Italia rischia una multa europea per la rottamazione auto.

Italia rischia una multa europea per la rottamazione auto. L'Italia è minacciata dalla commissione europea per il mancato adeguamento alle normative sulla rottamazione delle auto a fine vita. Se non si adeguerà rischierà sanzioni economiche.

L'Italia è minacciata dalla commissione europea per il mancato adeguamento alle normative sulla rottamazione delle auto a fine vita. Se non si adeguerà rischierà sanzioni economiche.

22 Giugno 2011 - 09:06

La commissione europea ha richiamato l'italia per la mancata applicazione delle norme europee in materia di rottamazione dei veicoli a fine vita.  Il pericolo è quello di ricevere multe salate in caso di mancato adeguamento.

INDIETRO TUTTA – Secondo una nota ottenuta da AE/AGI,  Il commissario europeo all'ambiente, Janez Potocnik, ha inviato una lettera di avviso motivato alla capitale Italiana. “L'italia ha due mesi per rispondere”.  In caso di inadempienza si creerebbero situazioni difficili:  “la commissione potrebbe decidere di deferire l'italia alla corte di giustizia europea e chiedere sanzioni finanziarie”. La direttiva non seguita dall'Italia è nata nel 2000 e stabilisce le procedure per la raccolta, il trattamento e l'eventuale riciclaggio degli autoveicoli e delle loro parti al termine del loro ciclo di vita.  L'italia non si è mai adeguatamente preoccupata di applicare rigorosamente tali normative, sostiene la commissione europea. Il nostro Paese non è nemmeno nuovo a sanzioni in questo ambito, dato che una prima procedura di infrazione al riguardo venne lanciata dalla commissione europea negli anni passati e portò ad una sentenza di condanna da parte della Corte di Giustizia europea nel 2007.

LAMA DI RASOIO – Da quel momento l'italia ha apportato diverse modifiche alle normative in materia di rottamazione, ma a Bruxelles si ritiene che “alcune incoerenze rimangono”. La legislazione italiana ha detta della commissione, non prevede un obbligo chiaro per le officine. Non sono vincolate a riciclare la parti dei veicoli sostituite durante le riparazioni. Per spronare il belpaese ad applicare correttamente la normativa europea, la commissione aveva inviato a suo tempo una lettera di avviso motivato nel marzo del 2009, aprendo ufficialmente la seconda fase della procedura di infrazione, quella che può portare all'imposizione di sanzioni finanziarie per i paesi inadempienti.  Dato che l'Italia ha comunque apportato modifiche legislative a seguito del richiamo del 2009, Bruxelles ha deciso di inviare un'altra lettera di avviso motivato invece di passare alla lettera di messa in mora che precede il deferimento alla corte di giustizia europea. Sembra essere tuttavia una vittoria di Pirro, in quanto se questo procedimento dovesse sfociare in una nuova condanna della corte europea, l'Italia dovrebbe pagare multe salate per ogni giorno di mancato adeguamento alla normativa.

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