio. Per il tecnico di JLR la produzione di idrogeno ha senso solo se, come avviene in Germania, la si pratica sfruttando i surplus della produzione di energia elettrica (Scopri il progetto per produrre idrogeno direttamente ai distributori).

INFRASTRUTTURE, POCHE MOTIVAZIONI PER REALIZZARLE Oltre l'handicap della produzione gioca a sfavore la carenza di infrastrutture di rifornimento per le celle di combustibile; secondo Ziebart non sarebbe difficile creare una efficiente rete di rifornimento ma mancano i presupposti e le motivazioni per investimenti del genere. Diversamente le infrastrutture destinate alla ricarica dei veicoli a batteria stanno crescendo a ritmo sostenuto, grazie all'intervento di Governi e privati che credono nel futuro di questa tecnologia (Leggi qui gli studi Jaguar sulle auto connesse).

L'OPINIONE DEGLI ACCADEMICI Durante l'intervista viene inoltre citato uno studio condotto dalla Stanford University e dall'Università Tecnica di Monaco, pubblicato sulla rivista Energy, il quale ha concluso che le auto elettriche a batterie rappresentano la scelta più conveniente per ridurre le emissioni inquinanti rispetto a quelle a idrogeno. Lo studio motiva la decisione per i minori costi e la migliore efficienza energetica per consigliare una diffusione delle auto elettriche (Qui trovi tutti i dettagli sul SUV elettrico Jaguar).

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